Dottor Eugenio Serravalle

 

Siamo stati terrorizzati dalla possibilità di infettarci toccando le borse della spesa, il POS, la tastiera del computer, il sedile, la maniglia. Il documento dell’Organizzazione mondiale della sanità, datato 15 maggio, precisa:

Al momento di questa pubblicazione, la trasmissione del virus per COVID-19 non è stata definitivamente collegata a superfici ambientali contaminate negli studi disponibili”.

La persistenza sulle varie superfici dell’RNA virale è stata valutata in situazioni sperimentali prefissate per temperatura e grado di umidità, condizioni ben diverse da quelle presenti nelle nostre case. Altra cosa dal rilevamento del virus completo, con la sua capsula esterna indispensabile per penetrare nelle cellule dell’ospite: non c’è ancora alcuna prova pubblicata che le persone si siano infettate semplicemente toccando superfici o oggetti.

Il SARS-CoV-2 è un virus a trasmissione respiratoria.

Un soggetto, anche asintomatico, contagia attraverso gli ormai celebri droplets. Queste goccioline, peraltro trattenute dalle mascherine chirurgiche, sono costituite da acqua, cellule della mucosa orale e virus. Possono cadere su qualsiasi superficie e soggiornarvi, l’acqua presente al loro interno evaporerà, le cellule infette andranno incontro a disidratazione e il virus morirà. Toccando con le mani superfici infette prima che questo accada, quando il virus è ancora attivo, non ci si contagia, perché non c’è infezione per via cutanea, ma solo se portiamo le mani contaminate alla bocca, al naso o agli occhi e solo se le goccioline infette sono fresche, cioè emesse da poco, e solo se la carica virale è alta. Possibile, ma affatto probabile, per questo è importante lavare spesso e bene le mani.

Lavare si, sanificare quando serve.

In questi giorni assistiamo a comportamenti assolutamente inutili se non dannosi, rispondenti all’imperativo di sanificare sempre tutto. Vediamo usare spray di disinfettante all’aria aperta, qualcuno vorrebbe cospargere di varechina la sabbia delle spiagge. Non va trascurata la normale, doverosa attività di igiene, che dovrebbe essere prassi comune e quotidiana. Basta lavare le strade, non disinfettarle. Ozono, luci ultraviolette, disinfettanti a base di ammoni quaternari, scegliere qualsiasi sapone o detergente purché sia scritta sulla confezione la magica parola “disinfettante” è inutile, a volte dannoso. Adottare nelle nostre case i provvedimenti in uso negli ospedali è francamente ridicolo, come l’uso dei guanti dopo aver disinfettato le mani per accedere ad un negozio.

Negozi e attività artigiane stanno riaprendo. L’Oms ci dice che è sufficiente fare quanto si faceva prima, lavare ogni giorno tavoli, sedie e scrivanie senza ricorrere a costosi macchinari di disinfezione, senza assoldare ditte specializzate con operai in fantascientifiche tute bianche, senza tenere a distanza i conviventi. E senza aumentare i prezzi.
 
Non è una questione trascurabile: instillare nelle persone l’idea ossessiva che il vicino sia un pericoloso untore, un potenziale nemico, negare la socialità per un isolamento nell’unico spazio sicuro, quello individuale o familiare, accettare una politica fatta di obblighi e non di responsabilità sono uno scenario cui non dobbiamo abituarci.


  • Cleaning and disinfection of environmental surfaces in the context of COVID-19 WHO Interim guidance 15 May 2020
  • ECDC TECHNICAL REPORT Disinfection of environments in healthcare and nonhealthcare settings potentially contaminated with SARS-CoV-2       March 2020
  • [CDC GUIDANCE FOR CLEANING AND DISINFECTING PUBLIC SPACES, WORKPLACES, BUSINESSES, SCHOOLS, AND HOMES may 7 2020