Il decreto Lorenzin che ha disposto l’obbligatorietà di dieci vaccinazioni divenute un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia per i bambini da 0 a 6 anni e sanzioni economiche per gli inadempienti, ha compiuto due anni. Nonostante le promesse di un suo pronto superamento, il “Governo del cambiamento” non ha ancora prodotto una nuova legge, arenata in Commissione Sanità. Gli effetti del provvedimento sono sotto gli occhi di tutti: un aumento delle coperture vaccinali, con il superamento della soglia del 95% valore unico per tutte le malattie per ottenere l’immunità di gregge (contro ogni evidenza scientifica) e emarginazione e disagi nelle famiglie che non hanno accettato di rinunciare alla libertà di scegliere quali vaccini somministrare ai propri figli.

Queste famiglie rappresentano una percentuale minoritaria rispetto a chi si è adeguato alla normativa, anche se numericamente non irrilevante. Ma il dato più sorprendente, in considerazione della propaganda scatenata dalla trasformazione delle vaccinazioni da opportunità a dovere, è emerso dal rapporto Eurobarometro1 e dal rapporto “State of vaccine confidence in the EU 2018”2 sull’atteggiamento degli europei nei confronti della vaccinazione in cui viene analizzato lo stato generale di fiducia nei vaccini dei cittadini e dei medici generici europei. Ne illustriamo i risultati per ciò che riguarda il nostro Paese.

EUROBAROMETRO

L’indagine 2019 sull’atteggiamento degli Europei verso le vaccinazioni è stata realizzata attraverso sondaggi per la Commissione Europea con metodo standardizzato e interviste anonime su campioni rappresentativi di popolazione dei 28 Stati UE. Il rapporto pubblicato dalla Commissione Europea per la Salute e la Sicurezza Alimentare ha mostrato le risposte ad una dozzina di domande rivolte a circa 27 mila cittadini europei (tra cui 1021 italiani).
Quando è stata posta loro la domanda se i vaccini sovraccaricassero il sistema immunitario il 54% ha risposto affermativamente. Dato importante, inoltre, è che il 41% degli europei e il 42% degli italiani sono convinti che i vaccini possano causare seri effetti collaterali. Al quesito «I vaccini possono spesso produrre effetti avversi gravi?» il 48%, maggioranza relativa degli Europei, pensa sia vero (46% in Italia). In Francia, che pure ha introdotto l’obbligo, lo pensa il 60%, e in UK il 54%.
Ulteriore dato rilevante è che molti degli intervistati (tutti sopra i 15 anni di età) non ha fatto vaccini negli ultimi 5 anni, alcuni perché non proposti dal medico (25%), altri perché non ne ha sentito il bisogno (29%) e altri ancora perché pensano che siano necessari esclusivamente per i bambini (23%).
I calendari vaccinali per la vita hanno un lungo percorso da compiere….
Il 53% degli italiani è inoltre convinto che i vaccini possano causare la malattia da cui proteggono, dato confermato anche dagli intervistati di altri paesi europei.
Gli italiani, nel cercare informazioni in merito ai vaccini, scelgono di affidarsi maggiormente a medici di medicina generale o pediatri (il 68%), autorità sanitarie (il 35%) o ad altri operatori sanitari, come specialisti e ostetriche (30%). Le percentuali diminuiscono quando viene domandato agli europei intervistati quali siano state le fonti dove hanno trovato le maggiori informazioni: da medici di medicina generale o pediatri il 47%, dalle autorità sanitarie il 21%, mentre da parte di altri operatori medici solo il 14%.
Viene così a crollare il mito che il dottor Google sia la fonte di informazione cui attingere prima della vaccinazione.
Le risposte a «Se cerchi informazioni sulle vaccinazioni quale delle seguenti fonti consulti?» (max 3) non confermano la convinzione che internet e i social siano importanti. In Italia solo il 5% consulta (anche) i social e il 10% altri siti internet (media europea 14%). Sanitari e Autorità sanitarie sono ben più consultati. Inoltre, le risposte «E di quale delle seguenti fonti hai più fiducia per informarti sulle vaccinazioni?» in Italia solo l’1% dichiara affidabili i social e il 4% altri siti internet, in Europa l’1% e il 2%. In Francia i social hanno affidabilità zero!

STATE OF VACCINE CONFIDENCE IN THE EU 2018

Anche il rapporto europeo sullo stato generale di fiducia nei vaccini ha registrato le stesse tendenze, evidenziando una sempre maggiore diffidenza nei vaccini da parte di cittadini e professionisti europei. Nonostante la maggioranza dei cittadini nell’UE, infatti, creda nell’importanza, nell’efficacia e nella sicurezza dei vaccini, si sta assistendo ad un incremento sempre maggiore di sfiducia in molti paesi dal 2016 ad oggi.
Il campione di pubblico italiano intervistato ha dichiarato essere molto importanti i vaccini per i bambini (91,7%), mentre per il vaccino MPR Morbillo-la Parotite-Rosolia l’importanza ritenuta si ferma all’80,6%. Molto minore è l’importanza attribuita ai vaccini influenzali stagionali, che hanno registrato solo il 67,5%. Sempre in merito al vaccino influenzale la sicurezza percepita di esso da parte degli italiani è del 72,9% degli intervistati, rispetto al dato corrispettivo europeo del 67,8%. I medici invece percepiscono una sicurezza di tali vaccini nel 96% dei casi. In generale gli italiani hanno percezione ottima dell’efficacia dei vaccini (90%) e molto buona rispetto alla loro sicurezza (85,3%).
Solo tre paesi europei, tra cui l’Italia, mostrano una differenza statisticamente significativa nel modo in cui persone dei due generi vivono la sicurezza dei vaccini: le donne sono meno propense degli uomini a convenire che i vaccini siano sicuri. Il credo religioso per alcuni paesi è un altro fattore di differenze: alcuni medici di famiglia intervistati non concordano sul fatto che i vaccini siano compatibili con le loro credenze religiose. I tre stati con percentuali maggiori sono Estonia (con il 19%), Italia (il 20%) e Polonia (il 29%).
ll rapporto europeo ha inoltre evidenziato che contesti storici e politici differenti degli Stati dello stesso continente europeo hanno come conseguenza anche una fiducia vaccinale che cambia per paese e per vaccino analizzato. Tale dato è però anche la conferma che una comunicazione chiara a livello politico e mediatico può influenzare in maniera forte la percezione dei cittadini su efficacia e sicurezza dei vaccini, incluso il vaccino per il MPR e quello antinfluenzale; appare dunque sempre più necessario fornire risposte mirate e chiare per poter ricostruire la fiducia persa nell’ultimo triennio da parte dei cittadini europei.

CONCLUSIONI

La maggioranza dei cittadini nell’UE crede ancora nell’importanza, nell’efficacia e nella sicurezza dei vaccini, anche se in modo minore rispetto agli anni passati. Esempi di nazioni come la Svezia e la Polonia dimostrano come la fiducia possa diminuire anche in paesi con tassi di copertura alti e programmi di vaccinazione di successo.

Rispetto al Rapporto EU 2018, in cui solo il 10,5% degli italiani aveva sfiducia nella sicurezza dei vaccini, il tracollo appare enorme. È lecito interrogarsi se vi abbia contribuito la svolta autoritaria, che ha aumentato adesioni (coatte) e coperture di qualche punto percentuale, ma generato reazioni e diffidenza. Per la credibilità sociale e un “consenso informato” sembra rischiosa una comunicazione a senso unico, che nega, con ostinazione, ogni problema di sicurezza e viene vissuta come incoerente rispetto a esperienze personali e passa-parola. Si pensi ai dati del Bollettino dell’Osservatorio Epidemiologico Regione Puglia, che per gli effetti avversi vaccinali ha affiancato alla sorveglianza passiva in uso comune quella attiva, l’unica attendibile (se attuata su campioni rappresentativi di popolazione). Gli effetti avversi gravi validati come correlabili al vaccino MPRV, spesso cumulato anche all’anti Epatite A, hanno sfiorato il 3%, quasi mille volte più di quelli gravi registrati nella stessa Puglia con la sorveglianza passiva.
La propaganda, la comunicazione a senso unico e il paternalismo sanitario minano il rapporto di fiducia con le Istituzioni e finiscono per essere controproducenti. Non è sufficiente blastare, ordinare, insultare; bisogna convincere ed invece pare si continui a parlare dell’obbligo…seppur “dolce”….come di un successo!4

Note:

1 Dal 2007 il Parlamento Europeo ha avviato dei sondaggi, chiamati Eurobarometri, relative a diverse tematiche, che si concentrano sulla percezione e sulle aspettative dei cittadini per comprendere come vengono recepite da parte di cittadini europei alcuni interventi. Per approfondire: http://www.europarl.europa.eu/at-your-service/it/be-heard/eurobarometer
2 https://ec.europa.eu/health/sites/health/files/vaccination/docs/2018_vaccine_confidence_en.pdf
3 https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=8256
4. https://www.fimp.pro/news/news-1/739-calendario-per-la-vita-2019-le-societ%C3%A0-scientifiche-del-board-continuano-la-loro-opera-di-aggiornamento-%E2%80%9Cscientifico%E2%80%9D?fbclid=IwAR0umgSCYocG_nofdpkC2gvXuTUAxBP7bxW1b6cRk3_TbIVRo50n1qDms4E