La Novartis, azienda farmaceutica multinazionale svizzera (seconda al mondo per fatturato dopo la Pfizer), si trova in questi mesi al centro di uno dei più grandi scandali che il settore delle case farmaceutiche abbia mai visto.
L’accusa è aver venduto sul mercato greco medicinali dai prezzi proibitivi, anche a pazienti sani sottoponendoli in questo modo a cure a loro inutili. Per raggiungere il proprio scopo Novartis avrebbe corrotto migliaia di medici, addetti ai lavori, ministri ed alti funzionari dello Stato greco.

La sanità greca è stata in questi ultimi anni vittima di scelte politiche discutibili  e purtroppo, come spesso succede, a pagarne le conseguenze sono stati i cittadini.

È andato da poco in onda un documentario dal titolo “La strategia”, che ha ripercorso l’inchiesta dei giornalisti Maria Rosselli e Marco Tagliabue (nella trasmissione Falò su Rsi La1), in merito agli eventi e alle prove raccolte.

Dal racconto dell’indagine del FBI, andata in onda in esclusiva a Falò, emerge un quadro dettagliato sulle presunte pratiche illecite messe in atto dalla casa farmaceutica Novartis per aumentare rapidamente la scalata del mercato in Grecia, passando dal quinto al primo posto in classifica in pochissimi anni.

Dai dati emersi dall’indagine si parlerebbe di circa due milioni e mezzo di euro che sarebbero stati pagati a medici, affinché prescrivessero farmaci della Novartis.

L’indagine è stata possibile grazie alla collaborazione di alcuni personaggi chiave dell’inchiesta: ovvero tre testimoni ex manager che si sono auto-accusati di aver corrotto migliaia di medici e funzionari dello Stato per conto di Novartis. Dalle loro dichiarazioni emerge, dunque, una strategia in atto da anni da parte del colosso farmaceutico, ben programmata e pianificata per vendere i suoi farmaci in Grecia. Gli informatori che hanno testimoniato, consegnando anche i documenti prova dei fatti illeciti di corruzioni avvenuti in questi anni, sono al centro degli interrogatori da parte delle autorità statunitensi che stanno seguendo le indagini.

L’avvocato americano Stephen M. Kohn, parte dell’accusa, ha dichiarato che ci troviamo davanti ad “un caso storico, in quanto gli informatori sono persone che lavorano o hanno lavorato dentro Novartis e hanno portato le prove necessarie a dimostrare che la multinazionale è coinvolta in attività criminali che colpiscono un’intera nazione e non solo.”

La documentazione in possesso dell’accusa, presentata come prove è molto ampia. Gli avvocati dello studio legale Pavlos Sarakis di Atene che sta seguendo gli informatori, infatti, hanno raccontato che: “Questa inchiesta è partita dal dipartimento della giustizia e FBI alla fine del 2006 e in tutto questo periodo abbiamo consegnato più di 50.000 documenti. Abbiamo deciso di avviare un’azione legale così grande perchè siamo sia avvocati che cittadini. Quando un avvocato comprende che può contribuire alla lotta contro la corruzione deve accettare questa sfida perchè questo non è solo un problema che riguarda la sanità greca, ma la salute a livello mondiale.

 

Qui il link per visionare il documentario in versione integrale.