a cura del Dr. Franco Verzella

lovepallonciniVenivo al mondo in quegli anni. Li chiamavano ebrei. Ora non si “formalizzano” e non fanno più distinzioni: 1 bambino su 6 presenta disturbi dello sviluppo e dell’apprendimento ed 1 su 68 viene diagnosticato come autistico (CDC: Marzo 2014). Non vengono deportati, ma “modificati” nelle nostre case, nelle nostre famiglie. Sono di salute cagionevole, difficili da trattare e incapaci di badare a se stessi. I nostri medici non li capiscono e non li sanno curare. Sostengono che dall’Autismo non si guarisce. Si calcola che nel 2030, autistico sarà: 1 su 2. Solo nell’8- 10 % dei casi sono presenti disturbi di tipo genetico.
Le cause sono state accertate: inquinamento ambientale, tossicità alimentare, pratiche mediche non personalizzate e potenzialmente iatrogene, mancanza di prevenzione preconcepimento, ritardo nella diagnosi precoce, approccio monospecialistico neuropsichiatrico, assenza di multidisciplinarietà.
Tutte cause prevenibili ! Eppure, in Italia ed in Europa non succede nulla da oltre 15 anni. Si tagliano i nastri per nuove
residenze protette e nuove associazioni, mentre nelle case e nelle aule scolastiche le difficoltà si moltiplicano. Questa sera RAI 3 festeggia il “vuoto”, istituzionale, scientifico, sociale che caratterizza ed accompagna nel nostro Paese questa nuova condizione dell’infanzia e mostra palazzi illuminati di blu, palloncini in cielo, persone in strada festanti ed un film in prima visione, malato.
La ricerca scientifica ha dimostrato che le cause che ammalano i bambini sono le stesse che ammalano gli adulti e diffondono le malattie cronico degenerative. Come si diceva, tutte prevenibili in oltre il 90% dei casi.
Siamo nati in tempo di guerra. Una guerra totale, che ha saputo inventare nuove armi, attraverso una specializzazione della quotidianità. Così l’aria, l’acqua, il cibo, l’informazione, la salute, il lavoro. Bombe ovunque e macerie che fumano. La rivoluzione è un sogno del passato, e i nuovi ciambellani della lettera G si scambiano etichette, marchi, numeri e grafici di fantasia e assicurano la stabilità dello status quo.
L’Autismo è dunque il marker più sensibile e drammatico del fallimento del nostro Sistema e di qualsiasi tentativo di “rammendo”, come la storia di questi ultimi 50 anni ci ricorda.
La nostra specie sembrerebbe arrivata al capolinea, se non fosse per un “dettaglio” fortunato, quasi un incidente di percorso, spuntato negli anni ’70: la scoperta scientifica della natura biologica della nostra mente! Ci siamo accorti che il nostro “suggeritore”, individuale e collettivo, la MENTE AUTOREFERENTE, non ha una identità, e non potrà mai averla, perché è un sintomo. Là dentro non c’è proprio nessuno. Solo immagini istantanee. A volte a fuoco, a volte sfuocate. Che cambiano come dei dal volto umano, in continua dissolvenza. Fantasie, che attraversano l’alba e il tramonto.
Se questa scandalosa verità non ci tramortisce ed abbiamo ancora occhi per vedere il sorriso di un bambino, azionando i nostri neuroni specchio…possiamo entrare dentro di noi, per un nuovo viaggio, assistiti da un libretto delle istruzioni chiaro e dettagliato, dove sta scritto che al centro si trova non la mente autoreferente, ma la MENTE BIOLOGICA.
Astronomicamente più vasta, si forma nei primissimi anni di vita, ci veste come una memoria, media ogni secondo della nostra esistenza ed appare con la postura, la mimica, la gestualità, la capacità di ascolto, l’energia, la resilienza, la salute, la creatività, l’empatia, la speranza.
Questa mente biologica oggi viene interpretata dalla ricerca scientifica come SALUTE E BENESSERE. Grazie alla ricerca scientifica ci affacciamo, così, ad una nuova fase della nostra storia e della nostra evoluzione, secondo un progetto di ALFABETIZZAZIONE BIOLOGICA, che attraverso i servizi della rete potrà irradiarsi come la PRIMA ENERGIA RINNOVABILE.
I Professori hanno fallito. Occorrono Testimoni del Cambiamento, perché quel bambino, che nella nostra famiglia ha perduto la parola, la relazione con la quotidianità e la salute, questa sera ci affida un compito solo, irrinunciabile e definitivo.