La prevenzione è sempre l’arma più efficace, anche nelle patologie odontoiatriche

A cura del Dottor Tommaso Mangiavacca

applesmileUn dente “devitalizzato” non è un dente “morto” in quanto viene privato solo della componente organica interna (polpa dentaria) ma mantiene tutte le connessioni vascolari e nervose tra la sua radice e l’osso circostante, mediante il legamento PARODONTALE.

A dimostrazione di quanto appena affermato possiamo tranquillamente constatare come questi elementi privati solo della polpa possano tranquillamente rimanere in arcata per tantissimo tempo e continuare a svolgere la loro funzione masticatoria a condizione che la terapia canalare (devitalizzazione) venga fatta a regola d’arte, con strumenti moderni e da operatori endodontisti esperti, capaci di svuotare completamente lo spazio endodontico interno occupato dal nervo e dai vasi sanguigni, e successivamente riempiendolo con materiale inerte (guttapercha) nel pieno rispetto dell’anatomia canalare. In questo modo viene azzerato il rischio di una eventuale proliferazione batterica che potrebbe causare una infezione periapicale chiamata “granuloma”.

In internet si possono trovare molti siti che mettono in guardia gli utenti dai rischi di questi granulomi al punto che molte persone mettono in dubbio l’eventuale utilità di una terapia canalare, scegliendo addirittura di estrarre il dente malato pur di non avere in bocca un dente “morto”. Senza entrare nel merito di tali questioni, da odontoiatra ho il dovere di affermare che la miglior cura era, è’ e resterà sempre la PREVENZIONE (controlli periodici per intercettare le carie quando sono piccole e non interessano il nervo) e in caso di carie profonda la terapia d’elezione è’ la TERAPIA CANALARE fatta però da endodontisti esperti. Solo in questo modo possiamo avere la sicurezza di minimizzare il rischio di insorgenza dei granulomi periapicali.