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E’ finalmente arrivato il momento di valutare lo stato di salute dei bambini non vaccinati

19 Giu , 2017  

A cura della dottoressa Emma Pistelli

Per valutare gli effetti a medio e lungo termine dei programmi vaccinali occorre studiare lo stato di salute dei bambini non sottoposti a vaccinazioni. E’ difficile, per vari motivi, sia deontologici che organizzativi. Uno dei ricercatori più attivi è Anthony Mawson, professore del Department of Epidemiology and Biostatistics alla Jakson State University, autore di uno studio pubblicato, poi ritirato e nuovamente pubblicato sul Journal of Translational Science, una piattaforma che, rispettando gli scopi della medicina translazionale accoglie e integra studi e esperienze mediche e scientifiche di varia origine al fine di migliorare la prognosi e le terapie del paziente. Co-autori di questo studio sono Azad Bhuiyan e Binu Jacob della stessa Università di Mawson, e Brian D. Ray, direttore del National Home Education Research Institute della città di Salem. Gli scienziati hanno arruolato 666 alunni delle home-schools di età compresa tra i sei e i dodici anni d’età, provenienti da quattro stati americani: Florida, Mississippi, Oregon e Louisiana. Di questi, 261, cioè il 39%,  erano completamente privi di vaccini e gli altri 405 erano totalmente o parzialmente vaccinati. Ricordo che il piano vaccinale statunitense prevede, entro i 5 anni d’età 35 vaccini ed è non troppo dissimile da quello attualmente in uso in Italia.

Così si legge nell’Abstract dello studio: “Ancora non si hanno dati certi sugli effetti sulla salute a lungo termine determinati dai vaccini…Questo studio si propone di:

1)  mettere a confronto lo stato di salute di bambini vaccinati e bambini non vaccinati

2) determinare se esista una correlazione tra vaccini e disturbi del neurosviluppo (NDD)…E’ stato chiesto ai genitori di rispondere on line a un questionario anonimo e di dare informazioni sull’andamento della gestazione, sul parto, sulle vaccinazioni praticate, sulle malattie diagnosticate e curate…Un’attenzione particolare è stata rivolta nel raccogliere informazioni sulla presenza di disturbi del neurosviluppo, e nello specifico, su diagnosi accertate di difficoltà di apprendimento, di Disordine di Iperattività e Deficit di Attenzione e Disordine dello Spettro Autistico…I bambini vaccinati hanno avuto minore incidenza di varicella e pertosse rispetto al campione controllo, ma si sono ammalati di più di polmonite, otiti, allergie e NDD…”

Dopo aver escluso altri eventuali fattori scatenanti, la conclusione dello studio è che i bambini vaccinati hanno manifestato una maggiore incidenza di allergia e di NDD.

Questi in dettaglio i risultati dello studio:

“I bambini vaccinati hanno un rischio 3 volte superiore di sviluppare un disturbo dello Spettro Autistico (OR 4.3)[1]

“I bambini vaccinati hanno un rischio 30 volte superiore di sviluppare rinite allergica rispetto ai bambini non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio 22 volte superiore di ricevere terapie farmacologiche per un qualsiasi disturbo allergico, rispetto ai non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio 4 volte superiore di ricevere una diagnosi di disturbo dell’apprendimento (OR 5.2), rispetto ai non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio superiore al 300% di ricevere una diagnosi di ADHD rispetto ai non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio superiore al 340% di contrarre una polmonite rispetto ai non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio superiore al 300% di ammalarsi di otite rispetto ai non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio superiore al 700% di subire un intervento di drenaggio trans-timpanico rispetto ai non vaccinati”

“I bambini vaccinati hanno un rischio di due volte e mezzo superiore di ammalarsi di una malattia cronica”

I bambini dello studio, vaccinati e non vaccinati, si ammalano, come normalmente accade ai bambini. Non sorprende che tra i bambini vaccinati ci siano meno casi di varicella, pertosse o rosolia, malattie normalmente coperte dai vaccini pediatrici. Quello che invece sorprende è che, in entrambi i gruppi, si abbia la stessa incidenza di morbillo, parotite, epatite A e B, influenza, rotavirus e meningite (sia virale sia batterica), cioè anche i bambini vaccinati non sono protetti dalle malattie per cui sono stati vaccinati. Cadrebbe così uno dei dogmi della “religione dei vaccini”, cioè quello della loro efficacia sempre e comunque e della loro capacità, sempre e comunque, di produrre anticorpi specifici. Un dato ulteriore è che, nonostante che dal 2000 sia stato introdotto il vaccino anti-pneumococco[2], inizialmente rivolto contro sette ceppi, diventati tredici dal 2010, l’incidenza di polmonite nei bambini vaccinati, è 340% superiore rispetto al gruppo dei non vaccinati.

Nello studio, l’aspetto più interessante è l’incidenza di disturbi dello spettro autistico quattro volte superiore nei bambini vaccinati rispetto ai non vaccinati (OR 4.1). Sappiamo che negli ultimi anni questa malattia ha avuto una crescita esponenziale passando da 1 bambino su 10.000 degli anni ottanta ad un bambino su 68 di oggi. La “scienza ufficiale” nega l’esistenza di un legame tra vaccini e autismo, rigettando le tesi dell’inglese Wakefield, ma non dà, al contempo, nessuna risposta certa. I CDC ammettono di non conoscerne le cause, le nostre linee guida parlano di un generico danno biologico senza tentare nessuna ipotesi etiologica e questo nonostante il recente scandalo che ha visto protagonista Thompson, colpevole di aver taciuto dati epidemiologici importanti sulla correlazione tra vaccino MPR e autismo. Si nega qualsiasi legame tra vaccini e autismo, ma nel frattempo aumentano le sentenze dei tribunali che appurano questo legame, ricoscendo un risarcimento ai bambini danneggiati. D’altra parte, nella letteratura medica si è accertato che più di un tipo di vaccino è correlato all’Encefalite Acuta Disseminata[3], che procura aree di demielinizzazione cerebrale visibili con la risonanza e suscettibili di evolvere in Sclerosi Multipla. Altri esempi di danni del sistema nervoso procurati dai vaccini sono la sindrome di Guillain-Barré o la Narcolessia.

Nello studio di Mawson e collaboratori, l’incidenza di ADHD è maggiore di quattro volte (OR 4.3) tra i bambini vaccinati rispetto ai bambini non vaccinati, l’incidenza di disturbi dell’apprendimento è maggiore di cinque volte (OR 5.2) e nel complesso, i casi di NDD, cioè un’alterazione della crescita e dello sviluppo del cervello e del sistema nervoso associata ad una diagnosi di ADHD, disturbi dell’apprendimento o autismo, è maggiore di tre volte tra i bambini vaccinati rispetto alla popolazione non vaccinata (OR 3.67). I meccanismi attraverso i quali possono verificarsi danni al sistema nervoso sono vari, ma tra i maggiori indiziati ci sono i metalli pesanti quali il mercurio e l’alluminio, entrambi difficilmente eliminabili dall’organismo e tendenti ad accumularsi nel tessuto nervoso, nel tessuto linfatico e nella milza. Recentemente, in questo sito è stato pubblicato un articolo che indagava sugli effetti dell’alluminio[4] e la sua correlazione con patologie come la Sindrome di Affaticamento Cronico o la Miofascite Macrofagica. La farmacocinetica degli adiuvanti dei vaccini non è studiata, però si afferma, a livello ufficiale, che le quantità di alluminio contenute nei vaccini sono minime e al di sotto della dose tossica assunte per bocca, dimenticando che con la vaccinazione l’alluminio è iniettato nel muscolo, impedendo alle barriere protettive del tratto gastro-intestinale di riconoscerlo e eliminarlo, cosa che accadrebbe se fosse assunto per via orale. Altri ingredienti “misteriosi” dei vaccini sono frammenti di DNA di cellule di feti abortiti e di DNA animale, retrovirus ed altri contaminanti i cui effetti sulla salute sono stati poco, o per nulla, indagati.

Nello studio, come parametro della salute dei gruppi di popolazione a confronto, è stato scelto l’incidenza delle infezioni dell’orecchio medio. La popolazione vaccinata ha un’incidenza maggiore di quattro volte rispetto alla popolazione non vaccinata e richiede, con una frequenza superiore al 700%, un intervento chirurgico di drenaggio trans-timpanico. Una maggiore incidenza di queste infezioni comporta uso di antibiotici e cortisone, oltre al ricorso alla chirurgia. Di conseguenza, è un problema molto rilevante anche in termini di spesa sanitaria e i nostri politici, tanto impegnati nel contenere la spesa pubblica, dovrebbero prenderlo in considerazione. Gli autori dello studio hanno esaminato i database dei VAERS[5], che sono gli omologhi americani del nostro sistema di farmacovigilanza: secondo questi database, negli anni tra il 1990 e il 2011, 438.573   bambini sotto l’anno di età, a distanza di una settimana dal vaccino, avevano sviluppato un’otite “spesso con febbre ed altri segni d’infiammazione e sintomi di interessamento neurologico”. E se l’osservazione, invece che limitarsi ad una settimana, si estendesse a tempi più lunghi?

Mawson e gli altri autori dello studio, per spiegare il meccanismo etiologico e la correlazione tra vaccini e otiti, citano uno studio del 2006[6], secondo il quale nelle mucose del rinofaringe dei bambini vaccinati con il vaccino anti-pneumococco aumenta la presenza di un batterio, la Morexella catarrhalis, che è strettamente correlato ad un maggiore rischio di otite. Ma i danni indotti dal vaccino non si limitano a questo. L’otite impone, per chi pratica la medicina convenzionale, cicli ripetuti di antibiotici a largo spettro con le inevitabili conseguenze dannose sul microbioma. La scienza ancora non conosce bene la composizione di un microbioma sano ma sa per certo che una sua compromissione spiega malattie come la sindrome del Colon Irritabile, l’Obesità, il Diabete, la Sclerosi Multipla ed anche disturbi come la Depressione, la Schizofrenia e l’Autismo. L’idea che anche le malattie “psichiatriche” siano il prodotto di una compromissione di tutto l’organismo e non effetto del solo disordine mentale e che un ruolo primario sia svolto dall’intestino, è antica. William Arbuthnot Lane ha esplorato le connessioni tra alimentazione, intestino e malattie croniche. Gli autori dello studio citano anche uno studio del 2011, pubblicato sul Lancet[7] da ricercatori danesi, in cui si dimostra che il vaccino anti-pneumococco ha effetti dannosi sul microbioma.

Infine, lo studio dimostra che i bambini vaccinati hanno un rischio trenta volta superiore, rispetto ai bambini non vaccinati, di ammalarsi di rinite allergica (OR 30.1), ed anche di allergie in generale (OR 3.9) e di eczema (OR 3.1). Sembra che negli Stati Uniti, nel 2012 la rinite allergica affligga più di sei milioni e mezzo di bambini e che quasi sempre si associa all’asma. Circa tre milioni sono i bambini che manifestano un’allergia alimentare. Anche i numeri per le allergie crescono e non solo negli Stati Uniti. In Italia, in un articolo leggiamo: “In Italia, nel 2002 si è stimata una prevalenza dell’asma del 9% e del 10% in bambini di 6-7 anni e di 13- 14 anni, equivalente a 2-3 bambini/adolescenti che soffrono di questa patologia presenti in una classe… le due indagini epidemiologiche del 1995 e del 2002, riportano un trend in aumento di +5.2% (da 13.8% a 18.9%) e di +4.1% (da 31.6% a 35.1%) rispettivamente nei bambini 6-7 anni e negli adolescenti di 13-14 anni…” Anche questi disturbi richiedono terapie farmacologiche, che pesano sulle tasche del contribuente e minano la salute dei nostri figli.

Anche in questo caso, la scienza non sa spiegare i motivi dell’incremento di questa epidemia di allergia. Alcuni studiosi hanno trovato una correlazione tra allergie e gli adiuvanti di alluminio dei vaccini. Infatti, un sistema usato dai ricercatori per riprodurre l’allergia e l’asma negli animali e poter disporre di modelli animali per studiare queste patologie, è iniettare idrossido di alluminio coniugato con la Bordetella pertussis, cioè l’agente patogeno della pertosse, ed esporre l’animale da esperimento a un antigene per via orale, come noci o soia. Questo sistema è descritto in uno studio del 2014[8] . Va notato che questa combinazione tra l’agente patogeno della pertosse e l’idrossido di alluminio è presente anche nel vaccino esavalente, correntemente somministrato nel bambino sotto l’anno di vita[9].  Altri studi descrivono come riprodurre modelli animali di asma somministrando idrossido di alluminio coniugato a proteine dell’uovo, che a loro volta, sono ingredienti presenti nei vaccini. Non stride il fatto che le sostanze usate per riprodurre modelli animali di asma o altre malattie allergiche, sono le stesse sostanze che sono iniettate nei bambini mediante i vaccini?

A conclusione di questo studio, Mawson e i suoi collaboratori invitano a “approfondire le basi biologiche di questi dati inattesi e documentati nella popolazione vaccinata, al fine di assicurare politiche sanitarie più sicure”. Questo è anche il mio augurio. Vorrei che il mondo accademico, invece di pronunciare dogmi indiscutibili, riconquistasse un atteggiamento “scientifico” e approfondisse questi temi scottanti. Perché il ricercatore e lo scienziato onesti non possono accontentarsi di “veline” o “slide” predigerite, senza fare domande.

Chiudo con un pensiero del filosofo Karl Popper: “Una teoria che non può venire confutata da nessun evento concepibile non è scientifica. L’inconfutabilità di una teoria non è (come spesso si ritiene) una virtù, bensì un vizio”.


http://www.oatext.com/Pilot-comparative-study-on-the-health-of-vaccinated-and-unvaccinated-6-to-12-year-old-U-S-children.php

Articolo originale

[1] OR o Odds Ratio è, in epidemiologia, la misura dell’associazione di tra due fattori, per esempio tra un fattore di rischio e una malattia. Il calcolo dell’odds ratio prevede il confronto tra le frequenze di comparsa della malattia rispettivamente nei soggetti esposti e in quelli non esposti al fattore di rischio in studio, in questo caso il vaccino. E’ utilizzata negli studi retrospettivi (caso-controllo)

[2] Il nome commerciale del vaccino anti-pneumococco è Prevenar

[3] Acute disseminated encephalomyelitis, silvia Tenembaum, MD, Tanuja Chitnis, MD, Jayne Ness, MD, PhD, Jin S. Hahn, MD for the International Pediatric MS Study Group*

[4] “Riflessioni sulla sicurezza dell’Alluminio come adiuvante nei vaccini”

[5] VAERS: Vaccine Adverse Reporting System

[6] Pediatrics. 2006 May;117(5):1823-9. Effect of pneumococcal conjugate vaccine on nasopharyngeal bacterial colonization during acute otitis media.Revai K1McCormick DPPatel JGrady JJSaeed KChonmaitree T.

[7] Lancet. 2011 Dec 3;378(9807):1962-73. doi: 10.1016/S0140-6736(10)62225-8. Epub 2011 Apr 12. Serotype replacement in disease after pneumococcal vaccination. Weinberger DM1Malley RLipsitch M.

[8] International Archives of Allergy and Immunology: Development of an Animal Model to Evaluate the Allergenicity of Food Allergens Ahrens B.a · Quarcoo D.a, c · Buhner S.b, d · Reese G.f · Vieths S.f · Hamelmann E.

[9] http://www.ema.europa.eu: Infanrix Hexa ha tra i suoi costituenti Antigeni della Bordetella pertussis adsorbito su alluminio idrossido, idrato (Al(OH)3)

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