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Emofilo influenza di tipo b: i dati dell’Iss smentiscono il documento dell’Iss

20 Giu , 2017  

a cura della redazione AsSIS

Il documento dell’Istituto Superiore di Sanità sull’impatto sulla popolazione delle 12 malattie oggetto degli obblighi vaccinali previsti dal decreto Lorenzin sostiene che nel 2016 sono stati segnalati 140 casi di malattia batterica invasiva da Hib in Italia, citando come voce bibliografica …/Report_MBI_20170403_finale.pdf ,  il bollettino che riporta i dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 3 aprile 2017.

I casi totali di malattia invasiva da haemophilus influenzae sono stati nel 2016 in effetti 140, ma quelli da sierotipo b gli unici prevenibili con la vaccinazione” sono stati 12.

Riportiamo il testo del bollettino che illustra il numero dei casi dal 2011 al 2016: si legge che “anche nel 2016 è evidente la netta predominanza dei ceppi non capsulati che rappresentano oltre l’78% del totale dei ceppi tipizzati, con un aumento rispetto agli ultimi anni.” Per questi ceppi non esiste alcun vaccino, che è rivolto esclusivamente al sierotipo b, i cui casi “si mantengono relativamente rari (nessun caso nel 2011, 6 casi nel 2012, 5 casi nel 2013, 7 casi nel 2014, 4 casi nel 2015, 12 nel 2016).

Tra questi, complessivamente 10 casi insorti in bambini vaccinati contro H. influenzae soddisfano i criteri per la definizione di fallimento vaccinale (ovvero si considera fallimento una malattia invasiva da Hib insorta 2 settimane dopo la somministrazione di una singola dose in un bambino > 1 anno o alternativamente 1 settimana dopo 2 dosi in un bambino di < 1 anno).

In particolare, dei 6 casi di tipo b notificati nel 2012, 3 bambini risultano non vaccinati; lo stato vaccinale degli altri 3 casi non è noto.

Dei 5 casi segnalati nel 2013, due casi soddisfano i criteri per la definizione di fallimento vaccinale (1 bambino di un anno vaccinato con una dose e un bambino di 10 mesi vaccinato con 2 dosi); lo stato vaccinale dei rimanenti non è noto.

Dei 7 casi segnalati nel 2014, due casi sono fallimenti vaccinali (verificatisi in bambini di 2 e 5 anni, precedentemente vaccinati con 3 dosi), un caso si è verificato in un bambino non vaccinato di 7 mesi ed i rimanenti 4 casi hanno interessato persone adulte

Due casi di fallimento vaccinale si sono verificati nel corso del 2015: uno in un bambino di 7 anni vaccinato con 3 dosi e l’altro in un bambino di 10 mesi vaccinato con 2 dosi.

Infine, dei 12 casi da Hib del 2016, 5 si sono verificati in adulti non vaccinati (4 con sepsi e uno con meningite), 3 in bambini di 5 mesi, 1 anno e 4 anni, rispettivamente, tutti non vaccinati (tutti con meningite), mentre 4 casi sono effettivamente fallimento vaccinale e si sono verificati in bambini di 4 mesi, 10 mesi, 4 anni e 13 anni regolarmente vaccinati. La presentazione clinica per tutti i casi di fallimento era meningite ad eccezione di un caso con polmonite settica (bambino di 4 anni).”

Dato il numero elevato di casi di fallimento vaccinale, e l’assenza di dati di efficacia della vaccinazione offerta a bambini di età superiore ai 36 mesi sarebbe utile riconsiderare la strategia dell’obbligo vaccinale.

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