L’acqua che esce dal rubinetto di casa, che usiamo tutti i giorni per bere, cucinare e lavarci deve essere priva di inquinanti chimici e microbiologici. L’acqua pubblica è un bene primario, un bene comune da tutelare e proteggere anche dai rischi derivanti dall’ inquinamento delle falde acquifere. Le Regioni hanno il compito di individuare le aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante gli acquedotti. Per procedere all’individuazione di tali aree di salvaguardia in cui è vietato lo svolgimento di diverse attività tra le quali l’accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, lo spandimento di concimi chimici fertilizzanti o pesticidi le Regioni tengono in considerazione la natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche. Sulla base di questi criteri è necessario definire una disciplina equilibrata che contempli esigenze anche contrapposte, garantendo sia l’attività agricola e la difesa da agenti patogeni delle piante, sia la tutela della salute e dell’ambiente, almeno fino a quando non si arriverà ad un’agricoltura libera da inquinanti chimici.

In contrasto con il principio di precauzione, la regione Toscana con delibera del 30 luglio u.s. permette l’utilizzo di glifosato, clorpirifos, dimetoato e altri erbicidi, acaricidi, insetticidi nell’ AREA DI SALVAGUARDIA DEI BACINI DI PRELIEVO DELLE ACQUE PROFONDE PER USO POTABILE!
In allegato la delibera: Regolamento, Allegato 1

 

Oggetto: NO A GLIFOSATO; ERBICIDI E INSETTICIDI NELL’ACQUA POTABILE! Corpo: CHIEDIAMO CHE L’USO DEL GLIFOSATO E DI TUTTI GLI ERBICIDI E INSETTICIDI SIA VIETATO NELLE AREE DI SALVAGUARDIA DELLA CAPTAZIONI DELLE ACQUE SOTTERRANEE