In Italia è possibile manipolare i dati degli studi scientifici, essere indagati per falso in scrittura privata, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa, e non essere rinviati a giudizio perché in Italia non è previsto questo tipo di reato.
Sono queste le conclusioni dell’indagine della Procura di Milano che ha coinvolto Pier Paolo Di Fiore (dell’Ifom), Alberto Mantovani (dell’Humanitas), Pier Giuseppe Pelicci (dello Ieo), Marco Pierotti, Maria Angela Greco, Elena Tamburini e Silvana Pilotti (dell’Istituto nazionale dei tumori).
Tra il 2005 e il 2012 Di Fiore ha ricevuto 9,37 milioni, Mantovani 3,06 milioni, Pellici 1,48 milioni, Pierotti 3,60 milioni dal ministero della Ricerca, dal ministero della Salute, dall’Istituto superiore di sanità, dal Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) ma, sono stati beccati ad “aggiustare” la documentazione poi pubblicata dalle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. Secondo i Pubblici misteri Francesco Cajani e Paolo Filippini che hanno condotto l’indagine sono emerse “nove pubblicazioni, consultabili liberamente, che contengono manipolazioni, più o meno gravi, delle immagini attestanti i presunti esperimenti”. Altre indagini scoprivano “ulteriori 17 pubblicazioni che contenevano manipolazioni delle immagini”. Poi i due consulenti scientifici incaricati dalla Procura di Milano hanno analizzato “159 articoli scientifici riferibili agli autori in trattazione e contenenti immagini ottenute con la tecnica della gel elettroforesi”. Dopo aver ridotto il campo a un campione più ristretto, hanno concluso che “sulle 32 analizzate, 25 pubblicazioni scientifiche sono risultate oggetto di manipolazione”.
Ma “le accertate manipolazioni”, scrivono i pm nella loro richiesta d’archiviazione, “sia pure preoccupanti dal punto di vista dell’impatto scientifico, rimangono per l’attuale legislazione prive di rilevanza penale” e concludono sulla necessità di “una seria riflessione sulla necessità di una disciplina penalistica ad hoc in grado di fornire una adeguata tutela nel contrasto delle frodi scientifiche”.
Negli Stati Uniti, i giudici hanno condannato e in alcuni casi perfino messo in carcere ricercatori che avevano manipolato i loro studi. In Francia la presidente del Cnrs (l’omologo del nostro Cnr), Anne Peyroche, è stata recentemente rimossa dalla sua carica per aver manipolato ricerche. In Italia invece la frode scientifica non riesce ad essere perseguita penalmente.
Gli Ordini professionali, così solleciti nel sanzionare opinioni critiche, non hanno niente da dire su comportamenti così illeciti?

 

Fonti: http://www.giannibarbacetto.it/2019/06/30/ricerca-sul-cancro-fondi-milionari-e-risultati-manipolati/