a cura della Dott.ssa A. Zurlini e della Dott.ssa  E. PistelliAbbiamo tradotto l’articolo pubblicato dall’NVIC sulla pertosse  http://www.nvic.org/…2016/pertussis-microbe-outsmarts-the-vaccines.aspx

E’ un interessante aggiornamento sull’efficacia del vaccino, sull’epidemiologia e diffusione della malattia in USA, e anche nel nostro Paese.

legion-dkNegli ultimi dieci anni, gli americani sono stati allertati del fatto che i casi di pertosse sono in aumento e che la responsabilità di questo fenomeno è di quei genitori  che non vaccinano i propri figli.1,2,3 Questa credenza, in realtà, nasce nei primi anni 80 del secolo scorso,4  quando, negli Stati Uniti, i genitori dei bambini danneggiati dal vaccino DPT chiedevano un vaccino contro la pertosse più sicuro, e quando, allo stesso tempo, si scopriva che il vaccino DPT contro la pertosse a cellule intere  non previene l’infezione 5 e che l’ immunità indotta dal vaccino dura solo da due a cinque anni.6,7

La solita scusa – “è colpa dei genitori” – ancora una volta, adesso nel 21° secolo, è invocata dai sostenitori della vaccinazione obbligatoria che vorrebbero eliminare la possibilità di scegliere di non vaccinare,8,9,10,11 proprio mentre un’altra generazione di genitori sta scoprendo che anche il vaccino acellulare DTaP contro la pertosse non previene l’infezione12,13,14 e che l’immunità da vaccino tende a ridursi e che al massimo, dura da due a cinque anni.15,16,17

È ora di sfatare i miti e le menzogne ​​sulla pertosse e sui vaccini contro la pertosse

Ciò che è vecchio si rivela di nuovo attuale: è il momento di sfatare i miti e le menzogne ​​che ci sono stati raccontati sui vaccini contro la pertosse e sulla malattia della pertosse.

In breve è un fatto che:

  1. Entrambi i vaccini contro la pertosse, sia il vaccino a cellule intere DPT, autorizzato nel 1949, e sia il meno tossico vaccino acellulare DTaP , autorizzato nel 1996, non prevengono l’infezione o la trasmissione della malattia e, al massimo, producono un’immunità temporanea, da due a cinque anni soltanto;
  2. Ogni anno, negli Stati Uniti, milioni di bambini e adulti vaccinati, sono silenziosamente infettati dalla pertosse, manifestando pochi o nessun sintomo ma diffondendo la malattia ai bambini, vaccinati e non vaccinati, senza che i medici identifichino o segnalino questi casi alle Autorità sanitarie;
  3. In risposta alle campagne di vaccinazione di massa contro la pertosse, effettuate a partire dagli anni 50 del novecento, il batterio della pertosse si è evoluto per sottrarsi all’azione dei vaccini contro la pertosse a cellule intere e acellulare, dando origine a nuovi ceppi, in grado di produrre quantità maggiori di tossina, sopprimendo la funzione immunitaria e causando malattie più gravi.

Qui riportiamo, in modo più dettagliato, il resto della storia:

La vaccinazione pediatrica contro la pertosse in America negli ultimi 35 anni ha avuto ampia diffusione.
Negli Stati Uniti, negli ultimi 35 anni i tassi della vaccinazione pediatrica contro la pertosse, si sono mantenuti a livelli molto, molto alti.18 Con regolarità,  oltre il 94 per cento dei bambini, in età di asilo, hanno ricevuto da quattro o cinque iniezioni di vaccino del tipo DPT a cellule intere o del tipo DTaP acellulare.19 Nei bambini sotto i 35 mesi di età si registra un tasso di vaccinazione contro la pertosse pari al 94% 20 e, oggi, l’88% degli adolescenti, che frequentano le scuole superiori, hanno ricevuto anche un sesto richiamo per la pertosse. 21

Questo gran numero di vaccinazioni contro la pertosse è stato eseguito in America per un lungo periodo su bambini di tutte le età, molti dei quali oggi sono adulti con età compresa tra i 20, i 30 e i 40 anni. Allora, perché i funzionari della sanità pubblica segnalano che un gran numero di soggetti in età pre-scolare completamente vaccinati in Florida, 22 e che adolescenti completamente vaccinati in California,23  e che le sorelle e i fratelli di neonati completamente vaccinati, stanno diffondendo la pertosse  24 , anche se la maggior parte di loro ha ricevuto tutti i vaccini contro la pertosse raccomandati dal CDC?

Prima di esaminare le ragioni per le quali gli esperti non concordano sulla risposta da dare a questa domanda, facciamo una breve recensione della storia della pertosse e del vaccino per la pertosse.

Vaccino DPT autorizzato nel 1949 e Vaccino DTaP autorizzato nel 1996, entrambi destinati ai bambini americani

Il batterio Bordetella pertussis è presente nell’ambiente almeno dal 16° secolo e può essere particolarmente grave nei neonati, ostacolando la respirazione, perché questi batteri producono un muco denso che intasa e ostruisce  le loro minuscole vie respiratorie.25 26  Il primo vaccino contro la pertosse a cellula intera fu autorizzato e commercializzato nel 1914 27, anche se non fu somministrato in modo esteso ai bambini fino a dopo il 1949, quando fu combinato con i vaccini contro il tetano e la difterite, nel vaccino DTP. Il vaccino combinato è stato utilizzato fino al 1996, quando negli Stati Uniti fu autorizzato e distribuito un vaccino meno reattivo, il DTaP. 29

Nel 2014, i funzionari della sanità pubblica hanno riferito che l’86% dei bambini di tutto il mondo aveva ricevuto almeno tre iniezioni per la pertosse 30 anche se si stima che, ogni anno a livello mondiale, ci siano ancora circa 16 milioni di casi di pertosse e 195.000 decessi legati alla pertosse. 31

Prima dell’introduzione del vaccino DTP nel 1949, i casi di pertosse erano calati del 75%

Che cosa sappiamo delle morti da pertosse negli Stati Uniti? In questo paese le morti per infezioni da pertosse sono scese di oltre il 75% tra il 1922 e il 1948, cioè l’anno prima che il vaccino DPT fosse autorizzato e distribuito. Nel 1948, il tasso di mortalità è stato inferiore a 1 decesso per pertosse ogni 100.000 persone  e mai più è stato superiore a quello registrato in quell’anno.32,33 Nel 2013, in America sono stati segnalati circa 29.000 casi di pertosse e ci sono stati 13 decessi legati alla pertosse, di cui 9 decessi  in bambini sotto l’anno di età.34

Tuttavia, il numero di casi di pertosse segnalati non corrisponde al numero totale dei casi effettivi di pertosse che si stanno verificando in America. La maggior parte dei casi di pertosse, come la maggior parte delle reazioni al vaccino, non sono riconosciuti o diagnosticati né segnalati dai medici al governo.35 I funzionari della sanità pubblica ammettono che ancora non ci sono prove di laboratorio affidabili per misurare l’immunità per la pertosse e non sono d’accordo su come diagnosticare la pertosse, nei casi in cui le persone contagiate dalla malattia e, in particolare, le persone vaccinate, manifestano sintomi lievi.36,37,38

Negli Stati Uniti, sono milioni i casi di pertosse in persone vaccinate non riconosciuti e non segnalati.

Tuttavia, quello che i funzionari della sanità pubblica sanno da lungo tempo – anche se pubblicamente non ne parlano – è che milioni di bambini vaccinati e adulti vaccinati negli Stati Uniti si ammalano di pertosse senza che la malattia sia diagnosticata o riconosciuta 39-42 Proprio così: in America, ci sono milioni di casi di pertosse tra le persone vaccinate, ma i medici non li diagnosticano e non li segnalano.

In realtà, sia che voi o il vostro bambino siate stati vaccinati o non siate stati vaccinati, potreste contrarre una forma asintomatica o paucisintomatica di pertosse e potreste trasmetterla ad altre persone, senza neppure accorgervene 43-45 Quel bambino o quell’adulto seduto accanto a voi nel bus, in aula, al cinema o nell’ambulatorio del medico, che ha un po’ di tosse o addirittura non ha tosse per niente, potrebbe essere infettato da B. pertussis, nonostante abbia ricevuto tutte le dosi del vaccino contro la pertosse raccomandate dallo Stato.

Non c’è nessuna herd immunity: i vaccini non bloccano l’infezione, il trasporto o la trasmissione

Quando ci sono un sacco di persone con infezioni asintomatiche e silenti di pertosse, è impossibile sapere chi è un portatore e chi non lo è, il che significa che i casi di pertosse denunciati sono solo la punta di un immenso iceberg. Inoltre, ciò significa anche che quando s’incolpano i bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati di causare la pertosse, non si fa altro che cercare di trovare un capro espiatorio.46

Sia l’immunità naturale, sia quella acquisita col vaccino sono solo temporanee 47 e anche se la vaccinazione può prevenire i sintomi clinici,  non ne blocca l’infezione, il trasporto o la trasmissione. Se le persone vaccinate possono sperimentare infezioni silenti e trasmettere l’infezione senza mostrare alcun sintomo – anche dopo aver ricevuto da quattro a sei richiami del vaccino contro la pertosse – allora la “immunità di gregge” ottenuta col vaccino contro la pertosse  è un’illusione, ed è  sempre  è stato così.

Perché più di mezzo secolo di vaccinazione contro la pertosse non è riuscita a produrre una vera immunità di gregge, che, come i funzionari della sanità pubblica insistono a dire, in teoria sarebbe possibile soltanto se si facessero sempre più richiami del vaccino contro la pertosse a sempre più persone?48,49

 Entrambi i vaccini contro la pertosse hanno scarsa efficacia

La risposta è semplice e l’evidenza scientifica che emerge è convincente: il microbo Bordetella pertussis si è evoluto nel corso degli ultimi 65 anni per eludere i vaccini contro la pertosse a cellula intera e acellulare.50,51 Una revisione della letteratura medica rivela che gli esperti non sono soddisfatti delle conoscenze finora acquisite sul microbo B. pertussis52 e si stanno confrontando per capire se, quando, come e perché i vaccini antipertosse non siano riusciti a realizzare l’immunità di gregge per prevenire la circolazione della pertosse causata da B. pertussis nelle popolazioni altamente vaccinate di tutto il mondo.53-55

 Queste sono le verità scientifiche “scomode” su cui si devono confrontare:

  1. L’efficacia del vaccino antipertosse DTP a cellula intera è stata quantificata tra il 30 e l’85%, a seconda del tipo di vaccino DPT e dell’industria produttrice dei vaccini,56-60e la protezione ha una durata da due a cinque anni.61
  2. Dopo che negli Stati Uniti nel 1976, sono stati segnalati almeno circa 1.000 casi di pertosse, 62 è risultato evidente, negli anni 80 e 90, che il vaccino della pertosse DTP a cellule intere nonpreveniva l’infezione o la trasmissione. 63-67 I casi di pertosse sono aumentati nelle popolazioni altamente vaccinate in cicli di tre o cinque anni – proprio come prima che si diffondesse, negli anni 50, l’impiego del vaccino DPT.68-72
  3. Il vaccino DPT a cellula intera, usato negli Stati Uniti fino alla fine degli anni 90, è stato un vaccino estremamente reattivo. Le reazioni al vaccino DPT come febbre, dolore, e irritabilità sono state riscontrate tra il 50 e l’85% dei bambini mentre si sono verificate convulsioni e collasso / reazioni di shock in 1 su 875 somministrazioni di vaccini DPT.73,74  E’ stata riportata Infiammazione del cervello in 1 su 110.000 vaccini DPT con danni permanenti al cervello in 1 caso su 310.000 vaccini DPT. 75,76 Infine, nel 1996, il vaccino DPT a cellule intere poco efficace ed estremamente reattivo è stato sostituito con un vaccino DTaP acellulare molto meno reattivo ma meno efficace.77 In modo simile ai vaccini contro la pertosse a cellule intere, mediante studi clinici, l’efficacia del vaccino contro la pertosse acellulare è stata quantificata tra il 40 e l’89%, a seconda del produttore del vaccino DTaP.78-80.
  4. I vaccini contro la pertosse acellulari non prevengono l’infezione, 81,82 proprio come accade per i vaccini contro la pertosse a cellula intera. Nel 21° secolo, le epidemie di pertosse e gli aumenti ciclici sono continuati, 83-85 anche dopo che, nel 2006, è stata inserita, nel programma vaccinale di tutti gli adulti e gli adolescenti, un’iniezione di richiamo del vaccino contro la pertosse.86,87 Nel 2010, si è riscontrato che il richiamo del vaccino contro la pertosse Tdap aveva fornito immunità temporanea  soltanto in circa il 66% di adolescenti e adulti.88

Il microbo della pertosse si è trasformato per eludere i vaccini DPT e DTaP

Diciotto anni fa, nel 1998, i biologi molecolari e altri scienziati hanno cominciato a segnalare che la Burdetella pertussis aveva cominciato a evolversi per eludere il vaccino antipertosse a cellula intera, dopo le vaccinazioni di massa con DPT praticate ai bambini negli anni ’50.89-92 Negli ultimi due decenni, questi scienziati hanno pubblicato prove concrete che negli ultimi 65 anni, i batteri B. pertussis si sono efficacemente adattati ad entrambi i vaccini, cellulari e acellulari, contro la pertosse.93-95

Sono apparsi nuovi ceppi di Bordetella pertussis che producono più tossina e che causano una malattia più grave

Per sopravvivere, il microbo B. pertussis ha creato nuovi ceppi che producono più tossina della pertosse in grado di sopprimere il sistema immunitario umano e causare malattie più gravi. Oggi, i ceppi di pertosse inclusi nel vaccino non corrispondono più ai ceppi di pertosse che causano la malattia. 96-100

Vi è convincente evidenza scientifica che batteri della B. pertussis si siano evoluti per sopravvivere alla pressione del vaccino. Ora, ci sono ceppi di pertosse più virulenti che sono trasmessi in modo più efficace da parte di bambini vaccinati e di adulti con livelli d’immunità in calo.

Così, nel 2009, uno scienziato ricercatore ha commentato, “Una questione importante è capire se anche gli altri vaccini pediatrici selezionino gli agenti patogeni, perché possano essere trasmessi in modo più efficiente da un ospite idoneo, con conseguente aumento della virulenza.”101

La guerra contro Bordetella pertussis e la politica vaccinale non guidata da una scienza rigorosa

La crociata portata avanti dai funzionari della sanità pubblica per uccidere il microbo B.pertussis con l’aggiunta di sempre più dosi di vaccini inefficaci nel programma per il bambino e l’adulto – ora anche invadendo il luogo, un tempo sacro, del grembo materno e insistendo perché tutte le donne incinte siano vaccinate 102,103 – ha il valore di un ammonimento. Mentre assistiamo ad una specie batterica che si adatta in modo efficiente, nel tentativo di sopravvivere a una guerra che le è stata dichiarata, ciò che è diventato dolorosamente chiaro è che la storia della vaccinazione di massa non è stata guidata da una scienza rigorosa condivisa in modo trasparente.104,105 E’ stata guidata dalla politica di una professione sanitaria pubblica che lavora per una lucrosa partnership pubblico-privata governo-industria, allo scopo di proteggere il fallimento delle politiche vaccinali, ignorando il rigore della scienza.106,107

 Noi, che siamo la gente comune, non possiamo far finta che la scienza non esista. Spetta a ciascuno di noi informare i funzionari della sanità pubblica e i legislatori che è loro responsabilità farci conoscere i dati scientifici e darci la possibilità di scegliere quando si tratta di vaccini, soprattutto quando nessun produttore di vaccini, nessun funzionario della sanità pubblica e nessun medico è responsabile, in un tribunale, delle reazioni ai vaccini e dei loro fallimenti, che portano a lesioni gravi e a morte. 108

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