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La denuncia dal laboratorio molecolare di Milford (Usa): «Vaccino hpv, manipolati i dati sulla sicurezza»

17 Gen , 2016  

La denuncia dal laboratorio molecolare di Milford (Usa): «Vaccino hpv, manipolati i dati sulla sicurezza»

Il dottor Sin Hang Lee è il Direttore del Laboratorio Molecolare di Milford USA che da tempo studia le reazioni avverse insorte dopo la somministrazione del vaccino anti-papillomavirus. Il 14 gennaio 2016 ha inviato una lettera aperta al Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Dr.ssa Margaret Chan, ai membri del Comitato consultivo globale sulla sicurezza dei vaccini (GACVS), ai membri dei Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie USA (CdC), al Ministero della Sanità giapponese e ad altri autorevoli esponenti delle istituzioni sanitarie mondiali per denunciare la manipolazione dei dati e la soppressione della verità riguardo la sicurezza del vaccino HPV.
Secondo la lettera del Dr. Lee, una serie di email recentemente rese pubbliche in Nuova Zelanda, hanno rivelato che il Dr. Robert Pless presidente del GACVS, il Dr. Nabae Koji del Ministero della salute del Giappone, la Dr.ssa Melinda Wharton del CDC, la Dr.ssa Helen Petousis-Harris dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda, ed altri (compresi funzionari ddell’OMS) potrebbero essersi adoperati per evitare che, nell’inchiesta sulla sicurezza del vaccino antiHPV condotta in Giappone, si condividessero informazioni sui meccanismi che causano le reazioni avverse. In questo Paese la vaccinazione è stata sospesa a causa dell’elevato numero di danni segnalati dalle ragazze vaccinate.

hpvfrontAlleghiamo dunque la traduzione della lettera, comprendendo anche le mail che sono state rese pubbliche. È davvero sconcertante leggere come funzionari dell’OMS e tecnici con responsabilità di controllo sulla sicurezza delle vaccinazioni abbiano scelto di sopprimere informazioni in loro possesso.
Il Dr. Lee ha concluso la sua lettera dichiarando che è ormai noto il meccanismo di azione che causa le reazioni avverse gravi causate dalla vaccinazione antiHPV e perché alcuni individui predisposti possano andare incontro a morte improvvisa; ma gli “esperti” non hanno ritenuto utile condividere queste informazioni. «Coloro i cui nomi compaiono nella mia denuncia e tutti coloro che ciecamente allontanano valide preoccupazioni sulla sicurezza al fine di continuare a promuovere le vaccinazioni HPV dovrebbero essere ritenuti responsabili per le loro azioni. Non c’è nessuna scusa per ignorare volutamente prove scientifiche. Non c’è nessuna scusa perché i responsabili delle politiche di vaccinazione globale facciano scelte fuorvianti a discapito degli interessi di salute pubblica. Non c’è nessuna scusa per una palese violazione della fiducia pubblica».

Ci auguriamo che i media vorranno dare il giusto risalto a queste informazioni.

Il presidente di Assis

Dr. Eugenio Serravalle


traduzione integrale del documento a cura della Dr.ssa Valeria Bianchi:
in fondo è possibile scaricare il documento originale

Allegations of Scientific Misconduct by GACVS/WHO/CDC Representatives et al
An open-letter of complaint to the Director-General of the World Health Organization, Dr. Margaret Chan chanm@who.int

Dichiarazioni di cattiva condotta da parte dei rappresentati di GACVS/OMS/CDC et al

Lettera aperta di denuncia al Direttore generale della Organizzazione Mondiale della Sanità, Dr. Margaret Chan chanm@who.int

Cc: The Ministry of Health, Labour and Welfare, Japan, www-admin@nhlw.go.jp

Minister of Health, Labour and Welfare, Japan, shiozaki@y-shiozaki.or.jp

Thomas Frieden, Director CDC, tomfrieden@cdc.gov

Vice-Chancellor, Professor Stuart McCutcheon, The University of Auckland, s.mccutcheon@auckland,ac.nz

From: Sin Hang Lee, MD shlee01@snet.net

Data: 14 gennaio 2016

Egregia Dr.ssa Chan:

In qualità di medico e scienziato, con la presente intendo esprimere serie preoccupazioni in merito al comportamento di alcuni membri del GACVS (Global Advisory Committee on Vaccine Safety), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del CDC e di altri professionisti di scienza e salute durante il periodo immediatamente precedente all’udienza pubblica sulla sicurezza del vaccino HPV che si è tenuto a Tokyo, Giappone, il 26 febbraio 2014. Sono venuto in possesso di documentazione che mi porta a credere che più individui e organizzazioni abbiano avuto la deliberata intenzione di ingannare le autorità giapponesi circa la sicurezza dei vaccini del papilloma virus umano (HPV), Gardasil® e Cervarix® che si stavano promuovendo in quel periodo.

Sono certo che voi siate tutti al corrente che esiste una controversia riguardante questi vaccini a livello mondiale. Sono anche certo che voi sapete quanto la fiducia del pubblico nelle autorità sanitarie nazionali e internazionali sia al minimo storico in tutto il mondo.

Se le informazioni contenute in questa lettera dovessero rivelarsi fondate, un’immediata indagine indipendente che dia luogo ad azioni disciplinari adeguate per gli individui coinvolti sarà in grado di ristabilire la fiducia del pubblico. Per questo motivo, vi imploro di agire velocemente e in modo decisivo relativamente a questo grave problema di sanità pubblica.

Richiesta FOI e importanti comunicazioni correlate

Una serie di mail recentemente scoperte tramite una richiesta FOI (Freedom of Information) inviata in Nuova Zelanda ha messo in evidenza che il Dr. Robert Pless, il Presidente del Global Advisory Committee on Vaccine Safety (GACVS), il Dr. Nabae Koji del Ministero della salute giapponese, la Dr.ssa Melinda Wharton del CDC, la Dr.ssa Helen Petousis-Harris dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda, e altri (tra cui funzionari OMS) potrebbero essere stati attivamente coinvolti in uno piano volto a ingannare la Commissione d’inchiesta giapponese sulla sicurezza del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) prima, durante e dopo l’udienza pubblica del 26 febbraio 2014 a Tokyo. Ritengo che le informazioni fornite da questo gruppo portino direttamente alla dichiarazione del GAVCS sulla permanente sicurezza della vaccinazione HPV del 12 marzo 2014 contenente i seguenti paragrafi:

“Sono stati anche pubblicati diversi articoli circa la scoperta di frammenti di gene di DNA di HPV L1 nei campioni clinici a seguito della vaccinazione [13, 14]. Tali articoli affermavano un’associazione con eventi clinici di natura infiammatoria, tra cui la vasculite cerebrale. Sebbene il GACVS non abbia formalmente rivisto questo lavoro, l’individuazione di frammenti di DNA nel vaccino HPV e la loro presunta correlazione ai sintomi clinici sono state valutate da gruppi di esperti. Per prima cosa, la presenza di frammenti di DNA HPV è stata studiata dalle autorità di regolamentazione dei vaccini che l’hanno chiaramente delineata come un risultato atteso e come esito del processo di produzione e non un problema che potesse inficiare la sicurezza [15]. Secondo, i case report [13] di eventi avversi che potevano ipoteticamente rappresentare un’associazione causale tra i frammenti di gene di DNA di HPV L1 e il decesso hanno mostrato difetti di metodologia sia a livello clinico che di laboratorio [16].

L’articolo descriveva 2 casi fatali di morte improvvisa di donne giovani a seguito del vaccino HPV, una dopo 10 giorni e l’altra dopo 6 mesi, con esiti autoptici che non supportavano la tesi di decesso a seguito di vasculite cerebrale o sindrome infiammatoria. Le ipotesi sollevate in tali articoli quindi non sono supportate da ciò che si conosce sui frammenti di DNA residui rimasti durante la produzione del vaccino [17]: date le quantità estremamente piccole di DNA HPV residuo nel vaccino e nessuna evidenza di infiammazione durante l’autopsia, l’attribuzione di una diagnosi di vasculite cerebrale e l’ipotesi che questa sia stata la causa della morte è infondata.” (i riferimenti citati 13-17 sono quelli elencati nella dichiarazione del GACVS)

Ritengo che questo paragrafo sia ingannevole in base alla seguente analisi:

La prima frase, “Sono stati anche pubblicati diversi articoli circa la scoperta di frammenti di gene di DNA di HPV L1 nei campioni clinici a seguito della vaccinazione [13, 14]”, è stata evidentemente formulata al fine di dissimulare e ingannare. Lo studio del riferimento 13 [Tomljenovic L, Shaw CA. Death after Quadrivalent Human Papillomavirus (HPV) Vaccination: Causal or Coincidental? Pharmaceut Reg Affairs 2012, S12:001] riguardava le VLP dell’HPV L1. Gli autori del riferimento 13 non hanno menzionato affatto i frammenti di gene di DNA di HPV L1. Il Dr. Pless conosceva la differenza tra le VLP dell’HPV L1 e i frammenti di gene di DNA HPV L1 perché nella sua mail del 18 febbraio 2014 indirizzata alla Dr.ssa Helen Petousis-Harris e agli altri coinvolti nel piano, il Dr. Pless chiedeva specificatamente al Dr. Petousis-Harris di verificare la sua “dichiarazione relativa al presunto ruolo presunto di legame tra l’alluminio ed i frammenti di DNA e gli effetti conseguenti.” (vedere copia della mail del 18 febbraio 2014 allegata-Non riguardava le VLP dell’HPV L1). Non si può che concludere che il Dr. Pless ha messo insieme intenzionalmente questi due articoli non correlati e ha affermato che entrambi gli articoli studiavano i frammenti di gene di DNA di HPV L1 al fine di sviare i lettori non-scientifici e i responsabili delle politiche di vaccinazione.

La seconda frase, “Tali articoli affermavano un’associazione con eventi clinici di natura infiammatoria, tra cui la vasculite cerebrale”, non è vera poiché l’autore del riferimento 14 (Lee, SH. Detection of human papillomavirus L1 gene DNA fragments in postmortem blood and spleen after Gardasil® vaccination—A case report. Advances in Bioscience and Biotechnology, 2012, 3, 1214-1224) non ha mai dichiarato eventi clinici di natura infiammatoria tra cui la vasculite cerebrale. Il Dr. Pless di fatto riporta in modo sbagliato le parole dell’autore in questo documento evidentemente per creare un target da attaccare.

Quando i fatti non combaciano, li cambiamo e basta?

L’intento del Dr. Pless di associare intenzionalmente due studi non correlati e due sostanze chimiche indipendenti è evidente nella frase seguente: “la scoperta di frammenti di DNA nel vaccino HPV e la loro presunta correlazione ai sintomi clinici sono state riviste da gruppi di esperti”.

– Chi erano questi gruppi di esperti? Il Dr. Pless non ha dichiarato nessuno dei loro nomi.

La frase “Secondo, i case report [13] di eventi avversi che potessero ipoteticamente rappresentare un’associazione causale tra i frammenti di gene di DNA di HPV L1 e il decesso hanno mostrato difetti di metodologia sia a livello clinico che di laboratorio [16]” è uno sfacciato errore di interpretazione dei fatti. Gli autori citati nel riferimento n. 13 non hanno mai presentato alcun dato sui frammenti di gene di DNA di HPV L1. Il riferimento n. 16 non contiene revisioni sul possibile danno dei frammenti di gene di DNA di HPV L1 nei vaccini HPV quando iniettati negli esseri umani.

Una richiesta di aiuto – e qualcuno lo farà?

Il fatto che il Dr. Pless non potesse trovare nessuna recensione scientifica sui frammenti di gene di DNA di HPV L1 nei vaccini HPV è illustrata nella mail che lui ha inviato alla Dr.ssa Helen Petousis-Harris il 18 febbraio 2014 con la seguente richiesta di aiuto:

Chiediamo la tua opinione su chi potrebbe affrontare le più dettagliate questioni riguardo il DNA dell’HPV – nello specifico le ipotesi che hai posto nella tua dichiarazione relative al presunto ruolo di legame tra l’alluminio e i frammenti di DNA e agli effetti conseguenti. Mentre la questione se i frammenti costituiscano “contaminazione” è stata affrontata, la tua dichiarazione è stata l’unica ad affrontare le più oscure presunte conseguenze della presenza di quei frammenti. Il GACV non ha ancora avuto la possibilità di approfondire la questione del DNA.”

La dichiarazione dell’FDA che conferma frammenti di DNA dell’HPV nel Gardasil® come risultato atteso (Rif. 15), senza fornire dati sulla sicurezza di tali frammenti di DNA dell’HPV dopo essere stati iniettati negli animali o negli esseri umani, non rappresenta ovviamente una revisione da parte di un gruppo di esperti perché non fa riferimento ad alcun dato sperimentale su animali o esseri umani relativo a “legame tra alluminio e frammenti di DNA ed effetti conseguenti,” che sembrava essere la maggior preoccupazione del Dr. Pless.

Vale la pena notare che la Dr.ssa Helen Petousis-Harris ha dimostrato al Dr. Pless che lei aveva avuto esperienza nell’usare una simile tattica nella mail datata 18 febbraio 2014 in cui dichiarava:

In base alla mia esperienza la confutazione sul nostro sito è l’unico tentativo per affrontare questo particolare problema che Shaw e Lee hanno sottoposto a un’inchiesta del medico legale qui. Il fatto di rendere di dominio pubblico la confutazione è stato l’unico mezzo per fornire le informazioni ai rappresentanti “coronati” coinvolti in quel processo dell’ultimo minuto”

Apparentemente sotto pressione per fornire una dichiarazione entro una settimana o due dopo l’udienza pubblica, il Dr. Pless doveva trovare un gruppo di esperti che potesse dichiarare la sicurezza del legame tra alluminio e frammenti di DNA dopo l’inoculazione su esseri umani. L’unica pubblicazione remotamente correlata all’argomento che poté usare fu il Riferimento n.16, un report tecnico del CISA (Clinical Immunization Safety Assessment) intitolato “Review of a published report of cerebral vasculitis after vaccination with the Human Papillomavirus (HPV) Vaccine” datato 9 novembre 2012.

Tuttavia, in questo rapporto tecnico del CDC, gli anonimi autori del documento hanno solo investigato i dati sulle particelle di HPV-16 L1, mai sui frammenti genetici del DNA di HPV L1 perché il documento di Lee che riportava il ritrovamento di frammenti di gene di DNA di HPV L1 (Lee, SH.

Detection of human papillomavirus L1 gene DNA fragments in postmortem blood and spleen after Gardasil® vaccination—A case report. Advances in Bioscience and Biotechnology, 2012, 3, 1214-1224) non è stato pubblicato fino al 27 dicembre 2012, uno mese e mezzo dopo l’uscita della relazione tecnica del CISA.

Per la cronaca, la citata relazione del CISA (riferimento n. 16) comincia con il seguente paragrafo:

“Recentemente c’è stata una discussione su un listserv (gruppo di discussione) sponsorizzato dal governo federale sulla sicurezza del vaccino riguardante una pubblicazione in letteratura sulla vasculite cerebrale dopo la vaccinazione contro il papilloma virus (HPV) (Tomljenovic L, Shaw CA. Death after Quadrivalent Human Papillomavirus (HPV) Vaccination: Causal or Coincidental? Pharmaceutical Regulatory Affairs: Open Access 2012,S12:001). Per rispondere alle domande circa i risultati e le conclusioni segnalate in questo documento, il CDC ha convocato un gruppo di lavoro del CDC per la sicurezza e la valutazione clinica dell’immunizzazione (CISA). Hanno partecipato ricercatori da Vanderbilt Medical Center, Johns Hopkins University, Columbia University, Duke Clinical Research Institute (Duke University), CDC e la FDA”

Mancanza di credibilità della peer-review

Secondo: http://www.cdc.gov/vaccinesafety/ensuringsafety/monitoring/cisa/publications.html, questo è il SOLO rapporto tecnico rilasciato negli ultimi 12 anni di documentazione che non è mai stato pubblicato su una rivista peer-reviewed. La dichiarazione di limitazione di responsabilità alla fine di questa relazione afferma:

“Le informazioni e le conclusioni in questa relazione sono quelli dei partecipanti al gruppo di lavoro alla risoluzione del problema e non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale del CDC.”

“In altre parole, la “Relazione tecnica” del CDC (Riferimento n.16 dell’istruzione GACVS) è stata eseguita da scrittori fantasma senza nome basata su conversazioni telefoniche.

A quanto pare il Dr. Pless non aveva altra scelta se non alterare due articoli non correlati e due prodotti chimici indipendenti nel vaccino Gardasil® in modo tale da poter utilizzare la relazione tecnica del network CISA sulle particelle di HPV-16 L1 per sostenere la sua dichiarazione sulla sicurezza dei frammenti di gene di DNA del HPV L1 dopo l’iniezione in esseri umani. Ma in primo luogo, ha dovuto fare in modo che i responsabili politici credessero che “particelle di HPV-16 L1” fosse in chimica sinonimo di “frammenti di gene di DNA di HPV L1”. Fatto questo, evidentemente pensò di poter usare il parere sulle particelle di HPV-16 L1 per difendere la sicurezza dei frammenti dei gene di DNA del HPV L1 associati all’adiuvante alluminio.

Incapace di trovare una relazione scientifica pubblicata su una rivista peer-reviewed su questa preoccupante questione, il Dr. Pless dovette consapevolmente citare in modo sbagliato la relazione del CISA sulle particelle di HPV-16 L1 come prova a sostegno di ciò che era stato pubblicato sul Blog della Dr.ssa Helen Petousis-Harris nei social media come scrisse nelle dichiarazioni del GACVS:

“Le ipotesi sollevate in tali articoli non sono quindi supportate da ciò che si conosce sui frammenti di DNA residui rimasti durante la produzione del vaccino [17] “.

Riconoscimento di DNA di HPV residuo in Gardasil ®

La Dr.ssa Helen Petousis-Harris, autrice del Rif. 17, è stata l’unica abbastanza coraggiosa da rivendicare pubblicamente che “quantità residue di DNA di HPV estremamente piccole nel vaccino” sono innocue senza nessun dato a sostegno.

Chi è la Dr.ssa Helen Petousis-Harris? La sua qualifica è stata divulgata in una e-mail del Dr. Pless datata 18 febbraio 2014 in cui ha scritto:

Una riunione è recentemente stata organizzata a Tokyo per il 26 febbraio dove il Dr. Lee presenterà i suoi risultati…

…Chiediamo la tua opinione su chi potrebbe affrontare le più dettagliate questioni riguardo il DNA dell’HPV- in particolare le ipotesi che hai riportato nella tua dichiarazione per quanto riguarda il ruolo presunto di legame tra l’alluminio ed i frammenti di DNA e gli effetti conseguenti. Mentre la questione se i frammenti costituiscano “contaminazione” è stata affrontata, la tua dichiarazione è stata l’unica ad affrontare le più oscure presunte conseguenze della presenza di quei frammenti. Il GACV non ha ancora avuto la possibilità di approfondire la questione del DNA.”

Accettando l’incarico, la Dr.ssa Helen Petousis-Harris ha immediatamente risposto il 18 febbraio 2014 come segue:

Da: Helen Petousis-Harris [mailto:h.petousis-harris@auckland.ac.nz] Inviata: Martedì, 18 febbraio 2014 5:19 A: ‘Robert Pless’ Cc: Robert Pless (Robert.Pless@phac-aspc.gc.ca); 難波江 功二(nabae-koji); ZUBER, Patrick Louis F.;

Wharton, Melinda (CDC/OID/NCIRD) Oggetto: RE: URGENTE: Per quanto riguarda il commento postato sulla testimonianza dell’esperto dell’inchiesta del medico legale

Oh caro Rob! Sono così rattristata dal sentire quanto sia diventato esteso l’impatto dell’attività di Lee, Shaw e Tomljenovic. Io certamente farò tutto ciò che è possibile per assisterti. In base alla mia esperienza la confutazione sul nostro sito è l’unico tentativo per affrontare questo particolare problema che Shaw e Lee hanno sottoposto a un’inchiesta del medico legale qui. L’immissione della confutazione nel dominio pubblico è stato l’unico mezzo per fornire le informazioni ai rappresentanti “coronati” coinvolti in quel processo dell’ultimo minuto. Il Prof David Gorsky ha scritto in modo prolifico su alcuni esperimenti nel suo blog di scienze negli ultimi anni quindi immagino abbia anche commentato il materiale. Non so se sono esperta in questo ma certamente ho una certa esperienza nel considerare l’alluminio nei vaccini e il suo ruolo nelle risposte infiammatorie e AEFI locali essendo stato parte del mio dottorato alcuni anni fa. Presumo che tu ti riferisca al VLP strettamente legato all’adiuvante e all’ipotesi di Shaw e Tomljenovic che in qualche modo trovi la via per raggiungere il cervello portato dai macrofagi?”

Mancanza di qualificazione/credibilità del testimone esperto Dr.ssa Helen Petousis-Harris

Sulla base della corrispondenza di cui sopra, la Dr.ssa Helen Petousis-Harris non aveva idea di quello di cui il Dr. Pless voleva che lei parlasse nell’udienza pubblica del 26 febbraio 2014. Lei ha erroneamente assunto che le venisse chiesto di commentare il fatto che “le VLP sono strettamente legata all’adiuvante.” Lei non sapeva nemmeno che VLP è una proteina e non può essere strettamente legata all’adiuvante alluminio come possono invece le molecole di DNA.

La sua unica qualifica era evidentemente il fatto che avesse scritto un blog molto simile al Professor David Gorski, un noto personaggio ammazza-reputazione online che si maschera come difensore della scienza che lei ha anche consigliato sul suo gruppo dicendo:

Il Prof David Gorsky ha scritto in modo prolifico su alcuni esperimenti nel suo blog di scienze negli ultimi anni quindi immagino abbia anche commentato il materiale.”

Trovo incredibile che il GACVS dell’OMS debba basarsi su scritti di u blog di scienze online come evidenza per poter escludere il potenziale rischio di frammenti di DNA di HPV nel Gardasil®.

Come evidenziato nella mail sopra, il 18 febbraio 2014, il Dr. Pless sapeva molto bene che la relazione tecnica della rete CISA datata novembre 2012 non affrontava la questione della presenza dei frammenti di gene di DNA di HPV L1 nel vaccino Gardasil® perché scriveva alla Dr.ssa Dr. Helen Petousis-Harris:

“…Chiediamo la tua opinione su chi potrebbe affrontare e più dettagliate questioni riguardo il DNA dell’HPV – in particolare le ipotesi che hai riportato nella tua dichiarazione per quanto riguarda il ruolo presunto di legame tra l’alluminio ed i frammenti di DNA e gli effetti conseguenti. Mentre la questione se i frammenti costituiscano “contaminazione” è stata affrontata, la tua dichiarazione è stata l’unica ad affrontare le più oscure presunte conseguenze della presenza di quei frammenti…”

Quindi, a partire dal 18 febbraio 2014 il Dr. Pless e coloro i cui nomi sono elencati nella sua mail sapevano che la Dr.ssa Helen Petousis-Harris e il Professore David Gorski erano gli unici due ad avere affrontato il problema dei frammenti di gene di DNA di HPV L1 nel vaccino HPV, ma solo nei blog dei social media e non in riviste scientifiche peer- reviewed.

Contro-azioni governative per mettere in evidenza gli effetti dannosi del vaccino HPV

Le seguenti e-mail mostrano le azioni intraprese dai burocrati del Ministero della salute, del lavoro e degli affari sociali giapponese, del presidente della sessione dell’audizione, del Dr. Pless e della Dr.ssa Melinda Wharton del CDC di contrapporsi alle plausibili conseguenze della presenza dei frammenti di DNA di HPV nei vaccini Gardasil®.

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Secondo le mail copiate in alto, il Dr Pless e tutti quelli elencati in queste mail avevano o già preparato una bozza della dichiarazione del GACVS prima dell’udienza pubblica. Tuttavia, dopo aver discsusso con il suo capo, il Dr. Nabae Koji scrisse al gruppo la seguente mail il 23 febbraio 2014:

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In parole povere, sembra che il Dr. Nabae istruissse il GACVS dell’OMS di non presentare alcuna informazione in modo formale al fine di evitare un esame incrociato e un controllo all’udienza pubblica del 26 febbraio 2014. Le informazioni fornite dopo l’inchiesta pubblica avrebbero rappresentato un mezzo per influenzare debitamente i decision maker con opinioni di “esperti” informali e accuratamente scelti.

Credo che questa manovra fosse orchestrata dal presidente del GACVS dell’OMS ed altri come un modo molto astuto per evitare di dover fornire evidenza scientifica ai decision maker.
Azioni come queste alterano l’intero concetto di medicina basata sulla scienza.

La Dr.ssa Helen Petousis-Harris fu alla fine scelta come portavoce per l’udienza pubblica del 26 febbraio 2014 a Tokyo. Ma in base alle mail venute allo scoperto, le slide della Dr.ssa Petousis-Harris’ Powerpoint avrebbero dovute essere riviste dal gruppo prima della presentazione all’udienza pubblica per essere certi che passasse il messaggio corretto.

Ho trovato scioccante leggere l’e-mail del 25 febbraio 2014 inviata da Dr. Nabae Koji alla Dr.ssa Helen Petousis- Harris, la portavoce da loro designata. Il Dr. Nabae era perplesso per la slide in Powerpoint della Dr.ssa Helen Petousis-Harris’ che affermava “l’attivazione immunitaria dopo l’assunzione del vaccino HPV non include un aumento dei fattori infiammatori (incl TNF) anche nei soggetti vaccinati con ampie reazioni al sito di iniezione al momento dell’infiammazione locale” poiché questa affermazione contraddiceva i dati presentati da un altro esperto durante precedenti incontri che affermava di fatto che le citochine post-vaccino aumentavano in modo particolare preso il sito di iniezione dopo il Cervarix® rispetto ad altri vaccini (incluso il fattore di necrosi tumorale – TNF).

È interessante notare che il Dr. Nabae Koji eliminò anche alcuni discutibili dati con “caratteri jolly giapponesi” dalle slide della Dr.ssa Helen Petousis-Harris’ Powerpoint da presentare all’udienza pubblica del 26 febbraio 2014 perché lui, il Dr. Nabae, non poteva “spiegarli bene”.

Il GACVS sopprime informazioni vitali e manipola dati per supportare la pretesa di sicurezza del vaccino a fronte di valide prove contraddittorie

Trovo che questo sia ancora un altro esempio lampante di soppressione delle informazioni che questo gruppo ha trovato essere potenzialmente contraddittorie e/o non completamente compatibili con la loro pre-determinata “linea di partito” del GACVS sulla dichiarazione di sicurezza della vaccinazione HPV.
Il Dr. Pless e i funzionari dell’OMS sembra abbiano semplicemente preparato uno scritto per la Dr.ssa Helen Petousis-Harris da rigurgitare nella pubblica udienza e abbiano poi proceduto a mettere avanti la stessa presentazione come un riferimento di ricerca indipendente per sostenere la loro dichiarazione pre-determinata dal GACVS. Che insulto all’intelligenza dei cittadini del mondo!

Le diapositive di Powerpoint che la Dr.ssa Helen Petousis-Harris ha presentato all’udienza pubblica sostenevano che che il caso riportato dal Dr Lee non aveva nessun controllo per dimostrare che le ragazze adolescenti della Nuova Zelanda non vaccinate  non avessero DNA dell’HPV in conformazioni non-B nel loro sangue, pertanto i risultati non sono scientificamente validi. Ha detto: “non sono presenti controlli (non vaccinati) utilizzati. Questa è una parte vitale del processo scientifico.” [enfasi originale.]

La Dr.ssa Helen Petousis-Harris evidentemente non capisce la differenza tra un rapporto di caso e una sperimentazione clinica; neppure sembra sapere quanto sia difficile per i patologi trovare qualsiasi DNA di HPV nei campioni di sangue dei pazienti, anche quelli noti per avere infezioni da HPV, per non parlare di DNA di HPV in conformazioni non-B. Questo dimostra quanta poca, se ne ha alcuna, esperienza lei abbia in medicina di laboratorio.

Trovo che il blog della Dr.ssa Petousis-Harris1, che è stato citato come Ref. 17 dal Dr Pless nel documento del GACVS a corredo della dichiarazione di sicurezza della vaccinazione HPV, sia più impegnato ad ammazzare reputazioni che a studiare la scienza dei frammenti di DNA del gene di HPV L1 in Gardasil ® o in materiali post mortem.

Lo scambio di e-mail molto importante tra il Dr. Nabae e la Dr.ssa Helen Petousis-Harris il 25 febbraio 2014, un giorno prima dell’udienza pubblica di Tokyo, viene copiato in questa corrispondenza così che potrete giudicare voi stessi se queste persone hanno manipolato i dati scientifici e il processo al fine di indurre in errore gli esperti giapponesi dell’inchiesta e i responsabili delle politiche di vaccinazione di tutto il mondo.

In primo luogo, si prega di notare la preoccupazione del Dr. Nabae alla dichiarazione della Dr.ssa Helen Petousis-Harris riguardo la mancanza di aumento di citochine in soggetti vaccinati per HPV, come espresso nella email datata 25 febbraio 2014 illustrata di seguito, che a quanto pare è stata scritta dopo che ha avuto l’opportunità di rivedere la sua proposta di presentazione in Powerpoint.

1 http://www.nzdoctor.co.nz/media/2003295/response_to_theories_by_lee_and_shaw_final_180912.pdf

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In tarda mattinata, a quanto pare dopo una video conferenza, la Dr.ssa Helen Petoussis Harris rispose affermando la sua autorità scientifica a poter commentare come segue:

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Quindi la Dr.ssa Helen Petousis-Harris ha usato la sua tesi2 post-dottorato come autorevole ricerca per sostenere la sua teoria del fatto che non si ha “alcun aumento di qualsiasi citochina associata a reattogenicità“?

Di fatto, la sua tesi di dottorato non è stata pubblicata in una rivista scientifica peer-reviewed perché non solo il disegno sperimentale e la metodologia utilizzati erano altamente discutibili, come dimostrato in oltre 500 pagine di documenti con informazioni ufficiali e messaggi e-mail, ma anche nella sezione 8.2 sulle limitazioni di questa tesi, dove il Dr. Petousis-Harris afferma:

Timing e mancanza di misure delle citochine basali: è stato prelevato solo un campione di sangue. L’assenza di una misurazione di base impedisce la valutazione di eventuali modifiche all’interno dell’individuo. Non è possibile determinare se ci fossero eventuali modifiche nei livelli di citochine a seguito della somministrazione del vaccino o se questi erano livelli basali. Inoltre, i campioni di sangue sono stati prelevati il secondo giorno, il giorno successivo alla somministrazione del vaccino, dal momento che si è pensato che le reazioni locali avrebbero avuto un picco in questo giorno. La reattogenicità nel sito di iniezione non viene segnalata in modo che venga chiarito il momento di picco delle reazioni dal momento che questa era un’ipotesi plausibile. Le reazioni in realtà hanno avuto il picco il giorno della vaccinazione. È possibile che qualsiasi aumento nei livelli di citochine possa essere svanito il secondo giorno. Inoltre, dal momento che molte citochine hanno attività localizzata è possibile che l’aumento dell’attività non venga rilevata a livello sistemico. Il fatto che il punteggio atopico sia stato associato con una gamma di citochine supporta il fatto che le analisi siano state condotte con successo. “

Dalle stesse parole della Dr.ssa Helen Petousis-Harris, “dal momento che molte citochine hanno attività localizzata è possibile che l’aumento dell’attività non venga registata a livello sistemico.” Tuttavia, la Dr.ssa Helen Petousis-Harris è riuscita a soddisfare il Dr. Nabae misurando unicamente le citochine nel siero e non trovando nessun aumento di citochine dopo la vaccinazione HPV così che i suoi dati non contraddissero veramente i risultati presentati dal loro esperto che ha confermato gli aumenti di citochine nel luogo dell’iniezione del vaccino HPV. Quindi il Dr. Nabae e la Dr.ssa Petousis-Harris hanno deciso di utilizzare “nessun aumento nel siero” come prova per “Nessun aumento di qualsiasi citochina associata a reattogenicità” come illustrato nel seguente scambio di email.

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A mio parere queste e-mail dimostrano chiaramente che questo gruppo di funzionari dell’OMS e gli impiegati di governo a cui era affidata la responsabilità di consigliare il  comitato di esperti del governo giapponese sulla sicurezza della vaccinazione HPV conoscevano prima della pubblica udienza del 26 febbraio 2014 di Tokyo che uno dei loro esperti aveva mostrato la prova scientifica che la vaccinazione HPV aumentasse le citochine, compreso il fattore di necrosi tumorale (TNF), in particolare nel sito di iniezione rispetto ad altri vaccini. Nonostante ciò, hanno scelto di sopprimere queste informazioni nell’udienza pubblica. Naturalmente, questa parte di dati scientifici che era nota a tutti i membri del gruppo, tra cui il. Dr Robert Pless, il Presidente del GACVS, manca anche nella dichiarazione di GACVS sulla sicurezza permanente della vaccinazione HPV emessa il 12 marzo 2014.

Perché dunque la vaccinazione HPV aumenta il livello di citochine, compreso TNF, nel sito di iniezione rispetto ad altri vaccini?

La risposta è: i vaccini HPV contengono frammenti di gene del DNA di HPV L1, i frammenti di DNA virali si legano all’adiuvante a base di alluminio nei vaccini. Per capire questo, i membri della GACVS dovrebbero tenere il passo con le recenti ricerche e pubblicazioni scientifiche sll’adiuvante alluminio. Un breve riassunto su questo tema con 22 riferimenti chiave peer-reviewed è presentato a seguire.

Uso dell’adiuvante alluminio

I Sali di alluminio sono stati utilizzati per molti decenni come adiuvanti nella vaccinazione empiricamente per amplificare le risposte immunitarie dell’ospite agli antigeni della proteina. Tuttavia, il meccanismo degli effetti dell’adiuvante con i sali di alluminio è stato solo recentemente studiato a livello molecolare. Ora è generalmente accettato nella comunità scientifica che i sali di alluminio utilizzati come adiuvanti sono tossici e danneggiano le cellule dell’ospite nel sito di iniezione, causando un’infiammazione localizzata nel sito di vaccinazione. Questo danno cellulare iniziale dovuto al sale di alluminio è un passo fondamentale e necessario per avviare i suoi effetti di adiuvante perché le molecole di DNA dell’ospite libere, rilasciate dalle cellule dell’ospite danneggiate dal sale di alluminio, fungono da mediatori per innescare una risposta immunitaria aumentata dell’ospite [1, 2]. Le molecole di DNA liberate dalle cellule dell’ospite che stanno morendo, note anche come pattern molecolari associati a danni (Damp) [3] si legano, nel sito di iniezione, al sale di alluminio e i complessi DNA/alluminio risultanti sono fagocitati dalle cellule presentanti l’antigene (APCs) e dai macrofagi. Era noto già dal 2003 che, quando sono associate a sali di alluminio in forma di nanoparticelle, le molecole di DNA libere subiscono drammatici cambiamenti conformazionali e possono essere introdotte nelle cellule di mammiferi come mezzo di trasfezione genica [4]. Nella vaccinazione con adiuvanti a base di alluminio, il DNA dell’ospite trasfettato attiva le vie che aumenteranno la capacità di interagire produttivamente con cellule T CD4 antigene-specifiche per amplificare la risposta immunitaria dell’ospite [1, 2].

In parole semplice, è necessario che il DNA libero derivato da cellule dell’ospite morenti sia trasportato dall’adiuvante alluminio nell’APC o nei macrofagi per funzionare, nella vaccinazione, come mediatore per il sistema immunitario.

Tuttavia, la presenza di frammenti di DNA ricombinanti specifici di HPV L1 nel vaccino Gardasil® ha sconvolto questa piattaforma di risposta prevista nell’immunità normale a seguito di vaccinazione. Le molecole di DNA di HPV, essendo di origine virale, sono prodotti microbici “non-self”, note anche come pattern molecolari associati (PAMPs). Il sistema di difesa del corpo umano può distinguere i PAMPs dai DAMPs al fine di produrre una risposta immunitaria adeguata sia per la presenza di un agente patogeno che per un danno tissutale [3].

Le nanoparticelle di alluminio idrossifosfato solfato amorfo (AAHS)  che si prevede si associno al DNA libero dell’ospite nel sito di iniezione del vaccino possono anche legarsi ai frammenti di DNA del gene L1 HPV presenti nel vaccino Gardasil ® [5] attraverso un processo di scambio di legante tra i gruppi fosfato della molecola del DNA e i gruppi idrossile sulla superficie dell’adiuvante alluminio, simile a una reazione tra i fosfolipidi e AAHS nel vaccino ricombinante per l’epatite B [6].

In altre parole, il Gardasil® è stato corredato di una serie di DNA “mediatori” immunitari istantanei pronti già negli adiuvanti, sotto forma di DNA virale/composto chimico di alluminio, in particolare un complesso formato dal gene L1 di HPV/AAHS. Gli eventi a valle dopo la trasfezione nei macrofagi umani di tali frammenti di DNA virale che si rinvengono raramente nel genoma umano [7] sono molto diversi da quelli che avvengono dopo che il DNA delle cellule ospiti prossime alla morte viene introdotto nei macrofagi. Nonostante le somiglianze tra le molecole di DNA, le cellule di mammifero hanno la notevole capacità di differenziare il DNA virale dal proprio. I macrofagi umani sono in grado di identificare il DNA del gene L1 di HPV come estraneo e come segnale di “pericolo”, producendo come risposta molte immunomolecole antivirali, indicate nell’insieme come interferoni di tipo I e citochine pro-infiammatorie [8-10]. 

 La massiccia produzione sistemica degli interferoni di tipo 1 e delle citochine pro-infiammatorie induce uno stato antivirale e protegge l’ospite, ma può anche concorrere a letalità da endotossina e malattie autoimmuni [9]. Molte di queste citochine sono deprimenti l’attività miocardica. Le due citochine che mostrano i maggiori effetti cardiovascolari negli animali e negli uomini sono il fattore di necrosi tumorale (TNF)-α e IL-1β [11]. 

E’ noto che la somministrazione di TNF-α ricombinante in modelli animali provochi cambiamenti emodinamici e persino la morte [11]. 

 L’Iniezione di Gardasil® in modelli animali ha mostrato di indurre insolitamente presto forti risposte immunitarie innate con veloce rilascio di una serie di citochine da parte dei macrofagi [12]. E’ noto, inoltre, che l’iniezione di complessi di DNA HPV/AAHS nell’ospite inducono una forte reazione immunitaria e una forte risposta da parte delle cellule T CD8 [13]. Basandosi su esperimenti condotti usando altre molecole di DNA virale, anche il frammento di DNA del gene L1 di HPV trasfettato in macrofagi umani dovrebbe essere riconosciuto come “estraneo” e come segnale di “pericolo” e attivare invariabilmente il rilascio da parte dei macrofagi di numerose citochine antivirali. Molte di queste citochine, tra cui il TNF-α e IL-1β, sono riconosciute come deprimenti l’attività miocardica.  [14-18]. Lo Shock ipotensivo indotto da TNF-α è stato ben documentato negli animali [19, 20] e negli esseri umani [21, 22].

Questa breve review dimostra che esiste un noto meccanismo molecolare che spiega perché le reazioni avverse gravi si verificano più spesso nelle persone vaccinate per HPV rispetto agli altri vaccini, e perché alcune persone vaccinate e predisposte siano soggette a morte improvvisa a seguito della vaccinazione con Gardasil®.

Il mio parere è che il dottor Pless, quelli i cui nomi appaiono nell’e-mail allegata a questa denuncia e tutti coloro che ciecamente hanno negato la potenziale tossicità del nuovo composto HPV L1/AAHS al fine di continuare a promuovere le vaccinazioni HPV dovrebbero essere ritenuti responsabili per le loro azioni. Non esiste alcuna scusa per chi ignora intenzionalmente le prove scientifiche. Non esiste alcuna scusa per chi svia i decisori della politica vaccinale globale a scapito dell’interesse pubblico.

A mio parere queste persone non solo hanno violato i “Terms of Reference” del Global Advisory Committee on Vaccine Safety (GACVS) dell’OMS; hanno violato la fiducia pubblica.  L’unica opzione disponibile, che possa ripristinare la pubblica fiduca nelle autorità sanitarie mondiali è un’immediata, indipendente e minuziosa ricerca in merito a ciò che hanno commesso con azioni disciplinari appropriate.

Grazie per la vostra attenzione.

Sinceramente, 

hpvlee8

Sin Hang Lee, MD, F.R.C.P. (C), FCAP

Director

Milford Molecular Diagnostics Laboratory

2044 Bridgeport Avenue, Milford, CT 06460 USA Email shlee01@snet.net

Attachments:

GACVS Terms of Reference

GACVS Statement on the continued safety of HPV vaccination on March 12, 2014 WHO GACVS emails from February 18, 2014 to February 27, 2014 in chronologic order original FOIA -Attachment obtained in New Zealand

References

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  2. McKee AS, Burchill MA, Munks MW, Jin L, Kappler JW, Friedman RS, Jacobelli J, Marrack P. Host DNA released in response to aluminum adjuvant enhances MHC class II-mediated antigen presentation and prolongs CD4 T-cell interactions with dendritic cells. Proc Natl Acad Sci U S A. 2013; 110:E1122-31.

  3. Paludan SR, Bowie AG. Immune sensing of DNA. Immunity. 2013; 38:870-80.

  4. Matsuzawa Y, Emi N, Kanbe T. Calcium Phosphate and Aluminum Hydroxide as Non-Virus Gene Carrier: The Morphology of DNA-salt Complex and the Effects It on DNA Transfection KAGAKU KOGAKU RONBUNSHU 2003; 29:.680-4.

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