Di Roberto Volpi

Per la gestione della Fase 2 della pandemia in Italia è stato attivato uno specifico sistema di monitoraggio disciplinato dal decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2020. 

È appena uscito, in data 23 ottobre, il “Report settimanale monitoraggio fase 2 relativo al periodo 12-18 ottobre 2020”.

Tra i Punti chiave di questo Report è possibile leggere il seguente:

“Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (106/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (81,7%) che al momento rappresenta un contesto di amplificazione della circolazione virale e non il reale motore dell’epidemia”.

Ora, dovrebbe non bastare ma strabastare una affermazione di questo tenore a sbarrare la strada ad ogni possibilità di lockdown, anche minore, anche limitato nel tempo e nello spazio, e a metter fine a una stucchevole diatriba lockdown sì lockdown no. Il Report riporta ciò che ogni persona di buon senso sa perfettamente, ovvero che se chiudi in casa persone negative fai la cosa giusta ma se chiudi in casa per settimane anche persone positive, e anzi molte persone positive, come succederebbe se si passasse al lockdown in questi giorni, fai la cosa più sbagliata perché queste persone positive

  1. contageranno tutti coloro che sono obbligati alla convivenza prolungata con loro e
  2. provocheranno la morte di molti anziani gravati da più patologie preesistenti. 

Grazie al lockdown della prima fase proprio questo è avvenuto, cosicché si sono potuti contare quasi 29 mila morti in otto settimane, alla media di 520 morti giornalieri che fa impallidire i numeri dei morti giornalieri di questi giorni pur di forte contagio.

C’è di più, perché l’ultimo Report del 4 ottobre sulle caratteristiche dei deceduti ad opera dell’Istituto Superiore di Sanità segnala che i deceduti positivi al coronavirus sono anziani con una età media di quasi 83 anni (in crescita) e, quel che più è significativo, con una media di 3,4 (in crescita) patologie preesistenti. Ecco, se si vogliono ammazzare tutti o quasi gli anziani che ci sono in Italia con questo numero di patologie preesistenti la strada è tracciata: procedere a un secondo lockdown globale o, in alternativa, a tanti lockdown limitati territorialmente.

Fossimo nella Germania del Terzo Reich questa sarebbe indubbiamente la strada che verrebbe seguita senza indugio al fine di provvedere alla eliminazione di vite “non degne di essere vissute”.