Sono circa 100 trilioni, vivono nel nostro corpo costituendo un vero organo tra gli organi. Stiamo imparando a conoscerli e la scienza ci dice che senza di loro non potremmo vivere. Sono i microrganismi che costituiscono il nostro microbiota. 

microbiotLa dottoressa Alessandra Di Veroli illustra l’esistenza del microbiota, le sue funzioni, il ruolo decisivo nel mantenere lo stato di salute dei bambini e degli adulti. Seguiranno altri articoli di approfondimento su questi aspetti.

Nell’evoluzione la natura ha tenuto conto della presenza di questi importanti ospiti del nostro corpo, orchestrando questo complesso sistema biologico principalmente con una relazione di mutualismo, dove noi beneficiamo dell’azione di questi microrganismi per funzioni importantissime legate ad esempio alla nutrizione, all’evoluzione del sistema immunitario, alla prevenzione di infezioni da parte di specie patogene dando loro in cambio un luogo in cui proliferare indisturbati (o quasi). Questi microbi svolgono delle funzioni essenziali nel nostro corpo e in ogni distretto (es. cavità nasale, intestino, pelle) troviamo delle popolazioni specializzate del microbiota. I nostri organi quindi offrono loro un luogo idoneo allo svolgimento delle funzioni vitali.

L’intera comunità dei microrganismi che costituiscono il microbiota è costituta da specie appartenenti a eucarioti, archei, batteri e virus. I batteri in particolare sono in media circa dieci volte di più delle cellule umane in un corpo, e ne costituiscono circa il 2% della massa.

Diversi ricercatori hanno indagato sulle loro funzioni e i dati emersi hanno legato la composizione e l’alterazione del microbiota a malattie con un impatto enorme quali diabete, asma, malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro, allergie e malattie autoimmuni. È quindi nata l’esigenza di studiare anche il genoma delle comunità microbiche che vivono nel corpo umano e le loro interazioni con l’ambiente, complesso definito come microbioma. Alla luce dei dati emersi rispetto alla loro importanza per la nostra vita è stato istituito nel 2008 un progetto per raccoglierne i dati coordinato dal National Institutes of Health Americano dal titolo “The Human Microbiome Project” con lo scopo di ‘consentire una comprensiva caratterizzazione del microbioma umano e analizzare il suo ruolo nella salute umana e nell’insorgenza di malattie’. In parallelo in Europa è stato avviato sempre nel 2008 il progetto METAHIT “Metagenomics of the human intestinal tract”, con obiettivi analoghi incentrati sul microbioma intestinale.

Quello che emerge con chiarezza è che il nostro microbioma decide, in pratica, come staremo al mondo. E senza paradossi possiamo dire che il nostro stare al mondo dipenda molto dal momento della nascita.

Attualmente si considera sterile il tratto intestinale di un feto nell’utero materno (sebbene in alcuni studi si ipotizzi la presenza di una microcomunità microbica dell’intestino fetale già nell’utero avendone trovato tracce nel meconio di alcuni bambini nati prematuri). I batteri e gli altri microrganismi vengono quindi “seminati” nel neonato dal momento in cui fuoriesce dall’utero materno e il suo tratto intestinale viene quindi colonizzato. Questa prima fondamentale semina consentirà a ogni individuo di costituire il proprio microbioma che condizionerà lo sviluppo del suo sistema immunitario in primis e che quindi avrà un impatto notevole per l’intera vita. Dall’età di tre anni il microbioma è molto simile a quello degli adulti che vivono in analoghe condizioni nello stesso ambiente. Il microbioma si evolverà nel corso della vita, modificandosi in base alle condizioni in cui ogni individuo vive (ambiente esterno, patologie, contaminazioni, inquinamento ambientale, alimentazione, medicinali), ma saranno lievi modifiche rispetto alla prima importante impronta che acquisisce all’inizio della vita dell’individuo. Si tratta, infatti, di un sistema piuttosto stabile (in assenza di eventi particolari) e quasi immutabile negli anziani.

Quali sono gli eventi più importanti cui va incontro un bambino dalla nascita fino ai tre anni che possono influenzare il suo microbioma?

Primo fra tutti è il parto: il processo fisiologico della nascita secondo natura assicura uno sviluppo corretto, qualunque intervento operativo non può che avere ripercussioni importanti sulla madre, ma soprattutto sul figlio. Il secondo importante processo che può interferire con lo sviluppo e la semina dei microbiota in un neonato è il suo modo di alimentarsi, il contatto materno: anche qui la natura ha previsto che per farlo in modo adeguato il neonato debba letteralmente strofinarsi e strisciare sul corpo della madre alla ricerca della sua fonte di cibo, il colostro prima e il latte dopo. Il contatto pelle a pelle e il nutrimento che quel latte cosi specifico per lui che avranno un peso essenziale nello sviluppo di un buon microbiota che diverrà alleato per la vita di quell’individuo. Infine, tutti gli agenti chimici, fisici e biologici (es. uso improprio di antibiotici, somministrazioni massiccie di vaccini sotto i tre anni, esposizione a sostanze tossiche) con cui quel neonato entra in contatto non possono che costituire fattore di disturbo in questo straordinario quanto complesso processo di semina del microbiota.

Bibliografia:

– Linking the gut microbiota to human health. Virginia Robles Alonso and Francisco Guarner. British Journal of Nutrition (2013), 109, S21–S26.

– Freedom for Birth – One world birth. Toni Harman and Alex Wakeford, Alto Films Ltd.

– Microbirth – One world birth. Toni Harman and Alex Wakeford, Alto Films Ltd.

– Cesarean versus Vaginal Delivery: Long term infant outcomes and the Hygiene Hypothesis. Josef Neu and Jona Rushing MD. Clin Perinatol. 2011 June; 38(2): 321–331.

– Analysis of the Human Gut Microbiome and Association With Disease. Gary D. Wu And James D. Lewis. Clinical Gastroenterology And Hepatology 2013;11:774–777.