Secondo il Ministero della Salute il 76% della sperimentazione clinica italiana viene condotto avendo come sponsor le aziende farmaceutiche, che concentrano la loro ricerca per il 12,4% nel gruppo dei farmaci di cui fanno parte i vaccini; solo il 16% delle riviste scientifiche ha una linea di condotta sui conflitti di interesse e solo lo 0,5% degli articoli pubblicati è di autori che abbiano svelato tali conflitti. A spiegarlo è il dottor Franco Verzella, medico e ricercatore, che interviene sull’argomento.
<<Scrive Cristiano Alicino: “Nel corso degli ultimi decenni non ci siamo limitati a tollerare un sistema in cui l’Industria del farmaco occulta dati, inganna i medici e danneggia i pazienti, ma abbiamo completamente delegato ad essa la ricerca in ambito farmacologico, lasciando non solo che fosse proprietaria dei risultati e ne potesse disporre in totale libertà, ma che si appropriasse delle priorità della ricerca e dei suoi metodi. Abbiamo assistito all’indebolimento degli Enti regolatori, la cui opera di controllo è prevalentemente pagata con i soldi di coloro che dovrebbero essere controllati. Molte carriere accademiche sono state costruite su un’organizzazione della ricerca e dell’università largamente basata sui fondi dell’industria privata: il ricercatore contribuisce in maniera sempre più limitata alla definizione degli obiettivi della ricerca, dei metodi con cui sarà condotta e non ne analizza i dati ottenuti, perché non ne è il proprietario e tuttavia ne diffonde i risultati attraverso una o più pubblicazioni scientifiche, come premio della sua totale complicità con tale sistema. I Governi assistono impotentemente al consolidarsi di queste prassi o addirittura le favoriscono esplicitamente con politiche di riduzione dei fondi pubblici alla ricerca e leggi costruite a beneficio delle grandi multinazionali del farmaco piuttosto che a tutela della collettività.”
http://www.saluteinternazionale.info/2012/12/la-trasparenza-nelle-sperimentazioni-cliniche-il-caso-tamiflu/
I vaccini sono farmaci e pertanto richiedono come criterio fondamentale la personalizzazione del trattamento. La estrema complessità, biologica ed energetica, che caratterizza lo sviluppo del bambino, soprattutto tra il concepimento ed il terzo anno e la tossicità, ambientale ed alimentare, che assedia la nostra quotidianità, richiedono una prevenzione scrupolosa: preconcepimento, prenatale e neonatale, che viene negata con la pratica delle vaccinazioni di massa. Lo Stato Italiano, imponendo e promovendo queste pratiche, si fa carico di enormi responsabilità, che certamente non si limitano al risarcimento dei casi riconosciuti come danno vaccinale, ma comprendono la salute presente e futura di tutta la popolazione vaccinata. La formulazione di un protocollo multidisciplinare di valutazione dello stato di salute del minore, controfirmato dai genitori, costituirebbe un primo passo per l’aggiornamento e la umanizzazione di questo servizio, come premessa al superamento dell’obbligo vaccinale, che si è già affermato in 15 Paesi Europei.
I vaccini sono farmaci molto complessi, che contengono: frazioni batteriche (vaccino antidifterico, antitetanico, antipertosse), frazioni virali (antiepatite B), virus inattivati (vaccino antipoliomielite Salk e antinfluenzale split), virus vivi attenuati (antipoliomielite Sabin, Anti-Morbillo-Parotite-Rosolia, Varicella). Inoltre antibiotici e disinfettanti (per prevenire contaminazioni batteriche), conservanti ( per evitare la perdita di efficacia nel tempo), adjuvanti (per potenziare la risposta immunitaria). Il Mercurio è presente nel vaccino antiemofilo B, antinfluenzale e antiepatitico A. Altre sostanze comprendono: i sali di Alluminio(vaccino antipapilloma virus), formaldeide e fenossietanolo, proteine dell’uovo, emoderivati di animali, prioni, proteine eterologhe, sostanze chimiche di recente sintesi, metalli tossici e nano particelle. Occorre ricordare che questi tossici si accumulano nei tessuti del neonato in concentrazioni di gran lunga superiori rispetto ad un adulto che pesa 13-15 volte di più.
Il grande calo delle malattie infettive pediatriche è avvenuto prima della introduzione della maggior parte delle vaccinazioni pediatriche ed è dipeso dalla maggiore disponibilità di alimenti e di cure preventive, una migliore igiene personale e pubblica (acqua e fognature), migliori condizioni di vita domestica e lavorativa, migliore istruzione. Paradossalmente, nonostante una copertura vaccinale pari al 94% in Europa i casi di morbillo sono passati da 7499 a 26.721 tra il 2009 ed il 2011. Se il morbillo è in crescita nonostante le elevate coperture vaccinali occorre ricordare che il virus del morbillo è a RNA attenuato, che in condizioni di immunodepressione può continuare a moltiplicarsi oppure mutare, causando complicanze insolite e di difficile interpretazione. In Italia le complicanze della malattia morbillosa naturale (virus selvaggio) sono 500-600 per anno, mentre le vaccinazioni sono 1.100.000. Le complicanze della malattia morbillosa naturale comprendono l’encefalite ogni 2.000 casi ed una morte ogni 40.000 casi, per cui la incidenza reale nel nostro Paese sarebbe una encefalite ogni 3-4 anni ed un decesso ogni 65-80 anni. Per contro, le complicanze della vaccinazione antimorbillosa comprendono una encefalite ogni 10- 11.000 vaccinati ed un morto ogni 200.000 vaccinati (5% delle encefaliti). Secondo questi dati, la stima delle complicanze della vaccinazione antimorbillo, ogni anno, nel nostro Paese prevederebbe su 1.100.000 vaccinati 100 encefaliti e 5 morti.
Qualcuno si sognerebbe di somministrare periodicamente un antibiotico potente ed a lunga durata d’azione a tutta la popolazione solo perché alcune persone muoiono di polmonite ? “ Nel caso dei vaccini questo esempio assurdo viene applicato per una decina di patologie diverse. Nel nostro Paese, secondo il calendario delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative il bambino riceve 25 inoculi di antigeni vaccinali nei primi 15 mesi e 40 nei primi sei anni. E’ possibile che questa pratica farmacologica priva di elementari criteri preventivi sia esente da rischi ? VAERS(Vaccine Adverse Event Reporting System) 2005 e 2007 é un sistema di farmacovigilanza passiva e per questo fortemente sottostimato; i dati che emergonocomprendono: intervallo tra somministrazione del vaccino esa/eptavalente e la morte del neonato: meno di 24 ore nel 48-64% e meno di 6 giorni nel 83-94% dei casi; il 68% al primo inoculo. La diagnosi comprende: morte in culla, convulsioni, apnea, encefalopatia, coagulopatie, patologie cardiopolmonari. I più comuni sintomi da danno da vaccino comprendono: febbre, sonnolenza, letargia ed inversione del sonno, pianto inconsolabile, perdita dell’appetito, mancanza di interesse, regressione delle abilità acquisite, arresto dello sviluppo cognitivo comportamentale, immotivati e improvvisi cambiamenti caratteriali, arresto e regressione del linguaggio, disturbi della motilità grossolana e di quella fine, assunzione di una alimentazione selettiva, grida immotivate, disturbi della funzione intestinale ed immunitaria con gonfiore dell’addome, malassorbimento, alternarsi di diarrea a stipsi, accumulo di metalli tossici. Purtroppo gli studi a lungo termine sulle differenze di salute e benessere tra i bambini vaccinati e i non vaccinati mancano. Una cosa comunque è certa: l’attuale programma vaccinale comporta sempre e per tutti i bambini una reazione biologica violenta, che si caratterizza come una impronta negativa nella memoria del loro sistema immunitario>>.
Il dottor Verzella aggiunge: <<I bambini più a rischio di danno vaccinale sono quelli immunologicamente immaturi, perché nati da madre con disturbi immunitari e intestinali, alimentazione non adeguata o con carico tossico (alcol, caffè) o iperinsulinemica; i bambini pretermine, sottopeso, nati con parto distocico e con taglio cesareo, sottoposti ad alimentazione artificiale, che presentano continue irregolarità dell’alvo, si ammalano frequentemente oppure sono stati sottoposti ad interventi chirurgici, oppure crescono in un ambiente carico di difficoltà e di stress.
Il target della Vaccinazione è il sistema immunitario, che nei bambini è in piena fase di sviluppo fino ai 3 anni e pertanto risulta fragilissimo durante tutte le tappe principali del programma vaccinale. Il sistema immunitario immaturo del bambino viene naturalmente stimolato e rafforzato quotidianamente grazie a continui “combattimenti”, che lo impegnano attraverso il contatto dei germi con la sua cute e le mucose, che sono dei veri organi neuroimmunoendocrini. Molecole associate a gruppi di germi patogeni (Pathogen Associated Molecular Patterns: Lipopolisaccaridi per i batteri Gram negativi e Peptidoglicani per i Gram positivi) vengono riconosciuti dai recettori delle cellula immunocompetenti della immunità innata (Toll Like Receptors), che accendono la risposta infiammatoria, la fagocitosi ed il rilascio di molecole antibatteriche non specifiche e di peptidi antimicrobici. La maturazione del sistema immunitario è affidata a questo allenamento quotidiano, che aumenta con la progressiva esposizione del bambino nei confronti dell’ambiente. Per potenziare il sistema immunitario nei primi anni occorre somministrare molecole naturali che sostengano i processi metabolici, la detossificazione, l’azione antiossidante, l’eubiosi intestinale. Per contro le vaccinazioni rappresentano un insulto violento, farmacologico, estremamente articolato (penta, esa ed eptavalente) ed acuto, chebypassa le naturali difese immunitarie (cute e mucose con i loro sistemi cellulari e molecolari) e sconvolge l’equilibrio biologico, con una impronta negativa, che si stampa nella memoria immunitaria. Il risultato è una depressione severa del sistema immunitario, con conseguenze nel breve e nel lungo termine. Non solo depressione, ma anche alterazione dell’assetto immunitario e del rapporto Th1(antivirus-antimiceti) con Th2(antibatteri-antiparassiti-antiallergeni), caduta linfocitaria 10 giorni dopo l’inoculo, riduzione del numero dei globuli bianchi. Il notevole aumento delle allergie e dell’asma che si registra in occidente é da addebitare alla scarsa attivazione fisiologica del sistema Th1 ed all’aumentata esposizione ai quei vaccini che inducono una risposta di tipo Th2. La attivazione del sistema immunitario cerebrale (microglia) produce uno stato infiammatorio (radicali liberi, chemochine, citochine) ed uno stress ossidativo, che tendono a cronicizzarsi in mancanza di un trattamento tempestivo ed adeguato. Il ritardo cognitivo, la regressione della parola, la comparsa di comportamenti disturbati e bizzarri vengono interpretati nella loro dimensione psicologica da neuropsichiatri e psicologi, che non sospettano l’esistenza di cause organiche. Il danno è particolarmente severo nei bambini con polimorfismi genomici (SNPs), che riguardano l’attività immunitaria e quella detossificante, con ridotta attività del Glutatione e dei circuiti metabolici della metilazione-sulfossidazione e di Krebs. Una sistematica ed aggiornata collaborazione tra ostetrico, neonatologo, pediatra, neuropsichiatra, laboratorista, consentirebbe di migliorare sensibilmente la tempestività preventiva e terapeutica dell’intervento. La diffusione dei disturbi dello sviluppo e del comportamento (1 bambino su 6, di cui 1 su 68 autistico: CDC;Marzo 2014), delle allergie, del diabete infantile, dei tumori (incremento annuale pari a 1-2%) riconoscono nelle vaccinazioni di massa una sicura concausa.
Il superamento dell’obbligo vaccinale e la libertà di scelta terapeutica sono obiettivi irrinunciabili per una democrazia biologicamente alfabetizzata, promuovono la diffusione di una consapevolezza informata e la ricerca di una condizione superiore di salute e di benessere da parte di una crescente percentuale della popolazione, favoriscono la liberalizzazione delle arti mediche, abbattono i costi della spesa sanitaria, liberando lo Stato e le Istituzioni da ombre e ambivalenze>>.

OMS:2012
Popolazione Italiana:
Nascite: 563.000
minori di 5 anni: 2.851.000
minori di 15 anni: 8.552.000
Costo in Euro dell’intero ciclo vaccinale in Italia:
a) per bambino: 1.702,11;
b) per lo Stato: 953,18 milioni .
Copertura vaccinazione obbligatoria: 97% .
Sistema di Farmacovigilanza: volontaria
Incidenza delle Malattie Infettive in Italia:
Poliomielite 0 dal (1982)
Difterite: 0 dal (1997)
Epatite B: 29 (2002)
Tetano 64 (2012)
Pertosse 225 (2012)
Morbillo: 376 (2012)
Rosolia: 85 (2012)
Parotite: 322 (2006)
Neisseria Meningitidis: 138(2012)
Streptococco Pneumoniae 784(2012)
Haemophilus Influenzae: 61 (2012)
LIBERAMENTE TRATTO DA “LE VACCINAZIONI DI MASSA” SALUS INFIRMORUM; PADOVA; OTTOBRE 2013