Un giornalista americano, Walter Lippmann, scrisse: “laddove tutti pensano allo stesso modo, nessuno pensa un gran che”.

È la frase migliore per definire il clima culturale e scientifico che si è imposto negli ultimi tempi in tema di sanità e di conseguenza di vaccinazioni. La stessa frase è utile anche per mettere a fuoco il primo compito che ci siamo prefissati, quello cioè di tutelare la diversità di opinione e di scelta come valore in sé.

Pensare, tuttavia, non basta. 

La difficoltà sta nell’agire, e la capacità di azione è condizionata a sua volta dal quadro delle leggi in cui ci si trova a muoversi. Questo costituisce infatti il secondo obiettivo che è necessario perseguire, ossia la modifica del quadro normativo.

Nonostante nel giro di pochi anni AsSIS abbia raccolto migliaia di adesioni, organizzato convegni e manifestazioni affollatissime e partecipate, abbia acquisito rilievo al punto da essere stata invitata al tavolo delle Commissioni parlamentari in tema di politiche vaccinali, in un contesto come quello attuale la modifica del quadro normativo e il contrasto al pensiero unico costituisce un obiettivo al di fuori della portata di una singola associazione. Dobbiamo costituire un grande polo attrattore di tutti gli orientamenti e di tutte le tendenze favorevoli a un concetto ampio, articolato e non unilaterale di salute. Dobbiamo organizzare una casa comune per tutti quelli che sono rimasti privi di riferimenti e supporti di fronte all’intransigenza delle autorità istituzionali. Dobbiamo infine restituire loro visibilità e, soprattutto, coraggio.

I tempi impongono di condurre la battaglia per i diritti costituzionali stringendo alleanze che costituiscano un fronte solido e unito, forte nei mezzi, nei numeri, negli strumenti organizzativi, nelle risorse. Questa forza può venire soltanto dallo schierare in campo strutture associative consistenti, formate da personale sanitario, legali, giuristi e genitori. 

Fino a poco tempo fa si poteva pensare di riunire queste risorse in associazioni autonome, unite negli scopi ma indipendenti nei mezzi. Oggi che lo scontro è arrivato al limite della caccia alle streghe, è indispensabile acquisire forza sufficiente a erigere una difesa reale ed efficace.  Per questo, sabato 1 febbraio, nel corso dell’Assemblea straordinaria, AsSIS ha deliberato lo scioglimento e la confluenza nella Fondazione per la Salutogenesi. 

L’intento è quello di una cooperazione tra tutte le componenti delle quali la nostra Associazione dispone, ossia avvocati, personale sanitario e genitori, e quelle della Fondazione per la Salutogenesi, un Ente scientifico e culturale che promuove la scienza della Salutogenesi come modello di riferimento per la promozione della Salute, che persegue la tutela dei diritti civili attraverso la sensibilizzazione, l’educazione, la formazione, l’emancipazione della collettività.

Coalizzarsi per rafforzare il fronte della tutela dei diritti e della salute individuale e collettiva per mezzo di una nuova Medicina, Umanizzata, Integrata e Personalizzata: esitare a farlo sarebbe a nostro avviso un errore strategico imperdonabile in tempi in cui i margini di azione sono ogni giorno più ristretti.

In questo momento la dispersione delle forze equivarrebbe a una rinuncia ad agire in modo incisivo, soddisfatti delle pure affermazioni di principio, senza creare le condizioni per realizzarle. Al contrario, vogliamo lavorare perché i modelli di salute, di sanità e di cura pongano al centro la Persona nel suo continuo rapporto con l’ambiente fisico e relazionale circostante. Continueremo a favorire la partecipazione e l’autodeterminazione dell’individuo e della collettività, perché siamo convinti che l’unico approccio efficace sia quello che privilegia la cura del paziente piuttosto che della malattia e che la Medicina che vogliamo sia quella che pone l’attenzione alla salutogenesi e ai determinanti della salute, piuttosto che alla patologia.

Diceva San Francesco, secondo a nessuno in materia di ostinazione a diffondere le proprie idee in contesti ostili, che quando le circostanze diventano pesantemente negative bisogna abbracciare l’idea di fare ciò che è necessario al fine di realizzare il possibile, e che solo così facendo si scoprirà un giorno di essere riusciti a realizzare perfino l’impossibile.