di Roberto Volpi

Oggi, giorno in cui mi accingo a scrivere questo pezzo, è il 17 novembre, martedì 17 novembre. Vado sul sito Influenza, del Ministero della Salute, e non trovo ancora il primo Bollettino Epidemiologico dell’anno 2020 dell’influenza stagionale. Gli altri anni al 13 di novembre erano già usciti due numeri di questo Bollettino: il primo, relativo alla 44esima settimana, e il secondo, relativo alla 45esima settimana dell’anno. Quest’anno, al 17 novembre, è ancora silenzio.

Come molti certamente sapranno in Italia c’è una rete di medici sentinella (al suo culmine circa 1.300 medici) che settimanalmente inviano al Ministero della Salute/Istituto Superiore di Sanità la segnalazione dei nuovi casi di influenza distinti per fasce d’età. Sulla base di queste segnalazioni si calcolano settimana per settimana i tassi di incidenza, generali e per fascia d’età, e si monitora l’andamento dell’influenza stagionale.

Quest’anno, dicevo, al 17 novembre ancora non c’è traccia di attività su questo fronte. Che fine ha fatto la rete dei medici sentinella? Che fine ha fatto l’influenza stagionale?

C’è stato un gran can can, all’inizio. Prima è arrivata l’ipotesi di vaccino anti-influenzale obbligatorio per tutti. Pessima pensata, respinta al mittente. Poi si è passati a un’ipotesi più soft: vaccino anti-influenzale obbligatorio per tutte le persone di 65 e più anni d’età. E di nuovo, e fortunatamente, non se n’è fatto di niente, anche per l’azione di medici ed epidemiologi che hanno dimostrato l’inefficacia di misure di questo tipo. Ma frattanto la corsa al vaccino, stimolata da una cacofonia di messaggi, s’è gonfiata, il ricorso al vaccino anti-influenzale è schizzato del 200 per cento – sempre che le farmacie ne fossero rifornite, perché nel frattempo erano diventati introvabili o quasi.

La richiesta tanto propagandata dalle autorità sanitarie di vaccinarsi contro l’influenza stagionale era motivata anche dalla doppia necessità (a) di isolare dagli influenzati i positivi al coronavirus e conseguentemente (b) di valutare al meglio il procedere dell’epidemia da coronavirus. E fu così che per seguire l’epidemia da coronavirus abbiamo perso le tracce dell’influenza stagionale. Per la verità, ma senza alcun clamore, la stessa cosa era successa con l’influenza suina scoppiata in Italia nel settembre del 2009. Nella stagione epidemica 2009-2010 i virus influenzali stagionali precipitarono e mai influenza stagionale fu più blanda, pressoché inesistente. E non ci fu bisogno di raccomandare un bel niente, nessun vaccino anti-influenzale. Anche perché nel frattempo il vaccino anti-suina prodotto in un paio di miliardi di dosi e acquistato a man bassa dai governi occidentali fu iniettato in una proporzione risibile di abitanti – in Italia circa un milione di dosi, una persona vaccinata ogni 60 persone – e in quella proporzione non produsse alcunché. Soldi buttati dalla finestra e reputazione dei vaccini scesa sotto il livello del mare.

Era successo che lo spazio biologico ambientale era stato occupato dal virus della suina, cosicché lo spazio per i normali virus influenzali si era corrispondentemente ridotto e l’influenza stagionale non esplose senza che ci fosse bisogno di alcuna dose di vaccino anti-influenzale in più.

Imparassimo, almeno, dall’esperienza. L’esperienza che ci dice che due diversi virus nello stesso momento e nella stessa popolazione non ci stanno (ci stanno due e più diversi virus influenzali stagionali, quelli sì, ma appartengono alla stessa famiglia), non sono capaci di circolare in pieno contemporaneamente, uno – quello che viene dopo, quello più debole – è destinato a una circolazione stentata.

E così l’influenza stagionale non è quest’anno ancora sbocciata, al punto che non viene fornito alcun dato da parte di chi ne ha sempre forniti. E ora tutti a dire che questo succede perché l’influenza non c’è grazie alle misure di profilassi contro il Covid-19 e i vaccini antinfluenzali. E quando fu della suina? A chi dobbiamo dire grazie per la sparizione dell’influenza stagionale di allora, visto che non ci fu niente di tutto questo?