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E’ un periodo nero per la vaccinazione antinfluenzale

25 Gen , 2015  

Molte televisioni e giornali italiani raccontano in questi giorni dell’epidemia di influenza (siamo a gennaio-qual è la notizia?) per sollecitare ancora di ricorrere alla vaccinazione.

Altri, come la rete canadese CBS News, sottolineano invece che è un periodo nero per la vaccinazione antinfluenzale. Infatti da settimane le autorità americane e canadesi vanno avvertendo che il sierotipo virale contenuto nel vaccino di quest’anno non è adeguato a proteggere dai virus influenzali che attualmente colpiscono la popolazione. Il vaccino sarebbe infatti efficace solo in una percentuale di casi inferiore al 23 %. Fin qui, pazienza: un vaccino quasi totalmente inutile. Ma da qualche giorno si è aggiunta una ulteriore notizia singolare cui la stampa e la televisione canadesi hanno dato ugualmente risalto:

CDC Anthraxi ricercatori del Center for Desease Control della British Columbia hanno verificato in una serie di indagini iniziate nel 2009, in occasione della diffusione del virus H1N1, un “paradosso” che pensavano limitato alla sola popolazione del Canada. All’epoca, infatti, avevano osservato come particolarmente vulnerabili a quel virus fossero i pazienti che tutti gli anni, con regolarità, si vaccinavano contro l’influenza. Naturalmente increduli, i ricercatori hanno cominciato a tenere sotto osservazione i dati, perché le autorità sanitarie avevano sempre consigliato il vaccino per l’influenza in quanto, si diceva, esso avrebbe fornito una qualche forma di protezione (cross-protection) anche contro il virus pandemico del 2009. Quello che sembrava uno strano fenomeno limitato al Canada, si è rivelato invece un fenomeno generale, osservato e verificato anche a Hong Kong e negli Stati Uniti.

Secondo il dottor Peter Lin, intervistato dalla CBC News, sarebbero due le ipotesi al vaglio circa       questo imprevedibile effetto della vaccinazione sistematica contro l’influenza:

  1. il sistema immunitario riconoscerebbe solo ed esclusivamente i sierotipi vaccinali, concentrando contro questi ultimi gli anticorpi e lasciando indifeso l’organismo contro altri tipi virali;
  2. il sistema immunitario attaccherebbe il virus H1N1, ma invece di distruggerlo lo scorterebbe (sono le parole esatte del dottore), veicolandolo nell’organismo.

Il dottor Lin ha affermato che, nonostante la protezione bassissima, egli si sente ugualmente di consigliare la vaccinazione ai soggetti a rischio, ma che il sistema immunitario dei soggetti sani potrebbe beneficiare di più dalla contrazione dell’influenza grazie ad una risposta anticorpale più ampia e meno mirata.

La pubblicazione di questi studi rafforzano la nostra convinzione che occorre rivedere le politiche sanitarie fin qui messe in atto per interventi di salute pubblica davvero efficaci e non condizionati dalle pressioni dell’industria farmaceutica. Ricordo che nel 2009, parlando della vaccinazione contro l’H1N1,Eva Kopacs Ministro della Salute della Polonia affermava: “Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa. Qual è il dovere di un Ministro della Sanità? Concludere accordi che facciano gli interessi dei cittadini oppure siglare accordi che facciano gli interessi delle case farmaceutiche?”

Già, gli interessi dei cittadini…

http://www.cbc.ca/news/health/flu-vaccine-paradox-adds-to-public-health-debate-1.2912790
http://cid.oxfordjournals.org/content/59/10/1375.full?sid=ab7f35bd-8baa-454e-ba1b-d93b7d1801cc

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