a cura della Dott.ssa Federica Benerecetti
AsSIS, associazione di studi e informazione sulla salute, condivide l’appello lanciato dalla Rete Sostenibilità e Salute sulla minaccia rappresentata dai Fondi Sanitari “integrativi” e sostitutivi per la salute del nostro Servizio Sanitario Nazionale.


AsSIS è d’accordo, infatti, nel ritenere che il “servizio sanitario privato”, settore in continua crescita anche in Iitalia e che comprende al suo interno, accanto alle assicurazioni sanitarie commerciali, i fondi sanitari, le casse mutue, le previdenze sanitarie assicurate dai datori di lavoro, e che oggi abbraccia circa 14 milioni di cittadini “assicurati”, stia progressivamente minando l’efficienza e il buon funzionamento di una sanità pubblica già fortemente compromessa dagli ultimi decenni di “tagli” e dalla crisi economica generale.

I finanziamenti statali (tramite incentivi, detrazioni fiscali e oneri deducibili) a questo settore privato non fanno che aggravare questo stato di cose: in primis perché  sottraggono risorse importanti al SSN, ma anche perché finiscono per favorire le classi sociali economicamente più avvantaggiate che possono permettersi di accedere a questi servizi, e sfavorire le altre.

Peraltro, come evidenziato dalla Rete Sostenibilità e Salute, i dati suggeriscono che i Paesi dove il settore sanitario privato ha peso maggiore sono anche quelli dove la spesa sanitaria, anche quella pubblica, è più alta, a riprova del fatto che consolidare il “pilastro privato” finisce per aumentare e non diminuire, come nelle intenzioni, la spesa pubblica.

A fronte di tali considerazioni, AsSIS  si associa con la Rete Sostenibilità e Salute nel chiedere ai nostri governanti, agli enti pubblici, ai sindacati, ai partiti politici di invertire questa rotta e di mettere fine ai privilegi fiscali destinati ai fondi sanitari privati.

L’appello: http://www.sostenibilitaesalute.org/appello-della-rete-sostenibilita-e-salute-i-fondi-sanitari-integrativi-e-sostitutivi-minacciano-la-salute-del-servizio-sanitario-nazionale/