Nessun giornale lo ha riportato, ma la Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha, tra l’altro, affermato:

“Alla luce degli elementi raccolti, la Commissione conferma che vi sia una associazione statisticamente significativa tra patologie neoplastiche e linfoproliferative, e altre patologie (es. quelle autoimmuni), e la somministrazione dei vaccini secondo la profilassi vaccinale militare. La Commissione ritiene di non poter escludere il nesso di causa.”

Accanto ai rischi legati all’esposizione all’uranio, amianto e altri gas tossici, nel Rapporto conclusivo si fa riferimento anche agli effetti delle vaccinazioni multiple sui militari italiani. Vengono menzionate le affermazioni della relazione del  progetto Signum, acronimo di Studio di Impatto Genotossico nelle Unità Militari, dove sono state analizzate tutte le possibili cause dell’aumento di patologie tumorali in giovani soldati e da cui risulta che, accanto agli elevati  livelli di cadmio e nichel nel sangue dei militari, è stato riscontrato il danno ossidativo sul DNA dei linfociti, cioè delle cellule del sistema immunitario, in particolare tra i soggetti che svolgevano intesa attività all’esterno ed avevano subito 5 o più vaccinazioni. (Per approfondimento:  http://www.assis.it/vaccini-ai-militari/)

Oggi, di nuovo, la relazione della IV Commissione ribadisce come:

la vaccinazione comporta dei rischi in termine di problemi di immunosoppressione, iperimmunizzazione, autoimmunità e di ipersensibilità. … SONO BEN 22 le indicazioni di svolgere accertamenti pre-vaccinali volti ad escludere l’esistenza di eventuali stati di immunosoppressione, 7 quelle che prevedono la preventiva valutazione dell’efficienza o inefficienza del sistema immunitario, 3 quelle riferite alle necessità di escludere malattie autoimmuni, 9 le malattie oncologiche e, a vario titolo, ben 11 che chiedono una vera e propria analisi dell’eventuale immunodeficienza.

Dall’analisi dei prospetti emerge che i vaccini che hanno un alto contenuto di componenti in termini quantitativi, ma anche di varietà di componenti estranei, presentano più reazioni avverse. Inoltre è il caso di rimarcare che i dati trasmessi dalle aziende produttrici evidenziano l’indicazione di una serie di malattie autoimmuni (indicate in grassetto e con asterisco in tabella) come effetti indesiderati o reazioni avverse alla vaccinazione. Va sottolineato che il monitoraggio delle reazioni avverse viene svolto in un periodo molto ristretto dopo la vaccinazione, motivo per cui sono molto più frequenti le reazioni avverse immediate, mentre le reazioni rare sono relative a patologie più a lungo termine e che richiedono un campione di popolazione molto ampio, spesso non raggiunto in fase di autorizzazione all’immissione in commercio. Per tale motivo le reazioni avverse non acute sono notevolmente sottostimate.

la Commissione conferma ancora una volta le conclusioni già evidenziate dal Progetto SIGNUM, nonché dal lavoro del Prof. Nobile sulla Brigata Folgore – per quanto riguarda la necessità di non somministrare contemporaneamente più di 5 vaccini monovalenti monodose sui militari: tale modalità di inoculazione appare, dunque, la più corretta per evitare l’insorgere di reazioni avverse.

Pubblichiamo la versione integrale del documento per permettere una verifica precisa. Rimandiamo a successivi articoli per approfondimenti sulla relazione, oggi preferiamo dare voce ad Andrea Rinaldelli, padre di Francesco (deceduto dopo quattro anni dall’arruolamento per linfoma di Hodgkin senza essere stato mai inviato in missione).

“Finalmente viene alla luce tutto, tutto ciò che io vado dicendo da almeno 12 anni, che il problema è complesso e non riguarda solo l’uranio che viene indicato dai vari TG come unico responsabile di tutto. Cari amici, non è così, o per meglio dire, non e propriamente così, quello che è emerso dalla relazione di chiusura della recente Commissione Uranio, che nel suo mandato istitutivo si doveva interessare anche di Amianto, Randon, Vaccini e Vaccinazioni. In base a quello che ci hanno proposto e ci proporranno i vari TG, sembrerebbe che sia stata trovata la ragione di tutti i mali e cioè che i nostri militari si sono ammalati per colpa soprattutto dell’uranio, poi a seguire dell’amianto e via via altri agenti tossici. La dimenticanza dei Vaccini come potete immaginare è colpevolmente voluta, dato che quello delle vaccinazioni è uno degli argomenti predominanti nella campagna elettorale. Ma se andate a leggere attentamente nella relazione a pag. 146 e poi 151 vi accorgerete che non è poi così secondaria, anzi è forse uno degli argomenti determinanti che hanno permesso di far luce sugli aspetti più controversi della ormai ventennale vicenda. Ma aldilà di questi aspetti propriamente tecnici, la cosa più importante che emerge dalla relazione, e che da sempre è il mio pensiero, è il coinvolgimento dell’amministrazione della Difesa nel non rispetto delle procedure, norme, regole, protocolli a 360° della protezione dei nostri militari, dal momento in cui vengono arruolati al momento in cui vengono impiegati in tutte le missioni, SIA IN ITALIA CHE ALL’ESTERO. Uso la lettera maiuscolo perché un altro messaggio presente nei vari TG è quello di far passare l’idea che si ammalano solo i militari impiegati in missioni all’estero ed in siti riguardante l’Esercito e proprie basi. Invece non è così: molti o forse meglio dire la maggioranza si è ammalata prestando servizio, come mio figlio, in luoghi che non riguardano siti dell’Esercito e senza essere mai stati impiegati in nessun luogo o missione. A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa è successo a questi ragazzi, a TUTTI nessuno escluso? La risposta è scritta nella relazione e negli atti che saranno in archivio, alla cui redazione ho contribuito in tutti questi anni, ma forse la risposta è più semplice di quanto possiate pensare. Se non si mettono in atto tutte le precauzioni per proteggere i nostri ragazzi, prima, durante, dopo il loro servizio, come si può escludere di impiegare in servizi delicati militari non in perfetta salute come dovrebbe essere? ES: Francesco Rinaldelli è stato arruolato con una malattia grave (Linfoma) e senza alcuna anamnesi, come potevano sapere, senza indagare? Aspettiamo fiduciosi gli sviluppi.”

Signum – Relazione finale -Camera dei Deputati