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Antibioticoresistenze in aumento. Quale strategia?

29 Nov , 2016  

 

a cura della Dr.ssa Sabine Eck
Sono anni che leggiamo regolarmente articoli del genere:
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=44956&fr=n
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=39764

ed i campanelli d’allarme si susseguono a ritmo sempre più serrato.

Nonostante ciò recenti notizie segnalano purtroppo che in Italia abbiamo un bel + 7% di prescrizioni di antibiotici nei primi mesi del 2016!

Quale strategie ha oggi il medico di base o il pediatra al posto degli antibiotici?

Antinfiammatori? Cortisone? Complessi vitaminici?

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L’utilizzo di antibiotici è strettamente legato alla crescita continua dei casi di sepsi (batteri patogeni nel sangue): si stima che ogni anno muoiano in Italia 60 mila persone di sepsi, un morbo che uccide 5 volte più dell’ictus cerebrale e circa 10 volte più dell’infarto, tant’è che il 13 settembre di ogni anno si celebra, con incontri e convegni, la giornata mondiale per la lotta alla sepsi.

Per approfondire la comprensione (approccio sistemico) di ciò che sta alla base di tali processi conviene considerare però anche la continua crescita delle patologie del tessuto connettivale (reumatologia, immunologia), giacché oggigiorno un sempre maggiore carico di tossine ambientali e patologie derivate da cattivi stili di vita rendono il connettivo stesso sede di battaglie autoimmuni e di processi infiammatori cronici.

Le cellule del connettivo svolgono il ruolo di “donne delle pulizie di un grande grattacielo”: tutte le notti puliscono e riordinano gli spazi vitali smaltendo i rifiuti nei relativi raccoglitori (sistema linfatico, fegato). Il connettivo è la “sede base” del sistema immunitario, funge da discarica temporanea e/o a lunga degenza delle sostanze che l’organismo non riesce ad eliminare in un’unità di tempo, quindi le accumula, le incapsula e le diluisce a seconda del tipo di “tossina” di turno. Ciò accade giorno dopo giorno, anno dopo anno… finché il complesso e geniale sistema di autodepurazione va letteralmente in tilt per eccessivo accumulo di lavoro.

La matrice di tutti i processi cronici è il tessuto connettivale!

Dare la colpa, quindi, “soltanto” ai super-batteri quando l’antibiotico non funziona è estremamente riduttivo e, dal punto di vista di un ragionamento sistemico-scientifico, insostenibile.

Le connettivopatie sono delle vivaci “gatte da pelare” se volessimo pensare ad una cura che mirasse veramente alla base del problema.

Sarebbe utile che tutti i medici iniziassero, a questo punto, a parlare seriamente di micro-bioma, di approccio alla salute fin dall’infanzia o meglio dal concepimento, di alimentazione, di disintossicazione profonda, del movimento all’aperto, dello stile di vita e del mondo del lavoro! Ma una ricetta sistemica non si scrive in 5 minuti!

L’intero discorso si potrebbe riassumere così: “tanto quanto sono inquinati terra, alimenti, aria e acqua, tanto sarà inquinato il nostro tessuto connettivale”

Le patologie croniche moderne saranno sempre più complesse, la base (tessuto connettivo) rimane, invece, la stessa; diventa un po’ come insistere ad attaccare un bottone su un tessuto già corroso… sappiamo tutti cosa succede!

Ragioniamo un attimo su questa frase di Albert Einstein, presa dal suo famoso discorso sulla crisi: “non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose…”

Sabine Eck, medico Assis

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