La Lettera di informazione periodica di ottobre 2018 del Movimento Nograzie, un gruppo spontaneo di operatori che lavorano in diversi ambiti della Salute per proporre nuove modalità di rapporto tra il mondo della sanità e l’industria del farmaco, è dedicata interamente al “terremoto che scuote la Cochrane”. La Cochrane Collaboration, nata 25 anni fa, promuove l’uso delle prove di efficacia nelle decisioni mediche, con la produzione di revisioni e la loro diffusione attraverso le attività di 11.000 membri e oltre 35.000 sostenitori. È un’organizzazione indipendente che non accetta sponsorizzazioni; per la sua reputazione, le revisioni che produce sono consultate per stilare linee guida e influenzano le decisioni governative. L’importanza del lavoro della Cochrane è tale che, nel tempo, le sue revisioni sistematiche sono diventate una sorta di gold standard: il primo luogo in cui cercare, nonostante i limiti e le incertezze, per avere una risposta scientifica ad una domanda sulla salute. Ciò che oggi fa tremare la Cochrane è la minaccia alla sua reputazione e alla sua autorevolezza dovuta anche al solo dubbio che il risultato del suo lavoro possa essere distorto. La politica interna della Cochrane, rinnovata nel 2014, consente che gli autori di una revisione possano avere conflitti di intesse economici rispetto alla tecnologia in revisione e anche negli ultimi tre anni, se questi costituiscono una minoranza del team di revisione e se il conflitto non riguarda il primo autore (goo.gl/yWGG8E); una politica criticata internamente e ampiamente sconosciuta al pubblico. Se non risolve immediatamente questo problema lasciato per troppo tempo in sospeso, la Cochrane rischia di perdere agli occhi di medici, farmacisti, scienziati e pazienti la fiducia, la credibilità e l’autorevolezza guadagnata sul campo.

La bufera origina dall’espulsione, avvenuta il 26 settembre 2018, di Peter Gøtzsche, direttore del Nordic Cochrane Centre e co-fondatore della Cochrane Collaboration negli anni ’90. La notizia è giunta nel corso della riunione annuale mondiale della Cochrane, il Colloquium, che quest’anno si è svolto a Edimburgo. Il prof. Gøtzsche insegna Clinical Reasearch Design and Analysis presso l’Università di Copenhagen, è noto per le revisioni sull’efficacia degli screening di massa, in particolare con riferimento alla critica dell’efficacia della mammografia nella diagnosi precoce del carcinoma del seno. Si è anche occupato del conflitto d’interesse rispetto all’uso di farmaci, e ha attaccato specialmente gli psicofarmaci per inefficacia a fronte di documentati effetti indesiderati, e la psichiatria accademica per il silenzio rispetto allo svantaggioso rapporto rischio/beneficio dei farmaci in uso. Insieme a Lars Jørgensen e Tom Jefferson ha firmato una serrata critica metodologica alla revisione Cochrane sull’efficacia della vaccinazione anti-HPV. L’espulsione di Gøtzsche dalla Cochrane è stata motivata dal consiglio direttivo per l’impossibilità di gestire lamentele esterne sul suo operato ripetutamente giunte alla Cochrane e con le sue accuse all’interno degli organi direttivi che, quindi, non potevano avere serenità di giudizio. Nella sua replica, Gøtzsche attribuisce un significato fortemente politico alla vicenda, svincolandola da un contesto strettamente personale e attribuendola alla deriva commerciale dell’organizzazione che non intende inimicarsi il mondo dell’industria farmaceutica. Le sue critiche rispetto alla reale indipendenza della Cochrane vanno nella direzione sia della qualità metodologica, come per la revisione sulla vaccinazione anti-HPV, sia del tradimento della mission originaria, sia della perdita di democraticità all’interno dell’organizzazione che, a sua volta, gli contesta interventi personali in cui non ha chiarito che non parlava in veste di membro della Cochrane. All’espulsione di Gøtzsche sono seguite le dimissioni di altri 4 membri del consiglio direttivo. E’ probabile che le sue critiche alla revisione sistematica sul vaccino anti-HPV siano state la classica goccia che fa traboccare il vaso. Vale la pena quindi analizzare queste critiche, assieme alla risposta di David Tovey e Karla Soares-Weiser, rispettivamente direttore e vice-direttore editoriale della Cochrane, e alla replica di Jørgensen, Gøtzsche e Jefferson.

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