Pubblichiamo la testimonianza della nonna di Sebastian, bambino morto a 8 mesi, per insufficienza epatica fulminante, dopo vaccinazione anti-epatite B. La testimonianza è particolarmente toccante anche perché sia la mamma che la nonna di Sebastian hanno lavorato molti anni nel campo dell’assistenza a persone e animali e sebbene ciò che è stato loro insegnato le abbia portate a credere che i vaccini fossero sicuri, adesso non vaccineranno mai più. 

La testimonianza evidenzia l’importanza di una approfondita anamnesi pre-vaccinale che valuti anche la presenza di patologie del sistema immunitario nella famiglia del bambino, mentre purtroppo nella nostra realtà tali valutazioni vengono fatte in maniera poco approfondita e troppo frettolosa. Inoltre ci vuole maggior attenzione da parte dei medici e delle famiglie ad osservare i bambini dopo la vaccinazione, non esitando a sospenderla se si verificano eventi avversi già alle prime dosi.

Nella letteratura scientifica si trovano alcuni lavori che hanno valutato l’insorgenza di patologie epatiche in seguito a vaccinazione anti-epatite B, quali epatite e alterazioni dei test di funzionalità epatica. [1] Uno studio in particolare ha calcolato il rischio di problemi epatici in bambini vaccinati e non vaccinati per l’epatite B. Dai dati del 1993 del database del National Health Interview Survey è risultato che il gruppo dei bambini vaccinati aveva un odds ratio non aggiustato per l’età di 2.94 e un odds ratio aggiustato per l’età di 2.35 per disturbi epatici rispetto ai non vaccinati. [2]

Non è nostro intento fare terrorismo riguardo alla vaccinazione, ma porre attenzione su certi aspetti di questa pratica che possono essere notevolmente migliorati al fine di prevenire l’insorgenza di eventi avversi altamente invalidanti, se non fatali.

1. Geier DA, Geier MR. Hepatitis B vaccination and adult associated gastrointestinal reactions: 
a follow-up analysis. Hepatogastroenterology. 2002 Nov-Dec;49(48):1571-5.
2. Fisher MA, Eklund SA. Hepatitis B vaccine and liver problems 
in U.S. children less than 6 years old, 1993 and 1994. Epidemiology. 1999 May;10(3):337-9.

La nonna di Sebastian, Valerie Murfin, ha condiviso la sua storia:

testimonialsL’11 dicembre del 2002, quando mio nipote Sebastian aveva sette mesi, venne portato al controllo di crescita dei sei mesi. Mia figlia Natasha, sua madre, non è stata vittima di pressioni per sottoporlo ai vaccini, stava solo seguendo ciò che pensava fosse buona prassi, quello che entrambe pensavamo fosse buona prassi.

Durante quella visita, Sebastian ricevette i vaccini per DTaP, epatite e HiB. Si tratta di cinque dosi di vaccino.

Due giorni dopo, Sebastian cominciò a vomitare e comparve l’ittero. Il 15/12/2002, dopo essere diventato giallo intorno alla bocca, sua madre lo portò dal dottore perché era divenuto molto letargico. Implorava che non morisse durante il tragitto verso per l’ambulatorio del medico. Fu ricoverato all’ospedale di St. Peter, a Olimpia, dove rimase per due giorni.

Furono eseguiti vari esami che riscontrarono che il fegato di Sebastian non funzionava più bene. Dopo un’ecografia che mostrò che il suo fegato aveva smesso di gonfiarsi, fu dimesso, ma avvertirono mia figlia di non fargli sbattere la testa o altre parti del corpo perché ci poteva essere il rischio di un sanguinamento.

Prima di essere dimesso, il medico fece esami del sangue più approfonditi e disse a mia figlia che l’avrebbe chiamata, che ipotizzavano che Sebastian avesse contratto l’epatite C in qualche modo. Questo accadeva sei giorni dopo la somministrazione dei vaccini, il 17-12-2002.

Il cervello di Sebastian si gonfiò e suoi organi smisero di funzionare

“Quella telefonata arrivò il 20/12/2002 e dalle notizie mia figlia capì che era grave. Sebastian fu portato urgentemente al pronto soccorso dell’Ospedale pediatrico di Seattle dove rimase sofferente per più di un mese.

Verso la fine della sua permanenza gli occhi non erano più reattivi e uno si gonfiò orribilmente; non aveva più il riflesso di deglutizione. Penso che il suo piccolo cervello ne avesse abbastanza di tutti i farmaci assunti mentre era in ospedale. Il cervello di Sebastian era fuoriuscito dalla fontanella, non c’erano più speranze per lui e volevano spegnere i macchinari che lo tenevano in vita.

Mia figlia uscì dalla stanza, mi guardò e disse: ‘Non fargli uccidere il mio bambino, mamma.’ Dovetti dirle che era già morto. Vidi la luce spegnersi nei suoi occhi.

Staccarono la spina. Sebastian morì nelle braccia della sua mamma e del suo papà il 22 Gennaio 2003, a soli 8 mesi e mezzo. Quarantadue giorni dopo quella visita di controllo, vari organi avevano smesso di funzionare e il suo piccolo corpicino non poteva più combattere.

Il momento in cui mi sentii più impotente nella mia vita fu quando vidi l’ecografia del cervello di Sebastian. Da quel momento, tutti i suoi organi iniziarono a smettere di funzionare. Lo tennero in coma farmacologico per gli ultimi cinque giorni circa. I primi tre giorni, si svegliava ancora. Gli ultimi due giorni non si svegliava più, anche quando usciva dell’anestesia.

Se non fosse stato vaccinato, niente di tutto questo sarebbe successo.

Mia figlia avanzò il dubbio sui vaccini con il medico che li aveva somministrati e la prima risposta della donna fu che una cosa del genere non si era mai vista. Tutta via il medico in seguito ammise che i vaccini non potevano essere esclusi.

La causa del decesso riportata nel certificato di morte è ‘insufficienza epatica fulminante di eziologia sconosciuta’ anche se il patologo ha scritto a chiare lettere ‘Dal momento che il bambino è stato vaccinato meno di 24 ore prima della comparsa della malattia, NON possiamo escludere i vaccini come ente causale ‘.

Questo è quanto abbiamo di più vicino all’ammissione che i vaccini fossero responsabili. “

I vaccini sono stati l’unica causa plausibile dell’insufficienza epatica di Sebastian

” Nei giorni in cui era in terapia intensiva pediatrica in ospedale, furono eseguiti tutti i test all’epoca disponibili. Non c’era alcuna ragione fisiologica o ambientale per quell’insufficienza epatica. In ospedale continuavo a ripetere che era stato appena vaccinato, di esaminare i vaccini, ma il personale ospedaliero non fece quella correlazione.

Quando Sebastian si ammalò e fu portato in ospedale, quello fu il momento in cui anche mia figlia avanzò l’ipotesi del danno da vaccino; anche mia figlia, come me, si rese conto che quella del danno da vaccino era un’ipotesi reale. Ma i medici dell’ospedale continuavano a dire che le reazioni da vaccino non capitano mai. Se non fossi stata così insistente, loro non avrebbero neanche preso in considerazione l’ipotesi della reazione ai vaccini.

La pediatra di Sebastian fu molto collaborativa e di grande aiuto. Ritenne molto importante segnalare la reazione di Sebastian al VAERS (Vaccine Adverse Reaction Reporting System).

Abbiamo apprezzato che abbia riconosciuto cosa sia successo a mio nipote ma la morte di Sebastian non l’ha fermata dal vaccinare altri bambini.

Sul rapporto VAERS di Sebastian alcuni dati furono riportati in modo non corretto. L’età era sbagliata; aveva sette mesi quando gli furono somministrati i vaccini dei sei mesi. Abbiamo cercato di correggere le inesattezze nel rapporto, ma non riuscivamo a trovare nessuno che le modificasse.

Considerando che la maggior parte dei genitori e dei medici non ha mai segnalato una reazione al VAERS, dato che i genitori non sono informati e i dottori non sono obbligati a farlo, è facile che si verifichino errori perché non si conosce la procedura e a volte, è proprio il VAERS a commettere errori, perché gli operatori non riportano correttamente le informazioni fornite.

Oggi è difficile leggere questo documento. Sapendo quanto ha sofferto Sebastian, la mia famiglia non farà vaccinare più nessuno.”

VAERS

DETTAGLI UFFICIALI VAERS

Sebastian si ammalava sempre di più dopo ogni vaccino anti-epatite B

Quando ero in ospedale mentre Sebastian era ricoverato, ho sentito due infermiere parlare nella hall. Una lavorava presso il reparto di terapia intensiva pediatrica, dove stava Sebastian, e l’altra presso l’unità neonatale, dove si trovano i prematuri.

L’infermiera dell’unità neonatale disse all’altra ‘Abbiamo appena vaccinato tutti i bambini, spero che abbiamo letti liberi’ ossia i bambini prematuri dell’unità neonatale che stavano bene erano stati appena vaccinati e l’infermiera dell’unità neonatale stava dicendo all’infermiera dell’unità di terapia intensiva pediatrica che sperava ci fossero posti perché quei bambini adesso avevano bisogno di essere attaccati a respiratori, poiché si trovavano nel reparto di terapia sub-intensiva. A causa del vaccino anti-epatite B appena somministrato, ora quei bambini non stavano più bene. I medici e le infermiere sono più consapevoli dei danni da vaccino di quanto ci vogliano far credere.

Mia figlia non riesce ad essere la paladina di Sebastian come lo sono io. È fermamente contraria a qualsiasi tipo di vaccino, come è facile immaginare, ma nel 2003 si sentì umiliata. Lei fa il tifo per me in questa nostra battaglia. Abbiamo appreso dell’esistenza del National Vaccine Injury Compensation Program solo quattro anni dopo la morte di Sebastian. Il termine per presentare la domanda era entro due anni dalla morte, quindi era troppo tardi per noi per avanzare una richiesta.

Mia figlia scoprì di essere incinta il giorno successivo ai funerali di Sebastian. Ha avuto una bambina che compirà 12 anni a settembre 2015. La sorella di Sebastian non è mai stata vaccinata ed è in perfetta salute.

Dopo questo evento, mia figlia continuò ad avere la stessa pediatra per mia nipote, ma questa non ha mai spinto mia figlia a vaccinare la bambina. Quando mia nipote aveva circa tre anni, a causa di un cambiamento dell’assicurazione, mia figlia fu costretta a cambiare anche pediatra. Stima la Dr.ssa O’Leary e le manca e ancora oggi la porterebbe a visita, se ne avesse la possibilità, perché non le hai mai fatto pressioni per vaccinare ancora.

Anche se è stata la persona che ha vaccinato Sebastian portandolo alla morte, questa dottoressa ha compreso il motivo di quella morte e ha rispettato la scelta di mia figlia, come madre, di non rivaccinare. Era importante che avesse un medico che capisse perché non ha più voluto vaccinare.

Pensiamo che sia stato il terzo vaccino anti-epatite B la causa del declino fisico di Sebastian. Dopo ciascun ciclo contenente il vaccino anti-epatite B, Sebastian è stato sempre più malato. Dopo il primo inoculo anti-epatite B, due giorni dopo la nascita, gli venne la diarrea e gli salì la febbre. Non volle più il latte materno e si disidratò. A tre e quattro giorni di vita, mia figlia si sentiva devastata come neo-mamma perché dovette dargli il latte in polvere già alla prima settimana.

Dopo che Sebastian ricevette il secondo vaccino anti-epatite B, insieme agli altri vaccini dei due mesi, mentre sua madre era al Six Flags per una sorpresa fattale dagli amici, Jeff, il padre di Sebastian, la chiamò per dirle che il bambino era molto letargico e aveva la febbre. Jeff gli diede delle medicine e non lo perse di vista per un attimo finché all’apparenza sembrò riprendersi.

Poi gli fu somministrato l’ultimo ciclo contenente il vaccino anti-epatite B e il suo fegato collassò.

Un’altra ragione per cui pensiamo che sia stato proprio il vaccino anti-epatite B ad avere un ruolo decisivo in tutto questo è che io non posso essere vaccinata perché il mio sistema immunitario riproduce la malattia quando vengo sottoposta alla vaccinazione per prevenirla. Penso che Sebastian abbia ereditato questa caratteristica da me. Il suo sistema immunitario ha visto l’epatite e ha ucciso il suo fegato.

Dopo quanto accaduto, ho letto studi sui topi che mostrano che questo può accadere. Ho passato tre anni a curare l’allergia e grazie a questo il mio immunologo ha scoperto i disturbi del mio sistema immunitario. Dopo tre anni, alla fine ha ammesso che non c’era modo per curare le mie allergie.

In famiglia, ho un fratello con il morbo di Crohn e due cugini con il lupus; mia madre ha una malattia renale immuno-mediata. Ho una zia con l’artrite reumatoide. Siamo stati tutti vaccinati in passato. Chiaramente, i vaccini non vanno bene per tutti. I medici ti chiedono di malattie cardiache in famiglia, casi di diabete….perché non chiedono dei disturbi del sistema immunitario che potrebbero essere controindicati per uno stimolante del sistema immunitario?”

La storia di Sebastian non ha mai fatto notizia

Questo non è il tipo di storia che un sostenitore dei vaccini, tra i quali vanno annoverati i media convenzionali, farebbe mai uscire. Il punto è che finché una cosa del genere non capita proprio a te, colpendoti dritto in faccia, preferisci credere che chi sta al potere ha a cuore il tuo interesse.

Se i guadagni del tuo medico subiscono un taglio da parte della compagnia assicurativa perché non segue le misure di profilassi standardizzate e il tuo funzionario di vendita ti fa pressione per acquistare un vaccino economico, tu li acquisti in stock e tutti vengono vaccinati.

Se non vaccini, i conti del tuo medico non tornano. Se il tuo medico non conduce una buona anamnesi famigliare, o gli sfugge una qualsiasi patologia della tua famiglia, e poi dichiara che i vaccini sono sicuri ed efficaci al 100%, allora forse non ha a cuore il tuo interesse. Si tratta di guadagni considerevoli per tutti coloro che sono coinvolti.”

I vaccini per le persone sono dannosi quanto quelli per gli animali

Ho lavorato in veterinaria per 26 anni durante i quali ho somministrato centinaia di vaccini agli animali e sapevo che causavano molti problemi. Ho accumulato dubbi sui vaccini in quel campo per anni e questo mi ha portato ad abbandonare la pratica ambulatoriale e ad entrare nel campo della specializzazione, dove non erano richiesti vaccini.

Nella clinica veterinaria per la quale lavoravo ebbi grossi problemi con il modo in cui la Pfizer gestiva la vendita; si presentavano subito in modo subdolo, cercando di venderci i vaccini per gli animali. Negli anni ’90, i cani ricevevano quello che io chiamo l’iniezione dell’alfabeto (DHLPPC) per cimurro, epatite, leptospirosi, parainfluenza, parvovirus e coronavirus.

Circa l’85-90% dei cani di piccola taglia al di sotto dei 9 kg aveva reazioni avverse al vaccino per la leptospirosi. Questi cani avevano molti tipi di reazioni, alcune potenzialmente letali, altre duravano tutta la vita e alcuni morivano persino nel giro di ore. È risaputo che i Bichon Frise, quei piccoli cani dal pelo bianco, muoiono dopo la vaccinazione e molti proprietari e allevatori di questa razza non vaccinano i loro cani.

Moltissimi cani prendono la malattia per cui vengono vaccinati e il fatto che così tanti cani avessero delle reazioni era un indizio. A quell’epoca, molte persone avevano ancora cani di taglia grande ma negli anni ’90 si cominciarono a preferire i cani domestici più piccoli e questo fece crescere l’incidenza delle reazioni avverse.

Chiesi al rappresentante della Pfizer ‘Non sarebbe meglio rimuovere la leptospirosi dal vaccino?’ Rispose che rimuovere l’ingrediente non era conveniente. Avevo accumulato dubbi sui vaccini per anni, ma questo mi aprì finalmente gli occhi.

Dopo che il rappresentante della Pfizer mi rispose che non era conveniente rimuovere la leptospirosi, (cosa davvero stupida, secondo la mia modesta opinione, perché semplicemente quell’ingrediente non lo metti visto che sta danneggiando così gli animali), gli chiesi cosa consigliava allora la Pfizer. La sua risposta fu di somministrare uno steroide ad alto dosaggio (il loro prodotto di alta fascia di prezzo, altro “strappa soldi”), cinque minuti prima del vaccino.

Volevano che sopprimessimo il sistema immunitario con lo steroide Solu-Medrol® per poi invertire immediatamente la rotta e stimolarlo con il vaccino. Non aveva neanche senso dal punto di vista medico. Come ho detto prima, quella conversazione mi fece aprire gli occhi. Quel ragazzo deve avermi odiato perché iniziai a mettere in discussione qualsiasi nuovo vaccino.

Il vaccino antirabbica era il peggiore di tutti. Causava molti problemi di salute, compresi i problemi al sistema immunitario e all’intestino e ho visto cani cadere morti sul tavolo dopo aver lo ricevuto.

Ho anche visto nei gatti una grossa incidenza di carcinomi nel sito dell’iniezione. Sulle spalle, dove iniettavamo il vaccino, si sviluppavano tumori orribili. E anche se venivano sottoposti a intervento chirurgico, questo alla fine li uccideva, in un’agonia che ho visto durare per due anni. Lo dissi al responsabile perché quello che vedevo mi sconcertava. La risposta fu di vaccinare più giù sulla zampa, tenendo traccia del vaccino e della zampa iniettata. Così, se si sviluppava un tumore, si poteva amputare.

All’epoca, il vaccino contro la leucemia felina sembrava essere il vero colpevole. Adesso penso che i produttori dei vaccini fossero coscienti del fatto che tutti i vaccini potevano essere problematici. In generale, qualsiasi vaccino poteva essere la causa e loro non li testano per accertare se possono provocare il cancro; ora capisco perché, così non gli si può dare la colpa quando causano il cancro.

Se l’unico interesse delle aziende è fare soldi, tanto da non preoccuparsi dei loro pazienti, non ha senso usare i loro prodotti. A causa di ciò che stavo scoprendo e delle reazioni da vaccino che vedevo con i miei stessi occhi, abbandonai l’ambulatorio per lavorare in un campo di specializzazione dove non erano richiesti vaccini. Avrei altre storie da raccontare, ma fu in quel momento che mi si accese la lampadina. Per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini per uso umano, io pensavo semplicemente che la medicina umana DOVEVA essere diversa e più sicura, ma mi sbagliavo.”

Nella nostra famiglia non si vaccinerà mai più

Quando lasciai la clinica, iniziai a lavorare presso la Washington State University (WSU) a Pullman, WA, nell’unità di terapia intensiva del Veterinary Teaching Hospital con gli studenti del quarto anno su casi critici e di emergenza. Questo accadeva anni prima che Sebastian nascesse. Lavoravo a sei ore di macchina da dove vivevano i mie figli. Dopo la morte di Sebastian, mi trasferìì a Seattle. Rimasi nell’ambito della medicina specialistica e conclusi la mia carriera in medicina interna. Per ironia della sorte, un’alta percentuale dei nostri pazienti erano affetti da malattie immuno-mediate correlate ai vaccini.

Anche mia figlia lavorava nella stessa clinica veterinaria. Lei rimase in ambulatorio un po’ di più e lavorava lì quando Sebastian venne danneggiato dal vaccino. Penso tristemente che non diffusi i problemi che vedevo allora nei vaccini. Credevo davvero che la medicina umana DOVESSE avere misure di sicurezza maggiori di quella veterinaria.

Mi sono sempre chiesta cosa sarebbe successo se avessi urlato più forte i pericoli della pratica vaccinale, le cose sarebbero state diverse? Mia figlia mi assicura che lei aveva fiducia nel suo medico e che avrebbe comunque seguito i suoi consigli. La mia famiglia non vaccinerà più nessun membro che sia sotto la nostra cura.

Anche mia figlia ha lasciato la medicina veterinaria. Adesso lavora nel campo della medicina umana come assistente di un medico in una clinica ortopedica per piedi e caviglie. Neanche lei deve più vaccinare. Dalla morte di Sebastian, è sempre stata sincera con i suoi datori di lavoro sul fatto che non vaccinerà i pazienti e fornisce ai pazienti tutte le dovute informazioni quando è richiesta una pratica vaccinale.

Nonostante la diversità di opinioni, anche con la consapevolezza di quali danni questi vaccini possano causare, lei adora il medico con cui lavora, nonostante sia un sostenitore dei vaccini, pur se meno rigido di un tempo. Credo che lei li chiami “piccoli passi”.

Prima di diventare disabile per un incidente alla schiena nel 2008, dovetti sostituire un’amica che andava in vacanza. Nell’ambulatorio in cui feci questa sostituzione, dissi apertamente cosa pensavo dei vaccini, informandoli del fatto che non li avrei somministrati. Non mi chiamarono una seconda volta. Non tornai mai alla pratica ambulatoriale a parte quel giorno.

Oggi, il mio lavoro consiste nel condividere la storia di Sebastian e lavorare contro le leggi che sappiamo ci verranno imposte ancora nel nostro stato di Washington. Mi prende moltissimo tempo. Dobbiamo parlare a nome di coloro che non possono più farlo. In questo, ci sentiamo uniti.

Sono grata a Sallie O. Elkordy, conduttrice di ‘The Mary and Sallie Show’, che mi ha dato la possibilità di condividere la storia di Sebastian e di far sapere alle persone cosa può accadere a bambini e animali dopo una vaccinazione.

Vi prego, informatevi gente; sappiate qual è il vero rischio di infezione per una certa malattia, se volete vaccinarvi. Il nostro sistema immunitario funziona meglio quando non viene modificato chimicamente. Io incoraggio le persone a condividere la storia di mio nipote. È l’unico modo che ci aiuta a fare i conti con la sua morte.

Ho fatto io il primo bagnetto a Sebastian; questa è la mia foto preferita. Oh, se potessi, vorrei tanto dargli una grattugiata sulla testa, perché avrebbe compiuto 13 anni quest’anno e se abbracci tua nonna a 13 anni, non sei uno forte.

Scherzi a parte, ci manca molto. Non passa giorno senza che sia nei nostri pensieri. Le lacrime scendono ancora. Faremmo qualsiasi cosa per poterlo vedere, conoscere a 13 anni.

È stato un dolore molto forte per noi da sopportare, perderlo in quel modo. Come dice mia figlia, è stato come un film che non puoi interrompere o di cui non puoi riscrivere il copione. Il seguito, spero che getti luce e fermi l’olocausto dei vaccini. A noi è toccata la triste sorte di vincere la lotteria dei vaccini; con un minimo di decenza nel nostro paese, tutti gli altri non saranno più obbligati a farlo.

Se una sola persona sceglie di informarsi, se una sola persona si sveglia, se una famiglia si salva da questo buco che è stato invece scavato nelle nostre vite, questo ci ridarà un po’ di pace. Ridarà voce a questo piccolo uomo, dopo che è rimasto in silenzio per così tanto tempo.

Ti vogliamo bene Sebastian. Non ti dimenticheremo.

Con affetto, tua nonna

Valerie Murfin

Resterà sempre nei nostri cuori

Sua madre Natasha ha scritto:

Il mio piccolo birbante mi manca ogni giorno. Alcuni giorni sono più facili ma in altri è ancora difficile da mandare giù. La vita di mio figlio è stata come un brevissimo film. E proprio come un film, si è concluso con il più triste dei finali. Questo non deve succedere mai più.”