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I potenziali conflitti d’interessi dell’Agenzia Italiana del Farmaco

30 Ago , 2015  

aifa

L’Agenzia Italiana del Farmaco è l’autorità nazionale competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia.

E’ un Ente pubblico che opera in autonomia, trasparenza e economicità, sotto la direzione del Ministero della Salute e la vigilanza del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia.

Collabora con le Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità, gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, le Associazioni dei pazienti, i Medici e le Società Scientifiche, il mondo produttivo e distributivo.

E’ quanto riportato sul sito dell’Agenzia http://www.agenziafarmaco.com/it/content/lagenzia-italiana-del-farmaco.

Ma le norme sui potenziali conflitti d’interesse, a giudizio di alcuni deputati 5 stelle sono “ un colabrodo”:

“Non sappiamo…se le norme interne all’Aifa che dovrebbero regolare i potenziali conflitti d’interesse, con tutte queste falle siano il frutto di mani incapaci o dolose, ma certamente il ministero della Salute dovrebbe prendere provvedimenti urgenti per indurre l’Agenzia a rivedere immediatamente la normativa interna sulla materia perché, oggi, tra i suoi dipendenti e le case farmaceutiche possono intercorrere rapporti assolutamente sregolati”.

Le dichiarazioni sono state rilasciate in Commissione Affari Sociali, commentando la risposta del ministero della Salute all’interrogazione, prima firmataria Giulia Grillo, sulle verifiche dei membri della Commissione tecnica scientifica e del Comitato rimborsi e prezzi dell’Aifa.

L’autorevolezza e l’autonomia scientifica dell’AIFA è supportata dalla attività di due Commissioni tecnico-scientifiche composte da esperti di comprovata e documentata esperienza nel settore. La Commissione Tecnico Scientifica (CTS) che si occupa delle attività connesse alle domande di Autorizzazione in Commercio di nuovi medicinali – sia per procedura nazionale, sia comunitaria – dei quali determina il rapporto costo-efficacia. Valuta ed esprime parere consultivo sulla classificazione dei farmaci ai fini della rimborsabilità e il Comitato Prezzi e Rimborso (CPR) che svolge l’attività negoziale connessa alla rimborsabilità dei farmaci e le determinazioni vengono poi sottoposte alla valutazione della CTS per il parere definitivo (sempre dal sitodell’AIFA).

Nel testo dell’interrogazione dei 5 stelle si legge: “Negli scorsi giorni sono state eseguite le nomine designate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni; i nuovi nominati per il Comitato Rimborsi e Prezzi (CRP) sono: Dott. Stefano Sagratella; Dott. Tiberio Corona; Dott.ssa Giovanna Scroccaro; Prof.ssa Amelia Filippelli;

i nuovi nominati per la Commissione Tecnico Scientifica sono: Dott.Antonio Giacomo Maria Addis; Dott.ssa Anna Maria Marata; Dott. Paolo Schincariol; Dott. ArmandoGenazzani;

le cronache inerenti le nomine indicano una chiara influenza delle aziende farmaceutiche”.

“Leggendo il Regolamento che disciplina il conflitto di interessi dell’Aifa, all’articolo 7 si afferma che la partecipazione di dipendenti dell’Agenzia a corsi-e conferenze sponsorizzate da case farmaceutiche non deve essere dichiarata ufficialmente. Tale comunicazione deve invece avvenire solo nel caso in cui gli esperti ricevano un compenso dalle società farmaceutiche eccedente i rimborsi spese direttamente riconducibili alla partecipazione del convegno-seminario.

Non bastasse, nell’articolo 13 del regolamento sul funzionamento della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborsi, si afferma che non possono partecipare alle decisioni sulla valutazione di un medicinale quei membri che siano stati pagati per aver partecipato allo sviluppo del medicinale in questione o a medicinali con le stesse indicazioni terapeutiche. E cosa accade invece per quelli con indicazioni terapeutiche diverse?

In sostanza, i controlli sono a maglie molto larghe e i membri della Commissione e del Comitato hanno ampia libertà di interagire e stringere rapporti professionali, pagati, con le case farmaceutiche. Se quello che è certificato da questi due pseudo-regolamenti non corrisponde al riconoscimento della complicità tra leparti, poco ci manca”.

Anche l’Associazione culturale pediatri condivide le preoccupazione del MoVimento, e infatti chiede ai suoi lettori al link http://www.acp.it/2015/08/aifa-per-il-movimento-5-stelle-enormi-conflitti-di-interesse-8857.html:

Secondo voi è normale che i dipendenti AIFA non debbano dichiarare ufficialmente la partecipazione a corsi/conferenze sponsorizzati dalle case farmaceutiche come previsto dall’articolo 7?

Secondo voi chi è pagato per lo sviluppo di un farmaco può partecipare alla valutazione per quello stesso farmaco se prescritto con indicazioni terapeutiche differenti?

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