Notizie

I bambini non vaccinati: le difficoltà di realizzare studi indipendenti

6 Nov , 2017  

Introduzione

Uno dei motivi della costituzione dell’Associazione AsSIS è la realizzazione di ricerche scientifiche indipendenti sulla salute delle persone; una valutazione degli effetti vaccinali sulla popolazione, in particolare quella in età pediatrica è tra quelle più urgenti. Molti Istituti di Ricerca come lo statunitense “Institute of Medicine” hanno da tempo stimolato i ricercatori a indagare gli effetti a lungo termine dei programmi vaccinali. L’istituto (noto ora come National Academy of Medicine) dal 2005 chiede ai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie Infettive (CDC) lo sviluppo di un progetto esteso negli anni allo scopo di valutare la sicurezza dei vaccini. Si tratta pertanto di una esigenza condivisa con autorevoli e qualificati Istituti di ricerca internazionali.

L’intendimento di AsSIS è rivolto inoltre al conseguimento di dati relativi allo stato di salute generale e alle patologie conclamate osservate nella popolazione vaccinata, parzialmente e non vaccinata.  Per meglio capire lo stato dell’arte sono stati individuati gli studi internazionali pubblicati sulle riviste specializzate constatando che i lavori significativi sono largamente inferiori rispetto alle attese e all’importanza del tema.

Abbiamo ipotizzato che le disposizioni internazionali, a partire dall’OMS e dai CDC per arrivare agli organismi continentali e nazionali, non siano particolarmente dirette a promuovere questo genere di ricerca. Le strategie comuni scelte sono a tutt’oggi quelle di non considerare oggettivamente gli eventuali danni da vaccino, atteggiamento ovviamente antiscientifico ma efficace, quando viene prodotto da coloro che dirigono i centri dove viene attuata la ricerca. Ci sono poche eccezioni che scampano a questo genere di controllo culturale. Ovviamente ne consegue che ci siano seri problemi, peraltro già esposti in altra sede, associati a conflitti di interesse. Se non c’è una chiara volontà di realizzare studi che confrontino lo stato di salute dei vaccinati e non, il motivo è individuabile proprio nella indisponibilità stessa, ovvero, si suppone, dal pericolo che si ottengano risultati sfavorevoli.

Discussione

Intraprendere uno studio indipendente validato non è certo poca cosa. Le differenze esistenti dello stato di salute tra soggetti vaccinati e non vaccinati, al di là delle osservazioni personali (che hanno poca o nulla rilevanza scientifica) devono partire innanzi tutto dalla definizione dello stato di salute, che non è soltanto l’assenza di malattia, ma comprende anche parametri di difficile quantificazione che riguardano la vitalità e/o le funzioni fisiologiche come sonno, appetito, comportamento, ecc. Ciò evidenzia le differenze di approccio e di valutazione tra un sistema ufficiale e convenzionale e quello globale che è attento alla qualità della vita oltre che agli aspetti biochimici e strettamente sintomatologia o clinici. Questa differenza ha una ricaduta notevole sul significato stesso della sintomatologia clinica, immunologica ed epidemiologica e di conseguenza sulle disposizioni che vengono prese dagli organi legislativi.

Un gruppo di lavoro di AsSIS ha dal 2015 predisposto un piano di fattibilità dello studio, sia a livello nazionale che internazionale. Indagando l’area degli studi sugli effetti clinici dei vaccini ha trovato una conferma delle ipotesi collaborando con il Prof. Mawson (Professor, Department of Epidemiology and Biostatistics, School of Public Health, Jackson State University, Jackson, MS 39213, USA) che ha recentemente pubblicato uno studio sullo stato di salute dei soggetti vaccinati e non.

In ambito nazionale abbiamo consultato dei metodologi professionisti che hanno proposto delle bozze di studio che comportano le seguenti fasi:

  1. UNA REVISIONE SISTEMATICA che ha l’obiettivo di produrre una metanalisi degli studi presenti in letteratura
  2. UNO STUDIO RETROSPETTIVO che si propone di raccogliere dati clinici raccolto sul territorio nazionale sugli effetti dei vaccini
  3. STUDIO CLINICO randomizzato e controllato (RCT) per osservare lo stato clinico dei soggetti vaccinati, parzialmente vaccinati non vaccinati.

Se per procedere a uno studio clinico occorre avere realizzato almeno la prima fase, conoscerne la fattibilità diventa essenziale per portarlo a termine. Gli ostacoli maggiori infatti si incontrano non tanto nell’impianto metodologico, quanto nella fase realizzativa, che va dal reclutamento del campione, alla disponibilità dei pediatri o medici, alla raccolta dei dati fino alla redazione dello studio con la previa presentazione al comitato di bioetica per l’approvazione. Considerando che gli effetti delle vaccinazioni di routine non possono, per ovvi motivi etici, essere valutati mediante studi caso-controllo randomizzati dove i bambini dovrebbero essere selezionati “casualmente”, l’attivazione di studi epidemiologici osservazionali, per monitorare gli effetti delle vaccinazioni, è fortemente sostenuta sia in campo internazionale che nazionale. Per facilitare questo passaggio abbiamo cercato di partire da uno studio osservazionale retrospettivo.

La bozza protocollo che è stata proposta riguarda uno studio osservazione sulla morbilità in tre gruppi pediatrici vaccinati, parzialmente vaccinati e non vaccinati tra i 12 e i 24 mesi di vita.  Lo scopo di questa indagine è pertanto quello di contribuire ad un ampliamento dell’informazione scientifica, raccolta su un campione di bambini residenti in Italia di età compresa tra uno e due anni, con metodi e strumenti epidemiologici appropriati ed analizzata con tecniche statistiche adeguate a misurare la probabilità di eventuali fenomeni di associazione tra livelli di “copertura vaccinale” e l’incidenza di specifiche morbilità.

Uno dei criteri fondamentali di fattibilità è il reclutamento dei soggetti pediatrici che per adempiere a uno studio simile in ITALIA deve essere sulle diecimila unità e oltre. Il reclutamento pediatrico deve essere realizzato calcolando una percentuale di pediatri distribuiti su tutto il territorio nazionale e rappresentativi della popolazione pediatrica presa in esame. Il gruppo di lavoro di AsSIS ha constatato quanto possa essere problematico raccogliere il consenso a partecipare allo studio da parte di una quota di pediatri così elevata (almeno cento) sull’intero territorio nazionale, per uno studio che riguarda un tema così fortemente condizionato.

Analoghe indicazioni generali sono state ricevute dal sopra citato Prof. Anthony Mawson, epidemiologo e statistico, che ci ha consigliato uno studio retrospettivo più accessibile sia nella numerosità che nell’impianto metodologico del precedente sopra descritto. Si tratterebbe di individuare in un’area di soggetti pediatrici vaccinati, parzialmente e non vaccinati, la prevalenza di patologie allergiche e dei disturbi dell’apprendimento. Dopo un iter particolarmente travagliato, recentemente è stato pubblicato lo studio di Mawson et al. su una rivista internazionale. Lo scopo dello studio era determinare se gli effetti sulla salute dei bambini vaccinati differissero da quelli dei bambini non vaccinati che praticavano l’homeschooling.

Negli USA il piano vaccinale nazionale differisce in minima parte rispetto a quello italiano, mentre la popolazione pediatrica che frequenta l’homeschooling ha caratteristiche differenti rispetto alla popolazione pediatrica generale. In questo studio pilota i ricercatori hanno arruolato 666 alunni delle home-schools di età compresa tra i sei e i dodici anni d’età, provenienti da quattro stati americani: Florida, Mississippi, Oregon e Louisiana. Di questi, 261, cioè il 39%, è privo di vaccini e gli altri 405 sono totalmente o parzialmente vaccinati. La conclusione dello studio più rilevante ai fini degli obiettivi condivisi è che i bambini vaccinati hanno manifestato una maggiore incidenza di allergia e dei disturbi dell’apprendimento. In particolare emerge che i bambini vaccinati hanno un rischio quattro volte superiore di ricevere una diagnosi di disturbo dell’apprendimento (OR 5.2), rispetto ai non vaccinati, mentre hanno un rischio ancora superiore di sviluppare rinite allergica rispetto ai bambini non vaccinati.

Lo studio di Mawson e collaboratori è stato pubblicato sulla rivista Journal of Translational Science nell’Aprile del 2017; la traduzione in italiano è accessibile nel sito di AsSIS intitolato “E’ finalmente arrivato il momento di valutare lo stato di salute dei bambini non vaccinati”. http://www.assis.it/finalmente-arrivato-momento-valutare-lo-salute-dei-bambini-non-vaccinati/

Il confronto che abbiamo avuto con il Prof. Mawson ci ha aiutato a mettere in luce alcuni aspetti metodologici che possono influire sui risultati. Lo studio di Mawson è stato progettato come uno studio trasversale che ha coinvolto le madri di bambini che seguono l’educazione parentale che hanno compilato il questionario. Le madri dei bambini presi in esame hanno un’età media di quaranta anni, sono prevalentemente di razza bianca, hanno una elevata scolarità e condizioni economiche di medio-alto tenore.

I motivi prevalenti per aver scelto l’homeschooling, nella maggioranza di chi aveva risposto al questionario (80-86%), sono: l’inserimento dei figli in un ambiente moralmente adeguato, migliori relazioni tra le famiglie e l’occasione di un maggior contatto con i figli.

Nello studio di Mawson i pazienti nei gruppi di trattamento (vaccinati e parzialmente vaccinati) e di controllo (non vaccinati) non differiscono molto nelle covariate (confounding factors o fattori interferenti) che possono influenzare gli esiti.

Le covariate più rilevanti che sono state prese in esame sono:

  1. sesso
  2. età della madre e del padre,
  3. vaccinazioni della madre dopo il 3° mese di gravidanza,
  4. nascita pretermine (prima delle 37 settimane di gestazione),
  5. nascita con taglio cesareo,
  6. allattamento al seno e durata dell’allattamento al seno,
  7. prescrizioni di antibiotici,
  8. consumo di alimenti biologici,
  9. residenza
  10. altri trattamenti farmacologici

In un RCT che coinvolge la popolazione generale pediatrica le covariate sono di relativa importanza e possono esser fatti degli aggiustamenti (per esempio in Campania i parti cesarei sono il triplo di quelli di altre regioni).

Più problemi invece si profilano se abbiamo a che fare con una scelta che riguarda le vaccinazioni. Se il campionamento è omogeneo risente meno del condizionamento dei fattori interferenti che sono più meno incidenti sulla popolazione che fa una scelta come quella vaccinale. Se nella popolazione afferente all’Homeschooling vediamo una certa omogeneità di comportamenti e di stili di vita (ma non abbiamo sufficienti elementi per quantificarla) nella popolazione che afferisce agli ambulatori pediatrici non possiamo dire la stessa cosa. Le famiglie che decidono di non vaccinare o vaccinare parzialmente producono comportamenti considerati dalla famiglia stessa salutari che condizionano in modo deciso molte covariate. Le più rilevanti sono quelle sopra riportate dalla 6 alla 9.

L’ipotesi di reclutamento tra la popolazione pediatrica che afferisce agli ambulatori di pediatri e medici della nostra associazione sarebbe da verificare in relazione alla eterogeneità di scelte che appunto definiamo covariate.

Esistono metodi di correzione come il “propensity score” che esprime la probabilità che un bambino, con i suoi elementi anamnestici, venga sottoposto alla vaccinazione completa, incompleta o non vaccinato. Il presente metodo è ben conosciuto e spesso applicato negli studi osservazionali caso-controllo dove non è possibile conoscere la probabilità sopra riportata ma è possibile invece stimarla, abbinando e riclassificando le covariate raccolte nello studio. In questo modo si può bilanciare l’effetto dell’eventuale squilibrio prodotto dai fattori interferenti delle covariate. Disegnando lo studio osservazionale tenendo conto dei “propensity score” stimati, si potrebbe riuscire a limitare l’effetto delle covariate. Il punto critico del metodo risiede nel fatto che la stima dei “propensity score”, dovrebbe essere fatta senza conoscere i risultati dello studio, rispecchiando quello che viene fatto negli studi randomizzati dove il disegno dello studio e l’analisi dei dati vengono tenuti separati.

A questo punto non avendo la concreta possibilità di proporre uno studio RCT, ci rimane la possibilità di organizzare uno studio osservazionale possibilmente individuando un’area di indagine il più possibile omogenea nei comportamenti, nelle scelte e negli stili di vita adottati dal campione osservato.

Rimane inoltre il vincolo del parere del comitato di bioetica che in uno studio osservazionale in genere è più agile, ma ricordiamo che il tema trattato ha determinato un decreto d’urgenza e una legge, la 119/17 sull’obbligo vaccinale votata senza una reale urgenza, ricorrendo anche alla fiducia alla Camera dei deputati, e per molti giuristi decisamente anticostituzionale.

BIBLIOGRAFIA

  • Aaby P, Whittle H, Benn CS (2012) Vaccine programmes must consider their effect on general resistance. BMJ 344: e3769.
  • Ball LK, Evans G, Bostrom A. Risky business: challenges in vaccine risk communication. Pediatrics. 1998 Mar; 101 (3
  • Pt Bisgard KM, Rhodes P, Connelly BL, et al. Pertussis vaccine effectiveness among children 6 to 59 months of age in the United States, 1998-2001. Pediatrics. 2005;116:e285–e294. [PubMed]
  • Diekema DS, American Academy of Pediatrics Committee on Bioethics. Responding to parental refusals of immunization of children. Pediatrics. 2005 May; 115 (5) :1428-31.
  • Heininger U. An internet-based survey on parental attitudes towards immunization. Vaccine. 2006;24:6351–6355. [PubMed]
  • Kurosky SK, Davis KL, Krishnarajah G (2016) Completion and compliance of childhood vaccinations in the United States. Vaccine 34: 387-394.[Crossref]
  • MacIntyre CR, Leask J. Immunization myths and realities: responding to arguments against immunization. J Paediatr Child Health. 2003 Sep-Oct; 39 (7) :487-91.
  • Marshall S, Swerissen H. A qualitative analysis of parental decision making for childhood immunisation. Aust N Z J Public Health. 1999 Oct; 23 (5) :543-5.
  • Mawson A, Ray BD, Bhuiyan A, Jacob B Pilot comparative study on the health of vaccinated and unvaccinated 6- to 12-year-old U.S. children Journal of Translational Science 2017 doi: 10.15761/JTS.1000186 Volume 3(3): 1-12
  • Mawson A. R. et al. Preterm birth, vaccination and neurodevelop mental disorders: a cross-sectional study of 6- to 12-year-old vaccinated and unvaccinated children. Journal of Translational Science 2017 doi: 10.15761/JTS.1000187 Volume 3(3): 1-8 .
  • Miller’s Review of Critical Vaccine Studies: 400 Important Scientific Papers Summarized for Parents and Researchers by Neil Z. Miller (2016, Paperback)
  • Mills E, Jadad AR, Ross C, Wilson K. Systematic review of qualitative studies exploring parental beliefs and attitudes toward childhood vaccination identifies common barriers to vaccination. J Clin Epidemiol. 2005 Nov;58(11):1081-8.
  • Moran N, Shickle D, Richardson E. European citizens’ opinions on immunisation. Vaccine. 2008 Jan 17; 26 (3) :411-8.
  • Prislin R, Dyer JA, Blakely CH, Johnson CD. Immunization status and sociodemographic characteristics: the mediating role of beliefs, attitudes, and perceived control. Am J Public Health. 1998 Dec; 88 (12) :1821-6.
  • Rapporto ISTISAN_09/13.pdf
  • Rapporto-IISTISAN-11/32.pdf
  • Roberts KA, Dixon-Woods M, Fitzpatrick R, Abrams KR, Jones DR. Factors affecting uptake of childhood immunisation: a Bayesian synthesis of qualitative and quantitative evidence. Lancet. 2002 Nov 16; 360 (9345) :1596-9.
  • Samad L, Tate AR, Dezateux C, Peckham C, Butler N, Bedford H. Differences in risk factors for partial and no immunisation in the first year of life: prospective cohort study. BMJ. 2006 Jun 3; 332 (7553) :1312-3.
  • Smith PJ, Chu SY, Barker LE. Children who have received no vaccines: who are they and where do they live? Pediatrics. 2004;114:187–195. [PubMed]
  • Shui IM, Weintraub ES, Gust DA. Parents concerned about vaccine safety: Differences in race/ethnicity and attitudes. Am J Prev Med. 2006 Sep; 31 (3) :244-51.
  • Wichmann O, Hellenbrand W, Sagebiel D, et al. Large measles outbreak at a German public school, 2006. Pediatr Infect Dis J. 2007;26:782–786. [PubMed]
  • Zimmerman RK, Wolfe RM, Fox DE, Fox JR, Nowalk MP, Troy JA, Sharp LK. Vaccine criticism on the World Wide Web. J Med Internet Res. 2005 Jun 29; 7 (2) :e17.

, , ,


Torna su