Quante volte ci è capitato di vedere al ristorante genitori che, pur di riuscire a mangiare la pizza indisturbati, mostrano al proprio figlio lo schermo del telefono e come per magia il bambino si trasforma: da creatura urlante ad essere silenzioso e ammaliato? L’Oms ha da poco messo in allerta i genitori sui rischi che i bambini nei primi anni di età correrebbero a usare i nostri dispositivi. Ma non solo: mancanza di riposo e attività fisica sarebbero entrambi fattori determinanti per la loro salute. C’è, però, chi dice che non è abbastanza. Vediamo insieme perché…

Sono sempre con noi, fonte di collegamento costante con il mondo, di informazioni, di lavoro. Sono illuminati e colorati, pieni di immagini e video…. anche gli occhi dei bambini davanti agli schermi di smartphone, tablet e televisioni si fermano, rimangono catturati, ipnotizzati.
Guardando l’effetto che questi schermi hanno sul comportamento dei bambini, qualche dubbio che non fossero la cosa migliore per la loro la loro salute era venuto a molti genitori. Solo da poco, però, l’Oms – l’Organizzazione Mondiale della Sanità – per la prima volta ha pubblicato delle linee guida sull’utilizzo di questi dispositivi da parte di bambini sotto i 5 anni (indipendentemente dal sesso, dal contesto culturale o dallo status socio-economico delle famiglie), e contestualmente alcune direttive sulle ore di attività fisica e di sonno necessarie nella stessa fascia di età. Quel che emerge è quanto meno allarmante: i due fattori, infatti, sarebbero direttamente collegati a possibili danni per la salute dei più piccoli.

Le raccomandazioni
La prima infanzia è un periodo importantissimo per la crescita dell’essere umano: questi anni sono caratterizzati da un rapido sviluppo fisico e cognitivo del bambino, duranti i quali si formano le sue abitudini, che lo accompagneranno per gli anni a venire. È importante, dunque, non sottovalutare questa fase: all’interno del cervello di ogni bambino, nei primi tre anni di vita, i neuroni formano da 700 a 1000 connessioni al secondo. Un ritmo frenetico che non si verificherà più nel resto della vita grazie al quale l’80% del cervello si sviluppa entro il terzo anno di vita. Questo processo ha però necessità di non essere ostacolato.

Quali potrebbero essere gli ostacoli per un corretto sviluppo?
Quando pensiamo ai fattori che incidono sulla crescita, probabilmente il pensiero corre all’allattamento al seno, alle “relazioni” ed interazioni con i genitori, ad un’adeguata quantità di sonno e di movimento, nonché ad una corretta alimentazione e alla relativa limitazione di zuccheri. In pochi però, si interrogano sui possibili effetti dell’utilizzo di schermi di smartphone, tablet e televisori sullo sviluppo del nuovo nato.
Come risulta dal documento pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics1, dagli specialisti della Società Italiana di Pediatria, sono numerose le evidenze che i dispositivi elettronici hanno sulle interazioni con lo sviluppo neurocognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche e lo sviluppo emotivo in età evolutivi.
L’OMS, nel documento da poco pubblicato, comunica inoltre, che la sedentarietà è stata identificata come uno dei fattori di rischio principali di mortalità infantile ed elemento che contribuisce all’aumento di bambini in sovrappeso e obesi. Inoltre, l’interazione con i genitori è essenziale per lo sviluppo dei bambini: leggere per loro, giocare e fare attività in loro compagnia è fondamentale per un corretto sviluppo. Anche la routine quotidiana è importante: secondo l’OMS i bambini sotto i cinque anni, infatti, non dovrebbero stare alzati fino a tardi con i genitori; bensì dovrebbero poter avere sufficienti ore di riposo di buona qualità, con orari regolari. I moderni dispositivi elettronici possono essere ostacolo alla realizzazione di queste “intenzioni” in tutte queste fasi. Vediamo nel dettaglio quali sono le raccomandazioni dell’OMS2:

  • I bambini con meno di un anno: è opportuno che siano fisicamente attivi in più momenti del giorno, con almeno 30 minuti al giorno in posizione prona, ovvero a pancia in giù. Gli schermi sono sconsigliati totalmente, mentre è raccomandato un sonno di 14/17 ore dai 0 ai 3 mesi di età e di 12/16 ore dai 4 agli 11 mesi (compresi i sonnellini).
  • Dal primo al secondo anno di vita: questi bambini dovrebbero trascorrere almeno 4 ore di attività fisiche di qualsiasi intensità. L’utilizzo degli schermi dal raggiungimento del secondo anno di età non dovrebbe superare un’ora al giorno e le ore di sonno dovrebbe essere dalle 11 alle 14 ore.
  • I bambini da tre a quattro anni: si consiglia di far trascorrere almeno 4 ore di attività fisica al bambino. Il tempo davanti agli schermi non dovrebbe superare l’ora, mentre è consigliato dormire dalle 10 alle 13 ore al giorno.

Forse non basta…
Come riporta il Guardian3, secondo alcuni pediatri del Royal College of Paediatrics and Child Health le ultime linee guida dell’OMS non sono in grado di analizzare i bisogni specifici delle diverse fasce di età.
In merito ai limiti di tempo per l’utilizzo di smartphone e tablet suggeriti, non sarebbero proporzionati al danno potenziale: le ricerche pubblicate hanno infatti dimostrato che attualmente non ci sono prove sufficienti per supportare l’impostazione dei limiti di tempo per l’uso dei dispositivi elettronici, in quanto vi sarebbero una serie di altri fattori da prendere in considerazione per poterne valutare il vero impatto sulla salute. Per una famiglia con bambini di età mista, inoltre, è difficile proteggere un bambino da qualsiasi esposizione da schermi, come raccomandato.
Sempre secondo l’equipe di medici dello studio pubblicato, confrontare il sonno di un singolo bambino con le quantità raccomandate dall’OMS dovrebbe essere fatto con cautela. Tutti i bambini hanno bisogni unici, quindi la valutazione individuale è fondamentale.
Kevin McConway, professore di statistica applicata presso l’Open University, all’interno della dichiarazione rilasciata, si chiede se non sarebbe stato meglio essere meno precisi nel fornire cifre e tempi così dettagliati, senza prove sufficienti per poterli sostenere.

Insomma, ogni bambino è un mondo a sé: ascoltiamoli di più, e, in attesa che gli esperti si mettano d’accordo, usiamo il buonsenso. Più favole, più giochi all’aria aperta e più coccole; almeno su questo siamo tutti d’accordo.

 

 

  • lasciare i telefoni fuori dalla camera da letto;

  • parlare dei rischi di manipolazione delle foto e delle informazioni che vengono condivise online;

  • assicurarsi che i figli siano consapevoli e rispettino le politiche della loro scuola sull’utilizzo dei dispositivi;

  • fare almeno una pausa dopo un paio di ore di utilizzo di dispositivi;

  • assicurarsi che sappiano che possono sempre parlare con un adulto se si sentono a disagio a causa dell’uso dei dispositivi ed in particolare con i social media;

  • prevedere che durante i pasti non si usino dispositivi, in modo da avere conversazioni faccia a faccia, facendo in modo che gli adulti dedichino tutta la loro attenzione ai figli;

  • provare ad utilizzare le funzioni di alcuni dispositivi che tengono traccia del tempo trascorso nell’usarli.