lo stile di vita della maggior parte di noi occidentali non è sano, lo sappiamo! Ce lo ripetono di continuo: alimentazione sregolata, ritmi frenetici che portano ad uno stress molto alto, attività fisica ridotta se non nulla, ore di sonno nella maggior parte dei casi non sufficienti a garantire una rigenerazione ed un riposo adeguati al nostro organismo.
Eppure, nonostante la maggior parte di noi sappia quali siano le proprie abitudini non sane, continuiamo a persistere, convinti che alla fine sarà il nostro corpo ad adattarsi alle nostre abitudini e non il contrario!
Ma se ci dicessero che con tali abitudini stiamo nuocendo ai nostri figli? Se scoprissimo un bel giorno che a causa di un’alimentazione non corretta, del poco movimento fisico e del nostro esempio, i nostri figli rischiano di ammalarsi, condizionare la salute che avranno da adulti e nei casi peggiori di avere una vita più breve? Sarebbe un buon motivo per cambiare ora, subito? Perchè se non ora, quando?

La situazione attuale
Dai risultati di un’indagine europea1 svolta in quest’ultimo anno tra i bambini della fascia di età della scuola elementare, sei bambini su trenta (20%), in media, sono obesi e altri quattro (13%) sono sovrappeso. I dati sono allarmanti in quanto risultano essere raddoppiati rispetto ad indagini simili svolte trenta anni fa.
Alcune nazioni, come l’Inghilterra, stanno testando approcci innovativi per affrontare e ridimensionare il problema dell’obesità infantile a livello sistemico. Tra i vari approcci vi è la creazione di una zona sicura per i bambini intorno alle scuole: attraverso la creazione di spazi per permettere ai più piccoli di camminare, andare a scuola in bicicletta, dove la vendita di cibo fast food sia molto limitato e dove la pubblicità di alimenti malsani non sia accettata.
Il pensiero alla base di questo approccio è che ogni bambino, indipendentemente dal reddito famigliare, dal contesto sociale e dalla propria etnia, ha il diritto di vivere in un mondo che promuove e non danneggia la sua salute. E il contesto che vivono i nostri figli, lo è?

Il ruolo della politica
In questi ultimi ventenni la legislazione europea ha cambiato il modo di approcciarsi alla salute nell’infanzia, cambiando di conseguenza aspetti culturali e sociali di tutti noi.
Negli anni ’60, ad esempio, si iniziò a porsi quesiti sui danni che il tabacco stava creando sui bambini. Iniziarono così negli anni successivi ad essere pubblicate leggi che garantivano la loro protezione rispetto al fumo all’interno di luoghi chiusi. Nel 2019 le leggi che proteggono i bambini dal tabacco sono ampiamente accettate. Cambiare le norme e i comportamenti della società può sembrare difficile ma è possibile farlo! Ora è il momento di agire per invertire la rotta rispetto all’aumento crescente dell’obesità infantile.
Sì, perché non è solo una questione estetica o di principio: essere in sovrappeso o obesi nel periodo dell’infanzia ha un profondo impatto sulla salute dei bambini, e dei futuri adulti che diventeranno. Molti bambini in questa condizione, infatti, soffrono di differenti problemi di salute fisica, tra cui le carie, il diabete di tipo 2, l’asma o dolore muscolo-scheletrico. Altri ancora sperimentano sin da piccoli anche disturbi psichici, come la depressione. Questi problemi influenzeranno la qualità della vita futura di questi bambini, la loro educazione e le loro prospettive di vita una volta adulti.

La ricaduta sulla ricchezza dell’intero Paese
Una buona salute infantile, inoltre, rappresenta un valore intrinseco per il bambino stesso, ma rappresenta anche la base per l’istruzione, la crescita economica e la prosperità di un paese intero. Si è calcolato, ad esempio, che nel Regno Unito i costi medici diretti e l’impatto sulla produttività legati all’obesità infantile ha rappresentato un costo pari al 3% del suo PIL (circa 60 miliardi di sterline) nel 2018.

Ma perchè non prendiamo sul serio la questione?
Il nostro ambiente e il nostro stile di vita sta lentamente cambiando nei decenni.
Abbiamo un’alimentazione sempre più lontana da ciò che è naturale. Le nostre tavole sono piene di alimenti industriali e processati, siamo sempre più sedentari, e così il peso in eccesso si è lentamente accumulato in tutti noi, sino ad essere accettato nella nostra quotidianità come ordinario, naturale.
Tale sguardo distorto influisce anche su come i bambini percepiscono il contesto che hanno intorno, e i modelli da cui prenderanno esempio.
Troppo spesso poi ci troviamo ad ascoltare e leggere discussioni in merito al peso corporeo stigmatizzandolo, soprattutto se i soggetti presi in esame sono personaggi famosi, o appartenenti al campo della moda: in quel caso la “colpa” si dà agli individui stessi. Sì, perchè loro dovrebbero essere sani e perfettamente magri per permettersi di essere lì. Mentre noi comuni mortali possiamo permetterci di essere sovrappeso.
Su questo punto la scienza è sempre più chiara: i geni e l’ereditarietà influiscono sul rischio individuale, ma sono i profondi cambiamenti dell’ambiente in cui viviamo e le nostre abitudini che modellano il comportamento di tutti, rendendo molto più difficile avere un peso sano.

Una marea di bevande e cibi malsani
Le opzioni alimentari malsane a basso costo sono al centro della nostra vita e ovunque nei nostri negozi. I bambini sono costantemente esposti alla pubblicità di questi alimenti: sono le aziende ad usare sempre più spesso i cartoni animati come veicolo per commercializzare i loro prodotti. Cibo e bevande sani sono spesso poco accessibili per il prezzo, mentre le opzioni non salutari sono sempre più economiche.
Eppure la bevanda più sana e meno cara in assoluto ce l’avremmo sempre a portata di mano: l’acqua! Anche se l’accesso all’acqua potabile nei luoghi più visitati dai bambini, come parchi, edifici pubblici, scuole e impianti sportivi non è sempre assicurato.

Città sicure? Non ancora!
Inoltre è fondamentale per la salute dei bambini aumentare le opportunità di correre, esplorare e giocare all’aperto, fare passeggiate, andare in bici, nuotare. Le nostre strade e le città sono diventate sempre più dominate dai veicoli motorizzati, limitando le opportunità per i bambini di esplorare, pedalare, correre e giocare in sicurezza.
Purtroppo ancora oggi la maggior parte dei piani urbanistici delle nostre città pone scarsa attenzione all’incolumità di pedoni e ciclisti nonostante politiche di questo genero comporterebbero un impatto positivo sulla qualità dell’aria e di conseguenza della salute di grandi e piccoli.

I professionisti lo sanno?
Secondo la ricerca presa in esame ancora troppi professionisti della salute non sarebbero adeguatamente formati e attrezzati per identificare i bambini e le donne in gravidanza che sono sovrappeso o obesi e supportare e gestire neonati sovrappeso o bambini obesi, compresi quelli con problemi di salute associati. Molti bambini non ottengono, infatti, il sostegno di cui avrebbero bisogno per tornare a godere di un peso sano e, se ricevono aiuto, spesso dipende dal luogo in cui vivono e non dalle loro reali necessità.

Le gravidanze che creano rischi
Inoltre quasi la metà delle donne in gravidanza è in sovrappeso o obesa: condizione che presenta rischi a breve e a lungo termine, per madre e figlio. L’allattamento al seno protegge i bambini e le madri dall’obesità, ma i tassi di allattamento rimangono ancora bassi, in particolare per donne che vivono in zone svantaggiate. Le famiglie sono ancora troppo esposte alle campagne marketing del latte in polvere.
Il sistema sanitario potrebbe essere molto più proattivo: ostetriche, medici, infermieri dovrebbero essere adeguatamente formati per avviare conversazioni, consulenze e supporto alle famiglie.

Il binomio industria e politica
È necessario riconoscere che l’industria svolge un ruolo chiave nella creazione di prodotti alimentari malsani per i bambini, ma è la politica che non deve rifuggire dal proporre e mettere in atto regolamentazioni rivolte alle industrie alimentari, perché oggi è ancora troppo facile per loro guadagnare con la vendita cibo malsano low cost, a discapito di chi propone cibo di qualità a prezzi superiori.
Un esempio di buona riuscita di normative legislative che hanno contribuito a ridurre problematiche sociali è stata la tassazione sulle bevande alcoliche, che ha portato in pochi anni ad aumentare il mercato di bevande analcoliche.

Che dite? È arrivato il momento di agire per cambiare?

 

 

Riassumendo….
– I nostri figli hanno il diritto di vivere in un ambiente sano.
– Essere in sovrappeso o obesi durante l’infanzia ha profonde conseguenze sulla salute e sulle possibilità di vita futura dei bambini.
– I bambini che vivono nelle zone più svantaggiate sono colpiti in modo sproporzionato da problemi di peso.
– Il nostro ambiente è cambiato lentamente, rendendolo più difficile per noi e per i nostri figli essere sani.
– Abbiamo bisogno di azioni in tutto il settore pubblico: sanitario e politico. Non c’è una sola via da percorrere per risolvere il problema, ma tante azioni, ognuna con un piccolo impatto, ma che sarà necessaria e inevitabile per invertire l’aumento dell’obesità infantile e non solo.

 

 

 

Note:
1
https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/837907/cmo-special-report-childhood-obesity-october-2019.pdf