Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la diffusione della poliomielite costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e ha emesso raccomandazioni temporanee a norma dell’International Health Regulations (IHR 2005) per ridurre l’esportazione dei poliovirus. Poi però i dati 2013 danno tutta un’altra visione della cosa. Vediamo meglio cosa è accaduto.

Le principali misure raccomandate dall’OMS sono state:

  1. garantire che i residenti e chi ha soggiornato per lunghi periodi in Camerun, Pakistan e Siria siano vaccinati prima di un viaggio internazionale;
  2. incoraggiare i residenti e chi ha soggiornato per lunghi periodi in Afghanistan, Guinea Equatoriale, Etiopia, Iraq, Israele, Somalia e Nigeria a ricevere la vaccinazione prima di un viaggio internazionale;
  3. accertare che tali viaggiatori siano forniti di un certificato internazionale che documenti lo status vaccinale.

La preoccupazione nasceva dal fatto che i casi di polio erano aumentati nei primi mesi dell’anno, periodo climaticamente poco favorevole per la trasmissione della malattia. L’Oms ha deciso di intervenire in considerazione del fatto che maggio e giugno sono considerati i mesi ad alta trasmissione.

I dati forniti dal Programma internazionale di eradicazione della polio, consultati il 26 ottobre sul sito http://www.polioeradication.org/dataandmonitoring/poliothisweek.aspx indicano che i casi di polio alla stessa data dell’anno scorso sono in diminuzione. E che nel 2013 i casi totali sono stati 416: avete capito bene, 416.

Un paragone?
La lebbra conta 230mila nuovi casi ogni anno nel mondo (aifo.it),
216 milioni i casi di malaria stimati nel mondo (epicentro.iss.it).

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E’ ancora presto per dire se tale riduzione è frutto delle iniziative messe in atto, o se vi sia stato un allarmismo ingiustificato. Nel nostro Paese si è utilizzato questo allerta, che ha interessato zone geograficamente lontane (basta scorrere l’elenco delle nazioni interessate dal piano straordinario dell’OMS) per diffondere un po’ di paura tra i genitori e per dar fiato al solito ritornello: “Ma sei matta a non vaccinare tuo figlio, con tutti questi extracomunitari!”

Dr. Eugenio Serravalle