Pubblichiamo questa lettera, tra le tante ricevute perché evidenzia lo spirito dell’incontro di Padova e il successo riscontrato. La sensazione più diffusa è che sia stato un momento importante, che avrà un seguito, che l’impegno per sviluppare una tutela della salute con un approccio “integrato” sia iniziato davvero, e che il battesimo è stato dei migliori.
Il Convegno sarà visibile su Scelta Etica, che lo ha ripreso integralmente senza richiedere alcun compenso.

Le mele, il simbolo di AsSIS, proposte come segno di accoglienza dagli amici di Vaccinare Informati, sono state offerte dalla Aziende biologiche di Osti Marco, Loner Roberto e Ioris Oscar che hanno raccolto le generose offerte dei partecipanti. Abbiamo dimostrato che è possibile organizzare un evento che ha visto la partecipazione di oltre 500 persone senza sponsor, senza contributi da parte di aziende farmaceutiche. Sottolineiamo la nostra diversità: è una sfida che, siamo certi, non verrà raccolta.

Grazie

Grazie di cuore a Tutti

 

Egregio Presidente,

ho seguito il Convegno di Padova organizzato da AsSIS mosso sia da curiosità che da interesse specifico su alcuni dei temi trattati e desideravo ringraziarLa non solo per la qualità e varietà di molti contributi che ho potuto ascoltare, ma soprattutto per la chiarezza e condivisibilità degli intenti dell’Associazione da Lei presieduta.

Che un gruppo nutrito di professionisti del settore sanitario si prefigga di collaborare con altri soggetti sociali (associazioni, famiglie, pazienti) per creare una cultura della salute allo scopo di superare la medicalizzazione esasperata di qualunque aspetto dell’integrità psico-fisica dell’individuo, l’impersonalità (o addirittura alle volte l’incomunicabilità) tra medico e paziente, l’identificazione della farmacologia come unico strumento di intervento terapeutico, mi sembra significativo già di per sé. Tuttavia, ricopre una ragione di particolare interesse il fatto che l’iniziativa tragga origine e sia guidata non da soggetti esterni alla professione medica, ma da figure qualificate che a questa professione appartengano e vi operino a tutto campo.

Dico “a tutto campo” perché un ulteriore aspetto per cui ho trovato significativo il convegno di Padova è stata la capacità di allargare lo sguardo alle molteplici sfaccettature di cui si compone il puzzle della salute umana (alimentazione, ambiente, contesti lavorativi, ecc.) per ribadire come il concetto di salute coinvolga ogni cosa che ingeriamo, inaliamo, con cui venivamo a contatto, interagiamo materialmente o emotivamente, e che insomma includiamo nelle nostre abitudini quotidiane. Conclusione: bravi, bravi davvero tutti (o quasi) i relatori e, da parte mia, interessante e coinvolgente la direzione di marcia.

Aggiungo qualche osservazione in più sull’argomento di mio specifico interesse, ossia la politica vaccinale seguita nel nostro paese.

Provengo da una famiglia di medici ed ho tre figli, tutti regolarmente vaccinati, a differenza di me cui mio padre, che era medico, decise di non somministrare più alcun vaccino in seguito ad una reazione grave all’anti-polio Sabin. In famiglia ho sempre respirato un sano razionalismo basato prima di tutto sul buon senso, senza radicalismi di qualsiasi sorta.

Nel corso degli anni, numerosi dati, osservazioni, troppe inesattezze e notizie fuorvianti diffuse con la collaborazione dei media sulla presunta indispensabilità di molti vaccini (o farmaci) mi hanno portato a sviluppare un atteggiamento di vigilanza critica su qualsiasi misura di questo tipo venga indicata dalla ASL come necessaria. Per questo non ho fatto eseguire i richiami ai miei figli. Naturalmente io e mia moglie non abbiamo deciso in solitudine, ma ci siamo sempre avvalsi di vari, differenziati, spesso opposti pareri di persone qualificate e competenti. E proprio qui sta il punto che vorrei evidenziare: spesso, chi voglia acquisire informazioni complete, tali cioè da contemplare l’intero spettro dei pro e dei contro, si sente paradossalmente isolato tra due schieramenti l’uno contro l’altro armati: chi ti fa sentire un idiota se sollevi dubbi sull’utilità di un vaccino, e chi al contrario lo demonizza. Aprirsi un varco tra i due contendenti e rifiutare i due opposti integralismi è molto difficile per un paziente ed ancor più per un genitore che decida sulla salute dei propri figli.

Ciò per cui mi sento di ringraziare AsSIS è proprio la capacità di sfaccettare i problemi, di favorire una cultura medica fondata sul ragionevole dubbio (che può dar luogo tanto al ragionevole rifiuto quanto al ragionevole assenso alle vaccinazioni): dubbio come strumento di responsabilizzazione, come Lei ha ripetuto più volte, tanto dei medici quanto dei pazienti, su una professionalità perfettamente neutrale degli operatori sanitari e su un concetto di medicina come strumento di liberazione dell’individuo da tutto ciò che ne insidi la salute, a cominciare da quanto si frappone ad un’informazione sanitaria libera.

RingraziandoLa per l’attenzione,
Le porgo distinti saluti,

P. R.