Risposte anticorpali diverse a SARS-CoV-2 in bambini e adulti in ogni forma clinica di COVID-19

Sono ancora numerosi gli aspetti sconosciuti della pandemia. Una recente pubblicazione indica che i bambini, poco colpiti dal SARS-CoV-2, produrrebbero meno anticorpi contro il virus rispetto agli adulti, Abbiamo già illustrato alcune ipotesi su questo fenomeno; l’articolo che riportiamo riferisce di una ridotta produzione degli anticorpi tra i bambini, compresi quelli, fortunatamente pochi, che hanno sviluppato la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C).

Nessuna conclusione definitive, ancora, ma la conferma che uno stato immunitario in buon equilibrio rimane la misura più efficace per contrastare l’infezione.


Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Immunology tratta delle manifestazioni cliniche da COVID19 in relazione alla età dei soggetti affetti.

Lo studio è stato condotto presso la Columbia University – Irving Medical Center (NYP/CUIMC) e nell’ospedale pediatrico Stanley Morgan di New York, nel corso della pandemia nei mesi cha vanno da marzo a giugno 2020.

Sono stati seguiti 4 gruppi di pazienti, adulti (19-84 aa) e giovani (3-18 aa) per un totale di 79 soggetti, inclusi i donatori di plasma durante la convalescenza guariti dopo COVID19 con sintomi leggeri e non precedentemente ospedalizzati (n=19). Un altro gruppo è formato da adulti ospedalizzati colpiti gravemente dal COVID-ARDS (n=13). Gli altri due gruppi sono pediatrici, uno che ha sviluppato la sindrome MIS-C (n=16) e l’altro con infezione da COVID19 non complicata (n=31).

Mentre negli adulti lo sviluppo dei sintomi respiratori può evolvere in uno stato di sindrome acuta e grave (ARDS), in età pediatrica raramente si verificano violente sindromi respiratorie e per lo più i bambini rimangono asintomatici. Nei bambini si può invece sviluppare, seppur raramente, una sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C) caratterizzata da fenomeni infiammatori e interessamento cardio vascolare (ma non respiratorio), simile alla malattia di Kavasaki.

Pertanto, osserviamo una risposta anticorpale differente tra adulti e bambini dopo infezione da SARS-COV-2, anche se sia i soggetti colpiti da ARDS che da MIS-C presentano elementi infiammatori sistemici e alti livelli di Interleuchina 6 e PCR.

Sappiamo che gli adulti portatori di co-morbilità come diabete e ipertensione hanno un considerevole incremento del rischio di sviluppare l’infezione da COVID19 associabile a un elevato indice di mortalità per via dell’ARDS.
Negli adulti colpiti troviamo anticorpi “anti-spike” (S) delle serie IgG, IgM e IgA, così come anticorpi anti-nucleo-capside (N) IgG.

Nei bambini interessati, sia con sindrome MIS-C che senza, osserviamo una ridotta gamma di anticorpi specifici SARS-CoV-2, in prevalenza prodotti come IgG specifiche per la proteina S ma non contro la proteina N. Inoltre, nei bambini sia con MIS-C che senza, si osserva una minore attività degli anticorpi neutralizzanti comparata con quella degli adulti presi in esame, il che indica una ridotta risposta sierologica protettiva.

Questi risultati portano a distinguere il decorso dell’infezione e la risposta immunitaria nei bambini indipendentemente dal fatto che i bambini sviluppino una MIS-C, con le relative implicazioni sulla applicazione di strategie di controllo e protezione della popolazione relative alle diverse età dei soggetti colpiti.