E perdonatemi il latino arrugginito…
Ieri sera mi sono messo a scorrere i soliti titoli di agenzia sciorinanti i soliti numeri su positivi/contagiati/guariti/sintomatici ecc ecc che da mesi ormai ci ammorbano senza realmente fornirci, a mio avviso beninteso, alcuna informazione davvero utile. Mi sono divertito a fare una sommaria analisi del contenuto lessicale di tale articolo, di cui riporto il link, relativo alla giornata di ieri ed alla mia regione, la Toscana.

Un conteggio delle parole fatto tramite un copia&incolla su LibreOffice Writer mi dà 315 parole totali. Orbene, in mezzo a 315 parole sono stati inseriti, se non ho contato male, la bellezza di 34 dati numerici (più di un numero ogni 10 parole, compresi articoli, preposizioni ecc), e di 15 dati percentuali (grosso modo ogni 20 parole). Mi chiedo (in italiano, che forse è meglio): a chi giovano tutti questi numeri? A cosa servono? Che utilizzo ne può fare l’internauta medio che legge questo tipo di articoli? E’ buona informazione questa? E’ utile?

Non si mette indubbio che i numeri siano corretti, che fotografino in modo accurato la situazione reale, ma un articolo stampa dovrebbe avere una funzione divulgativa, dovrebbe servire a far capire cosa succede alla gente, non a creare una confusione tremenda a suon di dati numerici che non si sa bene come interpretare, come utilizzare… difatti nell’articolo non compare interpretazione alcuna, non si esprime un giudizio, pur soggettivo che possa essere, sulla situazione (andiamo bene? Andiamo male? Siamo rovinati?).

I numeri gettati così, in pasto alle folle, a mio avviso servono solamente a creare e mantenere un clima, doloso, di incertezza e di ansia generalizzata,q uando invece, se espressi in un altro modo, avrebbero una funzione quasi opposta.

Leggo nell’articolo che, ad oggi, sono circa 12400 i casi totali di contagio in Toscana. Sono tanti? Non compare nell’articolo a quanto ammonta la popolazione della regione, da Wikipedia apprendo che è di quasi 4 milioni di abitanti (censiti al 2018), ergo fino ad oggi si parla dello 0,3% della popolazione totale, per essere una pandemia si presenta ancora piuttosto mite. Assistiamo in questo periodo ad aumenti di un centinaio di casi al giorno… sono tanti? Conoscendo il dato della popolazione complessiva si potrebbe dire che con questa curva epidemica, per positivizzare tutta la Toscana ci vorrebbero 40mila giorni, cioè grosso modo 110 anni… fate voi. Le percentuali poi… dovrebbero essere in grado di spiegare la situazione in modo più immediato, dato che esprimono già di per sé un confronto… Ma per il lettore medio, è utile sapere che tra i contagiati di oggi “il 27% ha meno di 26 anni, il 23% tra 26 e 40 anni, il 41% tra 41 e 65 anni, il 9% ha più di 65 anni ”? Io non ne ho idea, ma posso constatare che, disperse nel mare di cifre, nell’articolo ne compaiono alcune davvero interessanti, che potrebbero essere evidenziate, per esempio che di tutti i positivi “ il 60% è risultato asintomatico, il 23% pauci-sintomatico, il 13% lieve”, tradotto: per il 96% delle persone positive la malattia è insignificante o del tutto assente (che poi ancora non ho capito la differenza tra “paucisintomatico” e “sintomatico lieve”…..).

Insomma a me, lettore medio e forse mediocre, pare che gli articoli a mezzo stampa come questo, che sembrano usciti da un numerificio automatico e non dalla testa di una persona, non siano concepiti con l’intenzione di informare l’opinione pubblica sulla reale situazione che stiamo vivendo, ma piuttosto, con un linguaggio da azzecca-garbugli di manzoniana memoria, si prefiggano l’esatto opposto, ovvero lasciare una cortina di confusione generale in testa al lettore, una sensazione sgradevole di trovarsi di fronte a un nemico dai connotati indistinguibili, e per questo più angosciante. Alimentare l’angoscia a mio avviso è sempre riprovevole, e diffondere allarmismi è pure un reato… Io faccio appello a tanti di voi, giornalisti, ribellatevi, uscite da questo sistema e fate davvero qualcosa di utile per la società.

A. A.