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Lettera aperta in difesa della libertà di scelta sanitaria

2 Mag , 2017  

Sabato 6 maggio a Firenze, Milano, Vienna e Treviso i genitori scenderanno in piazza per rivendicare la libertà di opinione e di scelta. Le loro posizioni sono espresse in questa lettera.



Lettera aperta in difesa della libertà di scelta sanitaria

 

Siamo cittadini italiani.

Siamo genitori di bambini piccoli e grandi.

Esercitiamo professioni e mestieri diversi e apparteniamo a ceti sociali molto differenti.

Abbiamo idee politiche e religiose diverse.

Siamo tutti diversi.

Ci unisce però un valore fondamentale, un valore non negoziabile in alcun modo, trasmesso dalle nostre famiglie, dalle istituzioni, dai Padri Costituenti della Repubblica Italiana:

 

l’amore per la libertà di pensiero e di scelta di cura,

e la forza di rivendicare sempre questo diritto,

nel pieno rispetto della collettività in cui viviamo.

 

Vogliamo esercitare la nostra libertà anche nelle scelte per la tutela della nostra salute e di quella dei nostri figli e nipoti, specialmente per quanto riguarda il modo di vivere, l’alimentazione e l’uso dei farmaci, compresi i vaccini.

Lo facciamo per il loro e nostro bene, perché crediamo che la prima terapia sia la prevenzione.

La vera prevenzione primaria è quella che mantiene o ripristina tutte le normali funzioni fisiologiche dell’organismo e che si fa migliorando lo stile di vita, migliorando l’ambiente e l’alimentazione e ricorrendo solo a trattamenti di totale innocuità (“Primum non nocere”).

Tale imperativo diventa categorico per i bambini, ai quali viene proposto oggi un numero sempre maggiore di vaccini, pur non conoscendo gli effetti a lungo termine di un programma così esteso e così precoce di vaccinazioni.

Abbiamo conosciuto le famiglie e i bambini danneggiati dalle vaccinazioni, riconosciuti ufficialmente dopo un percorso fatto di ostruzioni e difficoltà, persone in carne e ossa ma della cui esistenza non si deve parlare.

Noi non siamo contro la Medicina Moderna, e utilizziamo tranquillamente i farmaci quando è necessario, ma siamo per la Medicina Integrata e soprattutto per una Medicina Personalizzata, non per una medicina farmacologica sintomatica chiusa in sé stessa e che si erge prepotente come unico sapere.

È per questo che alcuni di noi hanno anche seguito un percorso vaccinale individuale, non rifiutando le vaccinazioni di principio, ma cercando le strategie migliori per un calendario personalizzato in modo da ridurne i rischi che, comunque, sono sempre possibili e spesso imprevedibili, così come avviene per ogni farmaco.

Oggi questo inalienabile diritto democratico di scelta terapeutica è contestato da coloro che, ergendosi a difesa del “bene comune”, vogliono impedire un pensiero critico non tanto sulle scelte vaccinali, ma addirittura sulla libertà di pensiero e di espressione e autodeterminazione in materia di salute  e sul modo di intendere la convivenza civile, cioè il confronto tra cittadini, arrivando persino a minacciare e poi a radiare Medici molto qualificati che hanno toccato con mano alcuni limiti delle attuali politiche vaccinali e osano proporre un miglioramento dei tempi e modi in cui e con cui i vaccini possono essere inoculati ai neonati.

Senza alcuna emergenza sanitaria si è iniziato a discutere sull’introduzione dell’obbligo vaccinale per l’accesso alle scuole di ogni ordine e grado, e si è proceduto addirittura con la radiazione di un rinomato, pluri-specializzato e apprezzato medico, affinché faccia da monito per tutta la categoria professionale. Un medico che è stato condannato per le sue opinioni scientifiche e non per il suo operato o per danni causati ai suoi pazienti.

 

Non permetteremo che i nostri figli vengano esclusi dal sistema scolastico in un Paese che ancora fa parte dell’Europa, dove l’obbligo vaccinale non è previsto nella maggioranza delle Nazioni.

Non permetteremo che vengano trasgredite le garanzie previste dalla Costituzione a difesa dei diritti di cui ognuno di noi gode.

Chi pensa che l’oltraggio a mezzo stampa, la celebrazione di veri e propri processi al di fuori degli organi deputati a condurli, la negazione del diritto di libera espressione, specie in ambito scientifico, il vilipendio immotivato delle persone e, dunque, le azioni intimidatorie e la trasgressione delle garanzie costituzionali portino frutto, si sbaglia.

Siamo migliaia di genitori italiani disposti a difendere i nostri diritti e quelli dei nostri figli e siamo indignati per i metodi che oggi vengono usati contro medici stimati dai loro pazienti.

Siamo genitori che non hanno paura di proteggere i propri figli, ma hanno paura di qualsiasi imposizione che non nasca da un reale allarme sanitario, che non sia motivata e spiegata nei suoi pro e contro, ma basata su metodi autoritari.

Accompagnati e sostenuti dalla forza delle nostre famiglie, intraprenderemo ogni azione prevista e permessa dal nostro Ordinamento e faremo ricorso in tutte le sedi nazionali ed europee per tutelare i nostri diritti.

Famiglie e Genitori Italiani

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