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Con la «spending review» e l’obbligo per i medici di prescrivere il principio attivo, dando la possibilità di acquistare il farmaco generico gratuito, si è cercato di difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini e di non cadere nelle trappole di abili rappresentanti delle case farmaceutiche….

In campo veterinario non solo questa opportunità praticamente non esiste per il fatto che una norma di legge obbliga ad utilizzare e prescrivere il solo farmaco per uso veterinario, consentendo il ricorso al farmaco per uso umano in casi eccezionali e solo se non esiste l’omologo, ma addirittura moltissimi farmaci per uso veterinario hanno un prezzo enormemente maggiore rispetto agli equivalenti per uso umano, infatti a parità di principio attivo, concentrazione, numero di compresse e spesso eccipienti il prezzo è superiore anche di novanta volte. (il confronto dei prezzi di alcuni prodotti è visibile sul sito www.farmacoveterinario.it).

Ricordiamo inoltre che l’iva al 22 per cento, come se si stesse riparando la lavatrice e non curando un essere vivente, fa sì che i farmaci destinati agli animali abbiano un ulteriore aumento del prezzo gettando nella disperazione chi ha difficoltà a curare il proprio amico.

Se è vero che sul prezzo del medicinale veterinario incidono aspetti produttivi, commerciali e distributivi che rivestono un ruolo rilevante nella sua definizione e che ogni principio attivo venga studiato sulla specie animale a cui è destinato, con indicazioni e posologie accuratamente sperimentate per ognuna di esse; è altrettanto vero che spesso la logica non accompagna le scelte produttive e commerciali delle aziende come ad esempio nel caso degli oppioidi (morfina e suoi derivati), usati soprattutto per il controllo del dolore chirurgico, che, oltre a costare dalle 3 alle 5 volte in più rispetto agli omologhi per uso umano, vengono confezionati in flaconi a tappo perforabile che, un’altra recente e sciagurata normativa, impone di smaltire dopo 28 giorni dalla apertura anche se ne è stata prelevata una sola dose e anche se la data di scadenza è di due anni avanti. Gli stessi prodotti, per uso umano, sono tutti in comode fiale monouso….

Per i farmaci ad uso umano è L’AIFA svolgere un’azione di monitoraggio sui prodotti con obbligo di prescrizione (ricetta), verificando il rispetto di due condizioni: – il prezzo del medicinale,che può essere aumentato ogni due anni e viene stabilito mediante contrattazione tra AIFA ed Aziende farmaceutiche, e – l’incremento del prezzo stesso che non può superare l’inflazione programmata.

Nel caso dei medicinali veterinari, invece, che ricordiamo non sono rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, questa attività di contrattazione non trova fondamento.

Chi dovrebbe tutelare allora i proprietari di animali rispetto all’aumento dei prezzi? Il Ministero della Salute se ne tira fuori dichiarando che “le dinamiche che inquadrano l’immissione in commercio e la determinazione del prezzo dei medicinali umani sono molto diverse da quelle del settore veterinario ed è difficile, se non impossibile, operare un parallelismo tra i due ambiti.”

Presso il Consiglio dell’Unione Europea è attualmente in discussione una nuova proposta di regolamento dei farmaci veterinari che mira anche a rendere reperibile nell’UE un numero maggiore di medicinali per curare e prevenire le malattie degli animali. Le semplificazioni previste per le procedure di autorizzazione dovrebbero portare all’auspicata maggiore disponibilità degli stessi e, di conseguenza, favorire la riduzione dei prezzi.

Intanto 200 medici veterinari italiani scrivono una lettera aperta ad AISA (Ditte farmaceutiche veterinarie) e Ministero della Salute per denunciare questa situazione, questa lettera termina con una frase che non può che essere sottoscritta: “Lasciare i nostri animali nella sofferenza, e i loro proprietari nell’angoscia di non poterli curare adeguatamente, è inaccettabile per un paese che si definisce avanzato e civile.”

I Medici Veterinari che volessero sottoscrivere la lettera possono farlo contattando il Dott. Oscar Grazioli, che ringraziamo, anche tramite il suo blog http://www.oscargrazioli.it/