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La grande paura:
fatti, dicerie e invenzioni sulle meningiti.
(1 parte)

1 Mar , 2015  

statistiche1La meningite così come viene descritta dai mass-media fa troppa paura, e questo provoca comportamenti emotivi e impedisce ragionamenti razionali.Pubblichiamo un intervento del dott. Eugenio Serravalle, Presidente di AsSIS, suddiviso in due parti. La prima riguarda le infezioni da haemophilus influenzae, la seconda quella da meningococco.

a cura del Dottor Eugenio Serravalle – © Riproduzione Riservata

La “Grande Paura” fu un fenomeno di panico collettivo che si propagò contemporaneamente da punti diversi delle campagne francesi tra il luglio e l’agosto 1789, l’anno della Rivoluzione.1 Gli storici la studiano perché costituisce uno dei primi esempi relativamente ben documentati dei meccanismi di auto-suggestione e auto-inganno che possono innescarsi in una comunità, non ristretta, ma addirittura estesa su scala nazionale. In genere si tende a credere che fenomeni simili possano generarsi tanto più facilmente quanto più s’inquadrano in ambienti sociali e culturali tipici di epoche diverse da quella attuale, caratterizzati cioè da scarsità d’informazioni, difficoltà di verificare le notizie, inaffidabilità di queste ultime a causa di un sistema di comunicazioni consistente in buona parte nel “passa parola”.

Nonostante la diversità delle due discipline, storia e medicina, quest’ultima potrebbe fornire alcuni utili casi di studio al genere di storiografia che indaga il modo in cui si forma un’opinione all’interno di un gruppo sociale, in modo del tutto indipendente dai fatti oggettivi. Il caso più appropriato sarebbe proprio quello della percezione sociale del pericolo delle meningiti negli ultimi decenni, percezione che ha assunto più volte il carattere del panico collettivo, fenomeno quanto mai singolare in un’epoca che ha assistito alla rivoluzione informatica, grazie alla quale conoscenze, dati, e possibilità di verifica puntuale delle informazioni sono a disposizione della maggior parte, anche se non di tutta, la popolazione. Va anche detto, però, che questo fenomeno, a differenza di quello studiato dagli storici francesi, non ha per nulla il carattere della spontaneità, ma, come vedremo, è stato favorito e artificialmente alimentato ancora una volta dall’anomalo intreccio d’interessi tra industria farmaceutica, mondo della politica, e autorità sanitarie.

Inizia così il paragrafo dedicato alle meningiti del mio ultimo libro Vaccinazioni: alla ricerca del rischio minore.

Quanti lo hanno letto sanno che non è mia abitudine nascondere o manomettere i dati, anzi ho esposto dettagliatamente i diversi tipi di meningite e le loro possibili conseguenze, chiarendo perché ci si possa attendere dal vaccino effetti limitati, o addirittura indesiderati, ed evidenziando l’entità del rischio di contrarre la malattia attraverso un confronto con altri rischi ritenuti, nella vita quotidiana, accettabili o addirittura non rilevanti. Non ho taciuto le possibili gravi conseguenze della malattia perché il mio intento non è minimizzarne la natura, bensì di ricondurre entro termini realistici il rischio effettivo di contrarla.

Cosa è la meningite?

La meningite è un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi). La malattia generalmente è di origine infettiva, può essere causata da virus, da batteri o da funghi2. La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune, solitamente non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di una decina di giorni.

La forma batterica è più rara ma più importante clinicamente. Tra i casi a eziologia nota, il patogeno più frequentemente identificato è stato lo Streptococcus pneumoniae (indicato come pneumococco), seguito da Neisseria meningitidis (indicato anche come meningococco), e da Haemophilus influenzae (indicato come emofilo.)3.Dove la tubercolosi è ancora diffusa, il suo agente patogeno, il Mycobacterium tubercolosis, è ancora una temutissima causa di meningiti. Ma qualsiasi batterio può provocarla, da quelli che in genere causano una banale cistite, come l’Escherichia Coli, a quelli che provocano diarrea, come le Salmonelle. Anche la Listeria monocytogenes, un batterio ubiquitario che può contaminare gli esseri umani attraverso il cibo provocando la listeriosi.

Non può pertanto esistere un unico vaccino contro “la meningite”.

Sintomi e diagnosi

I primi sintomi della meningite possono facilmente essere confusi con quelli di una qualsiasi malattia acuta. Possono peggiorare nell’arco di un paio di giorni, ma in qualche caso il decorso della malattia è molto rapido, con il rischio di un grave danno cerebrale o di morte.
La malattia classicamente si manifesta con:

  • irrigidimento del collo

  • febbre alta

  • mal di testa acuto

  • vomito o nausea

  • senso di confusione

  • sonnolenza

  • convulsioni

  • fotosensibilità

Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti. Può esserci una spiccata irritabilità, con pianto, ipersensibilità agli stimoli esterni e sonnolenza sopra la norma. A volte si nota l’estroflessione della fontanella cranica, che assume un aspetto bombato.
L’infiammazione provoca un accumulo di cellule infiammatorie nel liquor cerebrospinale, con un aumento della pressione all’interno del canale spinale e della scatola cranica. La diagnosi si esegue con un’analisi del contenuto del liquor cefalo-rachidiano (il liquido in cui è immerso il cervello e il midollo) tramite la puntura lombare e con una coltura batterica. Un intervento tempestivo può costituire l’unica possibilità per salvare la persona malata.

Aspetti epidemiologici della meningite

Nei paesi ad alto reddito e a clima temperato il numero di casi di meningite è piuttosto sporadico e non causa frequentemente importanti focolai epidemici. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention americani l’incidenza della meningite nel mondo è di 0,5-5 casi per 100 mila persone4. In Italia dal 1996 è attivo un sistema di sorveglianza dedicato alle meningiti batteriche che negli anni successivi si è ampliato a includere tutte le malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo.

Dati di sorveglianza delle malattie batteriche invasive aggiornati al 31 ottobre 2014 (Istituto Superiore di Sanità)issmen

ANNO

TOTALE
CASI

Streptococcus
pneumoniae
Neisseria
meningitidis
Haemophilus
influenzale
StreptB
M.Tubercolosis
Listeria
Altro
Non
identificato

2013

1369

963

162

78

20

9

47

63

54

2012

1178

797

137

63

18

10

40

71

58

2011

1113

730

152

49

14

8

40

61

78

2010

1343

848

149

70

21

15

68

82

70

2009

1276

738

187

54

16

10

55

79

137

2008

1255

691

180

49

24

13

56

84

158

2007

1063

524

183

38

27

13

44

78

156

2006

768

270

179

20

20

8

33

74

164

2005

1033

290

324

30

28

14

28

99

220

2004

982

300

343

19

34

16

35

67

168

2003

966

308

277

35

21

18

26

79

202

2002

838

228

217

38

29

33

36

70

187

2001

802

232

208

54

26

24

32

56

175

2000

910

243

250

57

26

33

39

65

197

1999

1057

306

275

84

30

52

36

65

209

1998

841

258

155

96

32

32

33

57

178

 

Meningiti e informazione

I recenti fatti di cronaca, e le sollecitazioni di molti lettori mi spingono a nuove riflessioni sulla situazione odierna, che non è affatto nuova. Lo scenario è identico a quanto avvenuto negli anni scorsi, amplificato dalla recente commercializzazione di un nuovo vaccino contro il meningococco B di cui scriverò in una prossima occasione. Oggi voglio segnalare che, ancora una volta, l’amplificazione mediatica ha portato a fenomeni d’isteria collettiva in mancanza di una chiara, corretta e diffusa informazione scientifica.

Perché proprio d’isteria mediatica dobbiamo parlare, quando l’invito a vaccinarsi si trasforma in un imperativo categorico, mettendo in un unico calderone i casi di meningite provocati dai vari agenti responsabili della malattia, con una confusione determinata non nell’informare ma nel terrorizzare i genitori. La strategia del catastrofismo è l’unica proposta da chi non vuol permettere alle persone di costruirsi un’idea propria, di ragionare, di scegliere consapevolmente.

Così appaiono titoli cubitali dedicati alla tragica notizia della morte di un ragazzo per meningite da meningococco C, dando meno rilievo al fatto che fosse stato in precedenza vaccinato, perché non si può ammettere che i vaccini non sono sempre efficaci.

Tra gli esempi di un’informazione catastrofista non ne scelgo qualcuno dalla grande stampa, nonostante gli esempi non manchino. Riporto i contenuti di un articolo apparso sulla pagina dell’Ospedale pediatrico di Roma Bambini Gesù, consultabile al link: http://www.ospedalebambinogesu.it/meningite-sotto-accusa-il-calo-delle-vaccinazioni#.VO67HCzLohz dal titolo Meningite: sotto accusa il calo delle vaccinazioni e dove si attribuisce la responsabilità di 3 ricoveri per meningite da Haemophilus influenzae di tipo B al crollo delle coperture vaccinali. Alberto Villani, Responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive del Bambin Gesù – afferma che «Per questa malattia c’è un vaccino specifico che protegge i bambini dal rischio di contrarla e perciò riteniamo che la recrudescenza dei casi sia legata al calo delle vaccinazioni. In mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio responsabile circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore». L’articolo continua con toni ancor più allarmistici, sostenendo che “questa forma di meningite si riteneva debellata. In Italia nel 2003 ci furono 5 casi, 1 nel 2012” E utilizza il mancato raggiungimento di una coperture prevista per la vaccinazione contro il morbillo per confondere la situazione e la distinzione tra vaccini obbligatori e facoltativi.

Dati e coperture vaccinali

Nello sviluppare il nostro pensiero, useremo i dati forniti dall’Istituto Superiore di sanità. Altre informazioni, cioè quelli adesso in esclusivo possesso dell’Ospedale romano, ci piacerebbe che venissero resi pubblici subito. E’ lecito comunicare se i tre bimbi in oggetto erano vaccinati? E se non lo erano, è forse dipeso dal fatto che la prima vaccinazione si esegue al 3° mese e che pertanto l’età di almeno due dei tre bambini malati non ha permesso l’immunizzazione? In cambio forniamo la tabella delle coperture vaccinali. Il dato nazionale indica un valore del 94,6%, e addirittura del 97,8% per il Lazio. La “famosa” immunità di gregge dovrebbe essere assicurata, e il calo delle vaccinazioni denunciato non appare confermato dai numeri. ped2013

La meningite da Haemophilus influenzae

Haemophilus influenzae: si tratta di un gruppo di batteri che, nonostante il nome, non hanno rapporto con il virus influenzale. Nel genere Haemophilus, la specie Haemophilus influenzae è la più importante per le patologie che può provocare. Essa comprende 6 sierotipi, classificati con le lettere A/F, ed un gruppo di ceppi non capsulati. L’Haemophilus influenzae di tipo B (HIB) è il ceppo patogeno più importante. Colpisce prevalentemente neonati e bambini di meno di 2 anni. Gli Emofili fanno parte della normale flora batterica della gola o del naso, dove non danno alcun problema e si trasmettono da una persona all’altra per via aerea, con le goccioline della saliva emessa con la tosse o lo sternuto. Quasi tutti i bambini durante i primi 5-6 anni di vita vengono a contatto prima o poi con l’Emofilo. In genere, a seguito di questo contatto, essi non subiscono alcun danno e sviluppano gli anticorpi che li proteggeranno nelle età successive. Tuttavia in alcuni casi, l’Emofilo riesce a raggiungere il sangue e, tramite questo, a localizzarsi in altri organi dove causa malattie molto gravi. Tra queste la più frequente è la meningite. Con frequenza minore il germe può causare epiglottite (infiammazione grave e improvvisa delle prime vie aeree con sintomi di soffocamento) e sepsi (infezione diffusa nel sangue). Queste malattie, dette “forme invasive”, colpiscono quasi esclusivamente i bambini al di sotto dei 5 anni di età. Possono determinare inoltre otiti, polmoniti, congiuntiviti. Il motivo per cui le infezioni da Emofilo sono particolarmente gravi nei primi anni di vita risiede nella struttura del germe e nelle caratteristiche immunitarie del bambino. L’Emofilo, infatti, possiede una capsula protettiva che lo rende resistente alla distruzione da parte dei globuli bianchi. Contro questi germi l’organismo adulto produce determinati anticorpi che invece il bambino piccolo, per una fisiologica immaturità del sistema immunitario, produce in quantità molto bassa. Per questo motivo il bambino piccolo non è in grado di difendersi dalle malattie causate dall’Emofilo.

Epidemiologia

Il numero dei casi d’infezioni invasive (meningiti e sepsi) da Haemophilus influenzae rimane limitato.

CASI DI MENINGITE E SEPSI DA HAEMOPHILUS INFLUENZA PER ANNO E FASCE DI ETA’

0

1-4

5-9

10-14

15-24

25-64

>64

n.i.

TOTALE

1994

32

41

3

2

1

1

4

2

86

1995

44

59

6

0

1

4

1

1

116

1996

46

66

2

4

0

9

1

2

130

1997

42

43

2

0

2

5

3

2

99

1998

43

38

3

4

1

4

3

0

96

1999

26

37

4

0

1

11

5

0

84

2000

21

17

0

1

2

9

6

1

57

2001

10

19

2

1

0

10

12

0

54

2002

9

6

5

2

0

12

4

0

38

2003

8

8

1

0

0

14

4

0

35

2004

3

2

2

0

2

6

4

0

19

2005

2

4

1

1

2

12

8

0

30

2006

3

2

0

1

0

11

3

0

20

2007

1

3

0

0

1

13

20

0

38

2008

2

4

1

2

0

18

22

0

49

2009

6

3

0

0

1

18

26

0

54

2010

7

3

1

1

2

27

28

0

69

2011

3

2

1

1

2

18

22

0

49

2012

7

1

2

1

0

22

30

0

63

2013

4

3

3

0

1

29

38

0

78

menemofNel corso degli ultimi 3 anni si è osservato un incremento dell’incidenza (da 0,08 casi per 100.000 nel 2011 a 0,13 nel 2013) (Tab. 13) anche nelle fasce d’età che dovrebbero essere coperte dalla vaccinazione.meninc2013

Identificazione dei sierotipi

I grafici che abbiamo riportato riguardano le infezioni da emofilo in toto, non da emofilo di tipo b, l’unico per cui esiste il vaccino. L’identificazione esatta del sierotipo di emofilo responsabile della malattia non è eseguita in tutti i casi, e queste informazioni così incomplete rendono difficile una corretta valutazione dell’efficacia della vaccinazione di massa.

Dai rapporti di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità è evidente che la tipizzazione avvenne in un numero limitato di casi nel periodo 2007/2010:mendist

Dei 190 casi notificati nel periodo 2011-2013, l’informazione sulla tipizzazione è disponibile per il 62% dei casi (117/190). Nel 2013 la quota di ceppi con sierotipo noto è stata del 68% (53/78) nel 2012 del 56% e nel 2011 del 59%. Le cose non sembrano migliorare: nel corso dei 10 mesi del 2014, la percentuale dei ceppi tipizzati è scesa al 36% (22/61), suggerendo la necessità di implementare l’attività di sierotipizzazione a livello regionale e/o migliorare la percentuale d’invio dei ceppi all’Istituto Superiore di Sanità.

Quindi il grafico che tenga conto delle meningiti da emofilo di tipo b, prevenibili con la vaccinazione è il seguente:menemob

Nel Report che si riferisce agli anni 1994-2006, non è riportata alcuna indicazione sulla tipizzazione. La vaccinazione è stata introdotta in Italia nel 1995 su base volontaria, inclusa nel Calendario Nazionale delle Vaccinazioni nel 1999 e poi somministrata nell’esavalente. E’ evidente che questa decisione non è stata assunta in base a conoscenze esaustive e informazioni epidemiologiche esaurienti.

Sierotipi non vaccinabili

Come in tutti gli anni precedenti di cui abbiamo i dati, nel 2013 è evidente la netta predominanza dei ceppi non capsulati che rappresentano oltre l’80% del totale dei ceppi tipizzati. I casi dovuti al sierotipo b, gli unici prevenibili mediante vaccinazione, si mantengono rari (nessun caso nel 2011, 6 casi nel 2012, 5 casi nel 2013). mendist1

I casi dovuti al sierotipo b, gli unici prevenibili mediante vaccinazione, si mantengono rari (nessun caso nel 2011, 6 casi nel 2012, 5 casi nel 2013).

menbstat

Questo fenomeno non è solo italiano. Riportiamo i dati canadesi, dove è evidente che, a una riduzione del sierotipo b fa seguito un aumento dei sierotipi non vaccinabili5mencanmencan2

Fallimenti vaccinali

Se un bambino vaccinato si ammala a causa dell’haemophilus influenza di tipo b si parla di fallimento vaccinale (ovvero si considera fallimento una malattia invasiva da Hib insorta 2 settimane dopo la somministrazione di una singola dose in un bambino > 1 anno o alternativamente 1 settimana dopo 2 dosi in un bambino di <1 anno). Non rientra nella categoria dei fallimenti vaccinali quanti si ammalano a causa di sierotipo diverso dal b, perché il vaccino può proteggere solo da questo sierotipo. Nel periodo 2007-13 sui 35 casi di malattia invasiva da Hi presentatisi in soggetti precedentemente vaccinati, almeno 5 hanno contratto un’infezione proprio da sierotipo b, per la quale avrebbero dovuto essere protetti (3 fallimenti in bambini di 10 mesi, 3 anni e 5 anni, e 2 fallimenti parziali). Nel 2014, con dati ancora parziali, sono stati registrati 2 fallimenti vaccinali (2 e 5 anni).

La percezione del rischio

La meningite spaventa i genitori più di tante altre malattie. Non c’è da stupirsene: i mezzi di comunicazione amplificano a dismisura l’allarme per questa malattia, basandosi su dati di fantasia o posti in modo distorto. Una corretta informazione è un problema di primaria importanza, e fornirla è compito dei medici e delle autorità sanitarie. Non si vuole qui negare che la meningite sia una malattia terribile. Il punto è che occorre una corretta informazione per rendere le persone consapevoli dell’ordine di grandezza dei fenomeni di cui si sta parlando.

Per esempio: i casi totali di meningite nel 2013 stati 1369, di cui 78 attribuibili all’emofilo, e 5 causati dal sierotipo b. Nello stesso anno si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti (entro il 30° giorno) ammonta a 3.385, quello dei feriti a 257.4216. Secondo uno studio dell’Istituto superiore di sanità nel 2007 si sono registrati 387 morti e circa 440 ricoveri per annegamento, con un tasso di mortalità pari a 11,1 morti per milione/anno nei maschi e 2,2 morti per milione/anno nelle femmine, con un tasso medio di 6,5 morti per milione di abitanti/anno. Impressionante il dato storico: dal 1969 al 2007 sono decedute per annegamento 27.154 persone, per l’82 per cento maschi. 7

E’ evidente che “le meningiti non rappresentano un pericolo di sanità pubblica8 come ha affermato Alessandro Lizioli, Direzione generale sanità – Regione Lombardia, e, si noti, favorevole all’introduzione della vaccinazione di massa.

L’incidenza della meningite nel nostro paese non costituisce, infatti, un problema ingente di sanità pubblica, tuttavia la percezione del rischio legata a questa malattia è tale da sollevare il dubbio sull’utilità di vaccinare tutti i bambini. 9

Ho evidenziato in neretto l’espressione “percezione del rischio”, perché essa è cosa molto diversa dal rischio stesso. Il punto è verificare chi determini la percezione del rischio tra i genitori e l’opinione pubblica in genere: le autorità sanitarie nella loro funzione di garanti della salute pubblica, o una macchina politica sempre più invasiva dell’autonomia professionale della classe medica e paramedica, che estende la logica dell’affarismo, dello scambio clientelare, dell’appalto truccato anche a un settore delicatissimo come la sanità. Un esempio illuminante è il modo in cui i mezzi d’informazione in modo compatto e allineato hanno provveduto a trasmettere all’opinione pubblica un messaggio assolutamente distorto nel 2007, in occasione di alcuni casi di meningite nel Veneto. Di questo parlerò in un prossimo intervento.

1 G. LEFEBVRE, La grande paura, Torino, Einaudi, 1953.
2 Tunkel A, Schilder AG. Acute Meningitis.
In: Mandell GL, Douglas RM, Bennet JE, editors. Mandell, Douglas, and Bennett’s Principles and practice of infectious diseases.
Sixth Edition ed. Philadelphia: Elsevier; 2005. p. 1083-126.
3 Epicentro URL: http://www.epicentro.iss.it/problemi/meningiti/meningite.asp
4 Angus DC, Linde-Zwirble WT, Lidicker J, Clermont G, Carcillo J, Pinsky MR.Epidemiology of severe sepsis in the United States: analysis of incidence, outcome, and associated costs of care. Crit Care Med 2001 Jul;29(7):1303-10
5 http://dsol-smed.phac-aspc.gc.ca/dsol-smed/ndis/charts.php?c=yl
6 http://www.istat.it/it/archivio/137546
7 http://www.sindacatobalneari.it/sites/default/files/Rapporto%20sugli%20annegamenti%20in%20Italia.pdf
8 http://www.epicentro.iss.it/discussioni/meningiti/lizioli.asp
9 http://www.epicentro.iss.it/discussioni/meningiti/meningiti.asp

, ,


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