Quanto può incidere la dieta nelle donne sulla fecondità e sui tempi di concepimento? La fertilità è legata allo stile di vita e allo stile alimentare? Il fattore alimentare nei problemi di concepimento è ancora scarsamente studiato e studi precedenti si concentravano maggiormente sul ruolo della dieta in donne con diagnosi di sterilità o sottoposte a cure per infertilità. Importanti studi rivelano come, in generale, un basso consumo di frutta e un alto consumo di cibi da fast food siano associati a incrementi di infertilità e time to pregnancy più lunghi. La dottoressa Daniela Troiani ci spiega come, anche per le future mamme, il successo comincia innanzitutto a tavola!

Uno studio appena pubblicato sulla rivista Human Reproduction, una delle principali riviste di medicina riproduttiva al mondo, (Grieger JA et al, Pre-pregnancy fast food and fruit intake is associated with time to pregnancy Human Reproduction, Volume 33, Issue 6, 1 June 2018), si è proposto l’obiettivo di indagare se e quanto un’alimentazione pregravidanza ricca di cibi da fast food o di frutta possa essere associata a una ridotta fecondità e/o ad un prolungamento del tempo di concepimento (Time To Pregnancy (TTP)) .

Diversi fattori legati allo stile di vita, come il fumo e l’obesità, sono da tempo stati associati a infertilità o a un TTP più lungo, ma il ruolo della dieta preconcepimento nelle donne è stato ad oggi scarsamente studiato. Stili alimentari sani e nutrizionalmente corretti sono certamente collegati a una maggiore fertilità, ma le ricerche precedenti tendevano a concentrarsi sul ruolo che la dieta svolge nelle donne con diagnosi di sterilità o che ricevono cure per l’infertilità; l’impatto della dieta materna prima del concepimento nella popolazione generale non è stato sufficientemente indagato. Lo studio multicentrico Screening for Pregnancy Endpoints (SCOPE), condotto tra il 2004 e il 2011 su 5628 donne nullipare australiani, inglesi, irlandesi e neozelandesi, ha raccolto dati sull’assunzione alimentare riguardanti il mese precedente al concepimento durante il primo incontro (14a-16a settimana di gestazione), mediante un questionario di frequenza alimentare per frutta, verdure a foglia verde, pesce e cibo da fast food, come hamburger, pizza, pollo e patatine fritti consumati o acquistati nei fast food. Non sono stati inclusi nei dati raccolti i cibi da fast food consumati a casa (come quelli acquistati nei supermercati, ad esempio) e quindi l’assunzione di questo tipo di alimenti è probabilmente sottostimata. Le coppie che stavano ricevendo un trattamento a causa dell’infertilità di uno dei due partner sono state escluse dall’analisi.
Sono stati rilevati e corretti una serie di fattori confondenti materni e paterni mediante analisi controllate, come spiega La Dott.ssa Grieger:”La maggior parte delle donne partecipanti allo SCOPE (94%) non ha avuto una storia di infertilità. Abbiamo regolato i rapporti con la dieta pregravidanza per tenere conto di diversi fattori noti per aumentare il rischio di infertilità, tra cui l’indice di massa corporea [BMI] elevato e l’età materna, il consumo di fumo e alcol. Poiché la dieta è un fattore modificabile, i nostri risultati sottolineano l’importanza di considerare la dieta preconcezionale per favorire un concepimento tempestivo nelle donne che pianificano una gravidanza.

I risultati mostrano che assunzioni di frutta basse e di cibi da fast food elevate sono entrambe associate a modesti incrementi di TTP (Box 1 e 2) e infertilità(Box 3 e 4) Le differenze assolute tra le categorie più basse e più alte di assunzione di frutta e alimenti a rapida preparazione erano dell’ordine di 0,6-0,9 mesi per il TTP e del 4-8% per l’infertilità. L’assunzione durante il mese precedente la gestazione di verdure a foglia verde o pesce non e risultata associata a variazioni del TTP o a infertilità. Le stime sono rimaste stabili in una serie di analisi di sensibilità.

[ BOX 1 ]
Incremento del TTP(tempo di concepimento) relativo al consumo di frutta rispetto alle donne che ne consumano con una frequenza maggiore di 2 volte al giorno

  • Consumo di frutta 1 o 2  volte al giorno 6% 6%
  • Consumo di frutta da 1 a 6  volte alla settimana 11% 11%
  • Consumo di frutta da 1 a 3  volte al mese 19% 19%

[ BOX 2 ]
Diminuzione del TTP(tempo di concepimento) relativo al consumo di cibi da fast food rispetto alle donne che ne consumano con una frequenza maggiore di 3 volte a settimana

  • Consumo di cibi da fast food 2 o 3  volte alla settimana 11% 11%
  • Consumo di cibi da fast food 1  volta alla settimana 21% 21%
  • Nessun consumo di cibi da fast food 24% 24%

[ BOX 3 ]
Incremento del rischio d’infertilità relativo al consumo di frutta rispetto alle donne che ne consumano con una frequenza maggiore di 2 volte al giorno

  • Consumo di frutta 1 o 2  volte al giorno 7% 7%
  • Consumo di frutta da 1 a 6  volte alla settimana 18% 18%
  • Consumo di frutta da 1 a 3  volte al mese 29% 29%

[ BOX 4 ]
Diminuzione rischio di infertilità relativo al consumo di cibi da fast food rispetto alle donne che ne consumano con una frequenza maggiore di 3 volte a settimana

  • Consumo di cibi da fast food 2 o 3  volte alla settimana 18% 18%
  • Consumo di cibi da fast food 1  volta alla settimana 34% 34%
  • Nessun consumo di cibi da fast food 41% 41%

Nonostante i limiti di questo studio, in cui la raccolta di dati sulla dieta si è basata sul ricordo retrospettivo dell’assunzione alimentare (anche se “dato che molte donne non cambiano la loro dieta da pregravidanza rispetto a quella seguita in gravidanza, riteniamo che il ricordo delle donne della loro dieta un mese prima del concepimento sia verosimilmente ragionevole” ), ha valutato una gamma limitata di alimenti, e non ha raccolto dati sulla dieta paterna, lo studio ha un notevole punto di forza , ossia il numero delle donne reclutate. I risultati, che hanno mostrato come un minore apporto di frutta e una maggiore assunzione di cibi da fast food nel periodo preconcezionale siano entrambi associati a un TTP più lungo, hanno importanti implicazioni e sottolineano la necessità di considerare la dieta preconcezionale come un fattore fondamentale per gli esiti di fecondità, e quindi per fornire linee guida per una corretta alimentazione pregravidanza.

I ricercatori stanno proseguendo il loro lavoro e con l’obiettivo di identificare particolari modelli dietetici, piuttosto che singoli gruppi alimentari, che potrebbero essere associati al TTP.

In ogni caso, come ha dichiarato la Prof.ssa Claire Roberts, Lloyd Cox Professorial Research Fellow dell’Università di Adelaide, Australia, che ha guidato lo studio,: “Questi risultati mostrano che mangiare una dieta di buona qualità che include frutta e ridurre al minimo il consumo di cibo da fast food migliora la fertilità e riduce il tempo necessario al concepimento.