Le parole non si scelgono a caso: si continua a non distinguere tra influenza e sindromi influenzali, che sono patologie con gli stessi sintomi ma causate da germi diversi. thermometer2Si usa il termine d’influenza anche nella presentazione dei Rapporti Influnet, “il sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza, coordinata dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), del Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI), dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, della rete dei laboratori periferici per l’influenza e degli Assessorati regionali alla Sanità”. La distribuzione di tali medici non è uniforme sul territorio nazionale: in Lombardia sono 138, mentre in Campania sono 31, in Sicilia 51, in Calabria 3, in Molise nessuno. Una disomogeneità così significativa, tale da non conferire certezze assolute sul sistema di sorveglianza, è evidente anche ai redattori dei rapporti che, nel fornire i dati, sentono il bisogno di affermare: ”Si sottolinea che l’incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati … e che esistono variazioni significative in ogni settimana a causa dell’effettiva partecipazione di ogni singolo medico sentinella”.

Nel rapporto numero 10 del 31 dicembre si legge che durante la cinquantaduesima settimana del 2014, i 665 medici sentinella hanno riscontrato una frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti pari al 2,43 casi per mille e che a partire dall’inizio della sorveglianza 2014/2015 i casi di sindromi influenzali sono stati 787.000 in Italia. Siamo ben lontani dal comprendere l’effettiva entità dei casi d’influenza. Nel bollettino sulla sorveglianza virologica si legge che su 51 campioni clinici di persone affette da sindrome influenzale, solo 13 sono risultati positivi al virus dell’influenza. In particolare, tra i virus di tipo A, 10 sono di sottotipo H1N1pdm09, 2 di sottotipo H3N2 e 1 di tipo B. Non sono comunicate le sotto tipizzazioni di tali virus, che permetterebbero di valutare l’effettiva efficacia del vaccino antinfluenzale stagionale. Eppure il problema dell’esistenza della mutazione del virus A/H3N2, del drift antigenico responsabile del fallimento vaccinale, è riportata nello stesso bollettino citando i dati USA.

I CdC confermano la scarsa efficacia della vaccinazione. Su 24.001 test di laboratorio effettuati solo 7289 (30,4%) era positivo per l’influenza; di questi 10 erano del tipo A/H1N1/California/7/2009 presente nel vaccino stagionale; 268 del tipo H3N2, ma solo 85 (31,7%) del tipo A/Texas/50/2012 presente nel vaccino e ben 183 (68,3%) del tipo A/Switzerland/9715293/2013 non presente nel vaccino. Dei 56 virus B identificati, 39 sono del tipo B/Massachusetts/2/2012 lineaggio B/Yamagata (presenti nel vaccino ) ma 17 del tipo B/Brisbane/60/2008 lineaggio B/Victoria/2/87 presente solo nei vaccini quadrivalenti.

Gli ultimi dati statunitensi registrano un aumento dei casi d’influenza per cui il vaccino è inefficace. Vorremmo conoscere quanto avviene in Italia per comprendere se la spesa per questi farmaci sia stata opportuna o meno.

http://www.salute.gov.it/portale/temi/documenti/virologica/Composizione_vaccinale_stagione_2014_2015_agg20febbraio.pdf

http://www.salute.gov.it/portale/temi/documenti/virologica/AggVir30-12-14.pdf

http://www.salute.gov.it/portale/temi/documenti/epidemiologica/Influnet_2014_52.pdf

http://www.cdc.gov/flu/weekly/#S1