Giovedì 4 giugno si è svolto a Roma, davanti la sede dell’Istituto Superiore di Sanità, il presidio promosso dall’Alleanza Italiana Stop 5G. Una delegazione è stata ricevuta dai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità: Prof. Silvio Brusaferro (presidente), Dott. Andrea Piccioli, (segretario generale), Dott.ssa Anna Mirella Taranto (direttore ufficio stampa) ed ha loro consegnato un dossier in cui sono stati riportati gli elementi salienti delle prove in letteratura biomedica sui pericoli ambientali, i rischi sanitari e i gravi danni biologici già dimostrati per le radiofrequenze utilizzate negli standard di telefonia mobile.

Smartphone, cordless, tablet, I-pad, Wi-Fi, Wi-Max, stazioni radio base di telefonia mobile ci hanno da tempo immersi in un “brodo elettromagnetico” di radiazioni non ionizzanti; a tutto ciò si aggiunge, o si aggiungerà, a seconda del 5G Action Plan recepito dal Governo italiano nella fase sperimentale iniziata nel 2017, armonizzandosi, il sistema 5G.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato il 2/10/2018 gli esiti della gara per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze nelle bande 700 MHz, 3,6-3,8 GHz e 26,5-27,5 GHz per il sistema 5G a fronte di un introito garantito per lo Stato Italiano pari a ca. 6.550.000 Euro (1). L’ultima banda utilizzerà onde millimetriche ubiquitarie mai impiegate prima su così larga scala (si ricorda che la frequenza vibrazionale naturale per l’essere umano è pari a 7,83 Hz, in armonia con quella universale, la stessa che gli ha permesso di evolversi nel corso dei millenni).

Filosofia, tempi, obiettivi e programmi di utilizzo di questo sistema di 5° generazione sono disponibili sul sito “Agenda Digitale” – Fondazione Ugo Bordoni, punto di riferimento scientifico e tecnologico del MISE (2).

Si precisa che, prima di dare avvio al progetto 5G, i Ministeri competenti, come previsto dalla Legge di Riforma Sanitaria 833 del 1978, NON hanno richiesto agli organi preposti (ISS e l’ISPESL (ex-INAIL) nessun parere sanitario né è stata condotta alcuna sperimentazione preliminare per escludere la sua dannosità. Ciò è quanto emerso dalle ricerche effettuate dall’Associazione A.M.I.C.A. (Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale), nel dicembre 2018, grazie all’accesso agli atti (3).

L’ISS, per sanare questo vizio formale, di fatto insanabile, ha pubblicato un documento che minimizza la severità dell’impatto del 5G (4) cui hanno replicato medici e fisici (5).

IoT(Internet of Things), tele-medicina, guida autonoma, intelligenza artificiale, con irradiamento h 24, 7 giorni su 7: questi alcuni degli scenari che vengono prospettati ai cittadini senza però mai fornire adeguate informazioni sull’effetto che le nuove tecnologie avranno sulla salute loro e dell’ambiente circostante. Infatti, a differenza della prima banda assegnata di 700 MHz, le cui onde emesse, altamente impattanti, penetrano i muri e i soffitti delle abitazioni per soddisfare le richieste dello IoT, le onde millimetriche ubiquitarie, dotate di una minore capacità di superare ostacoli come le pareti delle case, il fogliame delle piante ad alto fusto, addirittura l’umidità presente nell’aria, renderanno necessaria l’installazione di un’elevatissima quantità di microantenne posizionate a distanza ravvicinata (sui lampioni led smart, in sinergia con la fibra ottica, sui balconi, nei tombini, sotto i marciapiedi) e l’abbattimento di alberi. Inoltre, per l’alta frequenza impiegata, i soggetti a rischio di sovraccarico elettromagnetico saranno tutti coloro che si avvalgono di elettromedicali salvavita quali, ad esempio, pacemaker, defibrillatori, di protesi metalliche e che utilizzano dispositivi utili per alcune patologie (microinfusori per diabetici). Lo standard ANSI/AAMI PC69 stabilisce criteri di immunità elettromagnetica per pacemaker e defibrillatori (ICD) nel range di frequenze compreso tra i 450 MHz e i 3 GHz (6).

Il dibattito è aperto

Esiste una profonda divergenza tra l’opinione della scienza ufficiale (OMS) e della ricerca indipendente in materia di impatto dei campi elettromagnetici (CEM): la prima si limita a considerare i soli effetti termici nel breve termine (7), secondo le indicazioni dell’ICNIRP (ONG privata di ingegneri e fisici, con sede in Germania)(8); la seconda, più libera da conflitti di interesse, si batte affinché vengano individuate, come fonti di maggiore preoccupazione, le severe implicazioni non solo degli effetti termici, ma, soprattutto, di quelli biologici e, in un’ottica epigenetica, della combinazione di più inquinanti ( ad es.: elettromagnetismo, inquinamento atmosferico – metalli – interferenti endocrini, ecc.…), dell’interazione tra di essi e con i fattori individuali (polimorfismi genici, stili di vita, abitudini voluttuarie ), durante tutto l’arco della vita.

Tale contrapposizione rappresenta il vero ostacolo affinché predomini il principio di prevenzione e di precauzione in difesa dell’integrità psico-fisica nostra e di tutto l’ecosistema.

In Italia, l’allarme è stato lanciato, nel marzo 2018, dall’ Istituto Indipendente Ramazzini di Bologna (Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni) (9) che ha diffuso i primi risultati dello studio condotto in vivo da cui sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza di rari tumori delle cellule nervose del cuore (schwannomi maligni) e del cervello (gliomi maligni) in cavie esposte a RF (2G e 3G). Le conclusion dello studio sono state pubblicate sull’International Journal of Environmental Research and Public Health nel Settembre 2019 coltitolo “The Contribution of In Vivo Mammalian Studies to the Knowledge of Adverse Effects of Radiofrequency Radiation on Human Health” (10). I risultati di questa ricerca sono diventati ancora più significativi perché confermati dal prestigioso National Toxicology Program (11).

Sempre in Italia è stato pubblicato a cura di ISDE e di European Consumers (12) il Rapporto Indipendente sui Campi Elettromagnetici e Diffusione del 5G. Oltre ai risultati, è interessante consultarne la ricca bibliografia in cui vengono citate anche ricerche sull’impatto del 5G che, ad oggi, sono state condotte soprattutto in ambito non civile per verificarne gli effetti severi (13).

In questo scenario molto complesso e cruciale nella storia dell’Umanità per le profonde trasformazioni che la stragrande maggioranza degli abitanti di questo pianeta dovrebbe far proprie senza essere stata informata, interpellata né aver dato il proprio consenso, si è costituita, nella seconda metà del 2018, l’ALLEANZA ITALIANA STOP 5G; raccogliendo l’allarme lanciato dall’Istituto Ramazzini è nato un comitato informale, una rete apartitica e trasversale dove far convergere tutte quelle forze (associazioni e cittadini singoli), provenienti dalla società civile e presenti su tutto il territorio nazionale, che si sono sentite in dovere di impegnarsi per rivendicare la tutela della salute gravemente minacciata da un progresso tecnologico sempre più orientato a minarla piuttosto che a difenderla. Ne è portavoce nazionale Maurizio Martucci, scrittore e giornalista di inchieste.

ALLEANZA ITALIANA STOP 5G è un interlocutore indipendente per Governo, Parlamento, Regioni, Province autonome e Comuni d’Italia. Ha anche promosso l’ALLEANZA EUROPEA STOP 5G, aderendovi, rinnovando larichiesta per una moratoria internazionale sul 5G anche agli organi politico-decisionali d’Europa.

Sono stati individuati, ad oggi, vari fronti su cui concentrare gli sforzi:

  1. diffondere consapevolezza sull’uso sicuro delle tecnologie al fine di operare scelte virtuose, anche in controtendenza, a favore di un’idea di progresso sicuro a misura d’uomo e della salvaguardia della salute e della libertà individuale, entrambe messe a repentaglio dalla deriva, che possiamo decisamente definire transumanista, cui stiamo assistendo. In quest’ottica, ALLEANZA ITALIANA STOP 5G promuove il “Disconnessi Day” il primo giorno di ogni mese. Si tratta di una giornata di sciopero digitale, di disintossicazione dall’elettrosmog di cui siamo noi stessi responsabili, che esclude l’utilizzo di smartphone, cellulari,WI-Fi, tablet e connessioni wireless;
  2. ridurre l’elettrosmog già esistente soprattutto nei luoghi sensibili quali scuole, ospedali, ambienti di lavoro e di aggregazione. Riguardo al comparto Scuola, è stato costituito un Osservatorio formato da docenti provenienti da varie parti d’Italia il cui obiettivo è quello di portare all’attenzione di tutti i soggetti coinvolti, in particolar modo dei dirigenti scolastici, questa emergenza ambientale ed il suo impatto sulla salute psico-fisica di alunni e operatori nonché sulla qualità dell’apprendimento. Dall’esperienza sul campo, emerge, purtroppo, una diffusa carenza di informazione e consapevolezza tanto da esporre i soggetti coinvolti nel processo educativo ad accogliere in modo passivo e non sufficientemente critico le proposte di innovazione tecnologica come la didattica a distanza (DAD) adottata durante l’emergenza sanitaria da COVID 19 e proposta anche per l’anno scolastico 2020-2021.

    Il dossier prodotto dall’Osservatorio Scuola è visionabile sul sito di ALLEANZA ITALIANA STOP 5G (14);
  3. contrastare il progetto 5G Action Plan rendendo edotte le amministrazioni locali, molto spesso impreparate dal punto di vista tecnologico e non informate, coinvolgendo i sindaci affinché emanino ordinanze urgenti e contingibili, visto il potere loro riconosciuto come massima autorità sanitaria, i consiglieri comunali, i cittadini disposti a sollecitare direttamente i loro amministratori. Sul sito di ALLEANZA ITALIANA STOP 5G l’elenco esigenze dei comuni e regioni Stop 5G (15) nonché i modelli di documenti utili da adattare a seconda dei singoli casi (16) ;
  4. riconoscere l’Elettrosensibilità come patologia attraverso la creazione di protocolli sanitari regionali, norme di tutela lavorativa, assicurativa e assistenziale, nonché accoglienza protetta dei soggetti affetti negli ambienti destinati allo studio, al lavoro, allo svago e al culto. Ad oggi, solo la Regione Basilicata ha riconosciuto questa sindrome;
  5. creare delle zone no-Wi-Fi, all’interno di tutti i comparti delle attività umane (dall’istruzione al turismo) dove potersi disintossicare.

La “DISCONNESSI Newsletter”, aprile 2020, di Alleanza Italiana Stop 5G, nell’articolo inchiesta di Maurizio Martucci dal titolo “Scienza un tanto al chilo” offre il suo interessante contributo informativo fornendo una ricca, anche se parziale, bibliografia scientifica sull’impatto dei CEM (17).

Per aggiornamenti, approfondimenti e ricerche, è utile consultare il sito del EMF-Portal (18) che raccoglie tutti gli studi in materia, a livello internazionale.

Marinella Giulietti – referente per l’Umbria di Alleanza Italiana Stop 5G e docente membro dell’Osservatorio Scuola


(1)https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-10-19&atto.codiceRedazionale=18A06719

(2) https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/5g-armonizzare-le-spettro-per-far-convivere-servizi-diversi-ecco-come/

(3) https://www.infoamica.it/sperimentazione-5g-manca-il-parere-sanitario/

(4) http://old.iss.it/binary/elet/cont/5G_e_rischi_per_la_salute.pdf

(5) https://www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/La-lettera-di-medici-e-fisici-che-replica-all-ISS-Non-e-vero-che-il-5G-fa-meno-male?fbclid=IwAR14WI4PLsKbFlfqus_-5n0RJ_5dlXQWZdtjzTgbNLj1WUwzrty2LuYBfsc

(6) https://www.osservatoriobiomedicaleveneto.it/2017/02/08/effetti-delle-interferenze-elettromagnetiche-sulle-apparecchiature-elettromedicali/ pag.50

(7) https://apps.who.int/iris/handle/10665/42543

(8) https://www.icnirp.org/

(9) www.ramazzini.org/ comunicato/ripetitori-telefonia-mobile-listituto-ramazzini-comunica-gli-esiti-del-suo-studio

(10) https://www.mdpi.com/1660-4601/16/18/3379

(11) ww.niehs.nih.gov/news/newsroom/releases/2018/november1/index.cfm

(12) https://www.isde.it/rapporto-isde-european-consumers-sui-campi-elettromagnetici-e-i-rischi-connessi-alle-nuove-tecnologie/

(13)https://www.youtube.com/watch?v=gVBhkCvUI4M&feature=share&fbclid=IwAR1LKCllrxrBVOR8_VuyDh3mHVkYqe7QSdJNihdIipn0U_7jrt4b9V7dlzw

(14) http://stop5gmeeting.voxmail.it/rsp/pvcra3/content/disconnessin5-20.pdf?_d=53D&_c=c7a0b9f6

(15) https://www.alleanzaitalianastop5g.it/443193497

(16) https://www.alleanzaitalianastop5g.it/442963891

(17) http://stop5gmeeting.voxmail.it/rsp/pvcra3/content/disconnessin5-20.pdf?_d=53D&_c=c7a0b96

(18) https://www.emf-portal.org/en