«Da settimane assistiamo alla pressochè sistematica manipolazione, da parte della maggioranza dei media, delle nostre dichiarazioni su un tema delicatissimo, quello delle vaccinazioni nei bambini, su cui oggi si sta concentrando in Italia una vera e propria guerra di religione senza precedenti». Così il dottor Eugenio Serravalle, presidente di AsSIS, dopo i recenti episodi di articoli e dichiarazioni riportate dai mezzi di informazione «in maniera travisata e distorta – dice – tanto da costringerci a presentare querele nei confronti di alcuni giornalisti».why
«Non comprendiamo questa pervicace ostinazione alle storture. Perchè è così difficile fare in modo che commenti, dichiarazioni, riflessioni, che noi avanziamo con ragionevolezza e dati alla mano, vengano riportati in maniera corretta sui media? Forse perché si teme che motivazioni ragionate e lucide possano favorire il senso critico nei cittadini o mettere in luce le contraddizioni di altre affermazioni che invece oggi vengono presentate come dogmi e sui quali si chiede, a cittadini e medici, un atto di fede incondizionato?».

«Come mai tanti giornalisti storpiano concetti, manipolano frasi e fanno apparire ciò che si dice sotto tutt’altra luce? – si chiede Serravalle – Si tratta di scelte volute? Siamo noi che fatichiamo a spiegarci?» L’argomento è troppo complesso e articolato e quindi meglio scegliere la scorciatoia dello slogan ufficiale e che non si può mettere in discussione? Quale peso può avere in tutto questo il fatto che i giornalisti frequentino corsi di formazione dai titoli inequivocabili e finanziati da ditte farmaceutiche produttrici di vaccini?seconda-foto-domande-dei-bambini
Un esempio è il corso tenutosi quest’estate a Roma alla Sapienza finanziato da Novartis Vaccines and Diagnostics srl (società del Gruppo GSK), intitolato Vaccini bene sociale: impatto sanitario e corretta informazione. Il “caso meningite”
(http://www.healthdesk.it/cronache/vaccini_la_cattiva_informazione_corre_sul_web/1436444396).

«I medici di AsSIS sono costantemente impegnati nel loro lavoro quotidiano: è questa la priorità che non può essere trascurata. Ma il diritto all’informazione ci obbliga a manifestare la nostra opinione su temi così controversi – continua Serravalle – I cittadini hanno diritto ad un’informazione chiara e trasparente e noi ribadiamo la nostra disponibilità a partecipare a trasmissioni che affrontino gli argomenti in discussione. Ma siamo costretti a chiedere garanzie per non venire più strumentalizzati. serravallePreferiamo dunque intervenire solo in programmi in diretta per i quali ci venga data la possibilità di visionare la scaletta; chiediamo la presenza di un moderatore di comprovata imparzialità, con garanzia di pari numero di partecipanti per tesi contrapposte e lo stesso tempo di intervento per tutte le parti chiamate in causa. Tali misure potranno aiutare nel cercare di fornire agli italiani una corretta informazione, ma soprattutto auspichiamo di poter incontrare giornalisti corretti e imparziali».

La Redazione  AsSIS