Lettere ad AsSIS,Rubriche

Cronaca e impressioni di un genitore volontario, Firenze 2 settembre

4 Set , 2017  

Mi sembra fosse ferragosto quando ho detto a Claudia: “Il 2 settembre? Certo che ci sono!”. Ero felice di poter dare una mano, seguivo AsSIS da un paio d’anni e quel convegno in ogni caso non me lo sarei mai perso!

Settembre arriva veloce e anche il 2, arrivo all’appuntamento alle 11 e conosco Claudia, non la “mia” Claudia, ma quella che ho scoperto essere una potenza della natura, la Claudia di Terra Nuova. Scambiamo poche parole perchè c’è la sala da allestire, ci sono 1400 posti a sedere su cui appoggiare la rivista e qualche depliant informativo, mentre il resto è più o meno tutto pronto; siamo in 5 e penso che sì, in un’oretta o poco più possiamo farcela.

Intanto arrivano altri ragazzi, tutti volontari, sia da soli sia in gruppetti: a fine giornata ne ho contati una trentina tra biglietteria e cassa, servizio di sicurezza, banchi libri, assistenza ai relatori e organizzazione in generale. Ci sono anche due ragazzi di Padova che sono venuti con le famiglie: mogli e bimbi li hanno accompagnati ai cancelli e li guardavano orgogliosi, li hanno salutati tutti emozionati, dovevano andare a fare sicuramente qualcosa di  importante perchè qualcuno aprisse quel grande cancello solo per loro!
A mezzogiorno ecco Eugenio, un saluto a tutti, ma non uno veloce, ognuno ha avuto la sua stretta di mano, il suo abbraccio, un “grazie” sentito, a quasi tutti ha chiesto come stanno i  bimbi… ma come si fa a non esserci per lui!!
Un panino al volo tutti insieme in piedi nel casino, la sensazione è quella di avere vent’anni, che tutto sia possibile, di poter cambiare le cose, di fare la differenza.
Io e Clara ci mettiamo all’ingresso esterno con Simone, loro sono stati gli angeli custodi delle 1200 persone che sono entrate ordinatamente nell’arco di un’ora, una fila unica e continua ma piuttosto veloce, che ha permesso a tutti, tantissimi bambini, di aspettare tra scherzi e sorrisi lungo il sentiero sull’Arno che è stato luogo ideale per pic-nic, giochi e pisolini per tutto il giorno. Credo di essere entrata e uscita dalla sala almeno cinquanta volte, dopo un paio d’ore mi sembrava di conoscere tutti, e con quanti di loro mi sono fermata a chiacchierare come vecchi amici: incredibile cosa riesca a fare la comunanza di interessi e di intenti!

Riparto poco prima delle sette, così ho calcolato di riuscire a preparare la cena ai miei uomini, prima però mi fermo a salutare Nic, ci tengo tantissimo perchè mi è entrato nel cuore. Allora io vado, ciao a tutti e grazie perchè mi avete fatto sentire a casa!  A fine giornata quella sensazione è diventata una certezza: tutto è (ancora, se non di più) possibile, le cose devono cambiare e tutti, insieme, faremo la differenza: “Se a 20 anni pensi di poter cambiare le cose, a 40 sai di doverlo fare per i tuoi figli: e a 40 di incertezze non ne hai più”.

Enrica

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