Che ruolo hanno le “carezze” nella salute di un bambino nato prematuramente? Una ricerca appena pubblicata dimostra che un tocco dinamico della durata di almeno cinque minuti porta ad una riduzione significativa della frequenza cardiaca e ad un aumento dei livelli di ossigenazione del sangue. Ed è solo l’inizio…. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo interpellato il dott. Cerritelli, che è tra gli autori della ricerca.


Passeggini, culle, carrozzine, sdraiette… i bambini sono trasportati, cullati, accuditi all’interno di accessori di varie dimensioni a seconda del loro utilizzo: ma quale rapporto c’è tra il contatto fisico e il benessere del bambino?
Siamo sicuri che per calmare un bambino sia indispensabile un supporto esterno o è forse preferibile il contatto umano?
Molti genitori, istintivamente, sentono che il contatto con il loro bambino è fondamentale per il suo benessere. Ma cosa succede ai bambini prematuri, “costretti” in molti casi a trascorrere diverse settimane all’interno di un’incubatrice?
La nascita pretermine è un fattore di rischio significativo per una serie di possibili problemi di salute a lungo termine che si possono presentare nella fase di sviluppo del bambino.
In questo ambito, il tatto può svolgere un ruolo centrale in molte strategie di cura perinatale; ma questo approccio viene purtroppo preso in considerazione ancora molto raramente dagli istituti sanitari prenatali.

Un gruppo di medici italiani ha dunque cercato di comprendere il nesso medico tra il tocco dinamico (le carezze) e la salute di bambini, focalizzandosi sui prematuri, confrontando poi i dati emersi con bambini non sottoposti al medesimo trattamento.
La sperimentazione è durata diversi mesi e ha preso in esame neonati pretermine tra le 28 e le 37 settimane di età gestazionale.

Perché i bambini prematuri
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che, a livello globale, siano 15 milioni ogni anno i bambini che nascono prima del termine della gravidanza. Mentre nei paesi ad alto reddito, a seguito dei progressi nelle cure neonatali, i tassi di sopravvivenza sono sempre più in aumento, non si può dire la stessa cosa per il resto del mondo, dove i problemi di salute fisica e mentale sono comuni.
In ogni caso alcuni meccanismi messi in atto nello sviluppo di bambini nati pre termine sono attualmente ancora poco conosciuti, come il ​​ritardo dello sviluppo neurologico e l’organizzazione neurofunzionale anormale. La ricerca dunque necessita un passo avanti per comprendere come contrastare tali meccanismi e permettere uno sviluppo regolare.

E prima che nascessero?
All’interno dell’utero materno un bambino riceve una quantità elevata di input multisensoriali. È stato per ora ipotizzato che il liquido amniotico durante i movimenti attivi i nervi sensoriali nella pelle del feto: tale meccanismo sarebbe alla base della regolazione della crescita prenatale.
Si ritiene, infatti, che la stimolazione dei sistemi sensoriali del bambino contribuisca allo sviluppo strutturale e funzionale del suo sistema nervoso.

Il metodo
Il dott. Francesco Cerritelli, che ha seguito in prima persona la ricerca, ci spiega che: “Prima della raccolta dei dati, i ricercatori hanno seguito una formazione appositamente progettata che si è concentrata sulla pratica di carezze con forza e velocità costanti. Durante la formazione i ricercatori sono stati guidati nell’apprendere un metodo che potesse essere uguale per tutti, accarezzando ad una velocità costante di 3 cm / sec. Un metronomo ha guidato i ricercatori a mantenere la velocità e la durata appropriata per effettuare una stimolazione tattile adeguata per i bambini”.

Fig. 1

Lo studio
Lo studio in oggetto si è svolto attraverso tre fasi (vedi Fig. 1):
a) registrazione pre-tocco della durata di 5 minuti,
b) procedura di tocco dinamico di 5 minuti,
c) registrazione post-tocco di 5 minuti.
I valori registrati durante queste tre fasi sono stati la frequenza cardiaca e i livelli di saturazione di ossigeno.
Il tocco è stato effettuato usando la mano dominante del ricercatore.
Durante la fase del tocco dinamico il ricercatore assegnato, utilizzando la propria mano dominante a pelle nuda, ha accarezzato l’area di stimolazione scelta: il dorso del bambino, coprendo l’area che arriva all’ultima vertebra lombare (circa 10 cm).
Tutti i bambini sono stati sistemati nella medesima posizione, ovvero laterale, appoggiati sul loro lato destro (all’interno dell’incubatrice, ove necessaria): questa posizione è stata considerata la posizione ottimale per evitare possibili ostruzioni da tubi e sonde collegati

I risultati
“La ricerca – ci spiega il dott. Francesco Cerritelli – è stata portata avanti da un team internazionale gestito dalla Fondazione COME Collaboration ONLUS in collaborazione con il reparto di neonatologia dell’ospedale dei Bambini Vittore Buzzi (di Milano) nella figura del dott. Gianluca Lista, la scuola di osteopatia SOMA di Milano, l’università Milano Bicocca e l’università John Moore di Liverpool.
I risultati hanno dimostrato che il tocco dinamico ha prodotto nei neonati una riduzione significativa della frequenza cardiaca e un aumento dei livelli di ossigenazione del sangue che si è protratto per un periodo post-tocco di ulteriori cinque minuti. Al contrario, non vi è stato alcun cambiamento significativo nella frequenza cardiaca o nei livelli di ossigenazione del sangue dei neonati sottoposti al solo contatto statico.
I risultati emersi supportano l’ipotesi che il tocco dinamico invia informazioni neurobiologiche, fornendo benefici immediati ai bambini e offrendo informazioni a noi ricercatori per ottimizzarne l’utilizzo. Questo studio è solo l’inizio però: stiamo continuando le ricerche studiando gli effetti del tocco dinamico anche in contesti più complessi, tra cui neonati con patologie mediche fisico/mentali diagnosticate di diversa entità e gravità, tra cui l’autismo”.

 


Fonte:
Developmental Cognitive Neuroscience 39 (2019) 100703 “Dynamic touch reduces physiological arousal in preterm infants: A role for c-tactile afferents?” di Andrea Manzotti, Francesco Cerritelli, Jorge E. Esteves, Gianluca Lista, Erica Lombardi, Simona La Rocca, Alberto Gallace, Francis P. McGlone, Susannah C. Walker