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Le organizzazioni che sostengono tutte le vaccinazioni sono realmente indipendenti?

26 Nov , 2017  

I vaccini sono considerati uno dei più grandi successi della salute pubblica. Ma la promozione di tutti i vaccini è di per sé necessariamente utile o dipende da altri fattori? Peter Doshi indaga sul mondo semi-trasparente delle organizzazioni che promuovono le vaccinazioni in un articolo dal titolo The unofficial vaccine educators: are CDC funded non-profits sufficiently independent? di cui a breve verrà pubblicata nostra traduzione integrale sul BMJ.

Nell’articolo Doshi illustra come i programmi di vaccinazione siano stati a lungo un fulcro dell’attività di salute pubblica ma allo stesso tempo le politiche di coercizione siano sempre state controverse. Sull’onda delle recenti “epidemie” di morbillo, Francia e Italia hanno deliberato l’obbligatorietà per i bambini di diversi vaccini. Anche nel Regno Unito è in atto un dibattito sul ricorso all’obbligatorietà e sul rischio che queste norme possano minare il rapporto di fiducia tra gli utenti e gli operatori sanitari con risultati addirittura controproducenti.

Anche negli Stati Uniti, nel 2015, un comitato consultivo federale ha segnalato che la fiducia dei cittadini nei confronti dei vaccini non può essere data per scontata, di conseguenza, proprio come accade in Italia, alcune importanti organizzazioni di promozione dei vaccini sono intervenute per sostenere la necessità di misure coercitive.

Ma questi gruppi – che si presentano come fonti attendibili di informazioni – forniscono al pubblico informazioni indipendenti?

Doshi esamina le organizzazioni americane senza fini di lucro che durante l’iter della legge californiana che ha abolito l’esonero vaccinale per motivazioni personali si sono schierate a sostegno di tale provvedimento: Every Child By Two (ECBT), l’American Academy of Pediatrics (AAP), l’Immunization Action Coalition (IAC).

Tutte queste associazioni hanno un’importante attività online ove promuovono sé stesse come fonti di informazioni affidabili sui vaccini; tutte ricevono finanziamenti sia dai produttori di vaccini che dai CDC (centri per il controllo delle malattie e prevenzione) con un obiettivo comune: diffondere la pratica vaccinale anche oltre la politica ufficiale governativa e, nel caso dei vaccini antinfluenzali, anche contro le evidenze scientifiche.

Ufficialmente, il CDC ha una posizione neutrale sull’obbligatorietà vaccinale, affermando al BMJ: “La politica dei CDC è di non assumere posizioni specifiche sulla legislazione degli Stati.” ma poi il CDC stesso finanzia le organizzazioni no profit che lavorano attivamente in questo senso… sebbene la legge federale degli Stati Uniti vieti l’uso di un premio in denaro dal CDC per attività di lobbying.

Le relazioni finanziarie tra CDC, produttori di vaccini e organizzazioni a sostegno dei vaccini, i cui produttori hanno anche finanziato una coalizione che mira ad aumentare il budget del governo federale per tenere il passo con l’aumento dei costi derivati dal crescente programma di vaccinazione, sono intricate.

Doshi cerca di ricostruire l’entità dei finanziamenti che tali associazioni ricevono e si rivela essere un lavoro complesso.

  • ECBT: la documentazione fiscale federale mostra che riceve finanziamenti da parte dei produttori di vaccini, ma l’importo non è documentato. Dei suoi 1,1 milioni di dollari di entrate nel 2015 oltre 800.000 dollari provenivano da fonti non governative. Il sito web di ECBT non rivela le sue fonti di finanziamento, e hanno rifiutato di rispondere alle domande del BMJsull’entità del denaro ricevuto dai produttori di vaccini. Registrazioni precedenti indicano che Wyeth e Novartis hanno fornito finanziamento per i siti web di ECBT VaccinateYourFamily.org e VaccinateYourBaby.org
  • IAC sul suo sito web elenca tra i suoi “sostenitori e partner” i produttori di vaccini AstraZeneca, GlaxoSmithKline, Merck Sharp e Dohme, Pfizer, Sanofi Pasteur e Seqirus. Ma il sito web non elenca gli importi dei contributi, e IAC non è disposto a rivelarne i numeri. Tuttavia, un documento fiscale che l’organizzazione ha condiviso con il BMJ indica 1,3 milioni di dollari di contributi non governativi nell’anno fiscale 2016. La mancanza di dettagli rende difficile sapere quali somme, se ne esistono, vengono collegate al finanziamento e come sono stati utilizzati i soldi.
  • Per l’AAP non è facile capire l’entità dei finanziamenti, nel rapporto annuale sulle donazioni del 2016 sono elencate numerose aziende donatrici compresi i produttori di vaccini GlaxoSmithKline, MedImmune, Merck, Pfizer, Sanofi Pasteur e Seqirus. Tra le società che hanno fornito almeno 1milione di dollari sono anche comprese Mead Johnson Nutrition, Merck, Nestle Nutrition e Pfizer. Ma tale relazione omette alcuni progetti finanziati diversamente, tra cui quelli sostenuti dal CDC.

Il sito Web sulle vaccinazioni del CDC non fornisce alcuna spiegazione riguardo il denaro speso per la promozione dei vaccini.

Con il suo articolo, Peter Doshi ha iniziato a sollevare un velo sul “mondo semitrasparente delle organizzazioni di difesa dei vaccini”. C’è ancora molto da fare, compreso l’esame del coinvolgimento politico nella promozione dei vaccini, in particolare alla luce del fatto che i governi di tutto il mondo tendono ad attuare politiche vaccinali coercitive. Chi sta influenzando i politici e i partiti politici?

La cultura che nega costantemente la discussione critica semplicemente perde in credibilità e oggettività. Ottenere più informazioni e indagare su quali incentivi finanziari sia organizzazioni sia singoli individui potrebbero avere per promuovere un determinato messaggio, aiuterebbe a comprendere determinate scelte legate alle politiche vaccinali in ogni paese del mondo. Per cercare la verità su qualsiasi questione, è sempre prudente “seguire i soldi”, ma questo è difficile quando gli interessi acquisiti sono determinati a mantenere un velo di segretezza. Il mercato mondiale dei vaccini sta aumentando da 5,7 miliardi di dollari nel 2002 a quasi 50 miliardi di dollari entro il 2022, vale a dire un aumento di oltre otto volte. Siamo proprio certi che tale incremento non abbia alcuna relazione con l’emergere della politica dell’obbligo che sta dilagando e dilagherà ovunque?

 

 

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