A cura di Avv. Andrea Callaioli, Avv. Domenico Conversa e Avv. Alessandra Devetag

 

La Costituzione italiana riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo.

Così recita il I° comma dell’art. 32, ad esso interamente dedicato:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Il contenuto del diritto che la Costituzione riconosce a tutti gli individui è complesso:

la situazione di benessere psico-fisico intesa in senso ampio con cui s’identifica il bene “salute” si traduce nella tutela costituzionale dell’integrità psico-fisica, del diritto ad un ambiente salubre, del diritto alle prestazioni sanitarie e della cosiddetta libertà di cura (in altri termini, diritto di essere curato e di non essere curato).

Il diritto alla salute, come diritto sociale fondamentale, viene tutelato anche dall’art. 2 Cost.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;

essendo, inoltre, intimamente connesso al valore della dignità umana (diritto ad un’esistenza degna) rientra nella previsione dell’art 3 Cost.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

In questo momento di emergenza sanitaria, oltre a veder comprimere altri diritti e libertà, la salute viene declinata più come interesse della collettività e meno quale diritto fondamentale dell’individuo. Infatti le misure di contenimento deliberate dal Governo italiano rispondono al principio di precauzione al fine di contenere il diffondersi del coronavirus nella popolazione e questo a prescindere dal reale stato di salute del singolo individuo. 

Ma la nostra Costituzione non offre una lettura collettivista della salute; anche quando fa riferimento all’interesse di tutto il corpo sociale non solo non lo contrappone al singolo individuo, ma lo intende come somma del benessere, della salute e della dignità di tutti i consociati. Nello spirito e nelle prospettive della nostra Carta fondamentale la collettività è ‘sana’ quando ‘sani’ ne sono tutti coloro che ne fanno parte ed è per questo che la Repubblica ha il preciso impegno di rimuovere ogni ostacolo che limiti libertà ed eguaglianza, anche nel momento in cui prospetta l’adempimento dei doveri di solidarietà.

In questo quadro è opportuno riaffermare il principio per cui la salute deve essere considerata non solo come assenza di malattia. C’è bisogno di promuoverla, di tutelarla attraverso misure preventive soprattutto individuali.

Secondo la Costituzione dell’OMS, l’obiettivo dell’Organizzazione è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute”, definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”.


Per tale motivo tutti noi dobbiamo, soprattutto oggi, ripensare ai nostri stili di vita allenando l’attenzione al nostro corretto atteggiamento mentale, alla nostra sana alimentazione e ad una costante attività fisica. Queste tre componenti sono la base di partenza per costruire il nostro benessere quali individui.