Il latte e i latticini sono al centro dei dibattiti di medici, nutrizionisti, ricercatori e persone comuni sensibili al tema dell’alimentazione.
Una cosa è certa: le conoscenze sulle proprietà di questi alimenti negli ultimi decenni sono cambiate molto e di conseguenza la nostra percezione di essi. Sono sempre di più, inoltre, le persone che scoprono di essere intolleranti ai latticini, ma l’attenzione su di essi dovremmo averla tutti. Le ricerche scientifiche ci spiegano perché.

 

Latte caldo alla mattina accompagnato da biscotti e fette biscottate come colazione, un’insalata con mozzarella fresca per pranzo e una pizza calda con pomodoro e formaggio a cena.
Il nostro menù quotidiano ha diverse variabili, ma una componente fissa: i latticini. Almeno così era sino a qualche anno fa. L’attenzione e la consapevolezza sui possibili problemi causati dall’assunzione, per alcuni di noi, di latte e derivati è sempre maggiore e non solo per chi ne è intollerante. Sempre più nutrizionisti, medici e ricercatori sono concordi nell’affermare che non solo il latte non è un alleato per la salute, ma potrebbe esserne in alcuni casi un avversario. Vediamo insieme, dunque, quali sono le motivazioni sino ad ora conosciute.

L’intolleranza
Partiamo dalla composizione: lo zucchero (o meglio il disaccaride) principale del latte è il lattosio, composto da una molecola di galattosio ed una di glucosio.
L’intestino di tutti i mammiferi appena nati produce una proteina che si chiama lattasi che all’interno dell’organismo ha il compito di dividere le due molecole di glucosio e galattosio assorbite successivamente dal nostro corpo.
Con il passare degli anni l’organismo dei mammiferi assiste ad una riduzione sempre maggiore di questa proteina, sino a che non scompare del tutto, non essendo più necessaria nel momento dell’avvenuto svezzamento. Vi sono anche casi, però, di “persistenza della lattasi”, ovvero casi in cui tale proteina continua ad esistere e operare indisturbata, permettendo all’organismo di digerire senza problemi il latte ingerito.
Ricordiamo che il lattosio è presente esclusivamente nel latte di tutti i mammiferi, in percentuali variabili, ed in piccole quantità nello yogurt e nei formaggi freschi mentre è asssente in tutti gli altri formaggi.
Al contrario, invece, la mancanza di lattasi impedisce all’organismo la corretta digestione del lattosio, creando quella che viene definita “intolleranza al lattosio”.
I numeri sono alti ed in crescita: circa due terzi della popolazione mondiale ne risulta intollerante, con una presenza apparentemente non omogenea a livello mondiale; è molto comune questa intolleranza in sud-America, in Africa e in Asia, mentre sono quasi esenti dall’intolleranza al lattosio gli abitanti dei paesi del Nord-Europa: in Scandinavia circa il 90% della popolazione non ha problemi a digerire il lattosio.
In Italia si stima che l’intolleranza al lattosio interessi almeno il 40% degli italiani1 (con dei picchi in alcune regioni che superano l’80%, come nel caso della Sardegna)2.

L’osteoporosi
Una ricerca svedese dell’Università di Uppsala, pubblicata dal British Medical Journal3, ha preso in esame per 20 anni due gruppi di persone: 61 mila donne (nella fascia di età dai 39 ai 74 anni) e 45 mila uomini (dai 45 ai 79 anni).
Durante questo studio, circa il 20% delle persone sono morte e dall’11% al 28% (rispettivamente per uomini e donne) hanno avuto almeno una frattura ossea, delle quali più di un quinto all’anca. Dai dati raccolti emerge, dunque, che nelle persone che hanno consumato latte vaccino, non solo non si è presentata alcuna fortificazione ossea, ma soprattutto nelle donne il consumo di latte è stato associato ad una maggiore probabilità di incorrere in fratture. Inoltre le persone che hanno ingerito un numero pari o maggiore a tre bicchieri di latte al giorno avevano il doppio delle probabilità di morire in giovane età rispetto a chi ne aveva consumato meno di uno. Il principale motivo sarebbe causato dal contenuto delle proteine del latte. L’ipotesi che negli anni si sta approfondendo è che un alto consumo di latte e latticini possa aumentare lo stress ossidativo e l’infiammazione dell’organismo, che aumenterebbero a loro volta il rischio di mortalità. Queste osservazioni sono ancora motivo di grande dibattito.

La dipendenza
Un altro elemento rilevante è che la caseina causa dipendenza psicologica. Quando vengono assunti latte e derivati, infatti, il nostro organismo divide la caseina per poterla digerire e in quel momento rilascia una serie di oppiacei chiamati casomorfine, peptidi dall’effetto oppioide che causano euforia, facendo emergere la necessità di ingerire altri latticini4.
La scienza ha dimostrato che gli oppiacei contenuti nel latte materno dei mammiferi hanno un effetto calmante sul neonato, agendo sul suo cervello e creando una dipendenza nei confronti della madre, indispensabile da un punto di vista biologico. Tali oppiacei influiscono anche però negli adulti nel momento di assunzione di latticini, creando dipendenze e agganci biochimici.

L’obesità infantile
Sono molti gli studi che negli ultimi decenni hanno investigato la correlazione tra il consumo di prodotti lattiero-caseari e l’obesità.
Essendo infatti il latte un alimento molto ricco di IgF1 (fattore di crescita), il cui compito principale è quello di permettere la crescita in pochi mesi di un mammifero appena nato; il suo consumo dopo lo svezzamento e in aggiunta proveniente da mammiferi diversi (come nel caso per gli umani del latte vaccino) è tra le principali cause identificate di obesità infantile.

Cancerogenicità
Il dott T. Colin Campbell, autore di The China Study5 – ampio studio epidemiologico svolto negli anni ottanta nella popolazione cinese – è il più noto tra i medici che hanno ipotizzato che la caseina sia un potente cancerogeno. Gli autori dello studio riportato da Campbell (tra cui l’epidemiologo Richard Peto) hanno analizzato le abitudini degli abitanti di 128 villaggi cinesi e 65 contee, raccogliendo migliaia di dati.
La ricerca è letta in maniera controversa dalla comunità scientifica, soprattutto per la scelta di non pubblicare i risultati all’interno di una rivista scientifica ma all’interno di un libro.
Le conclusioni di tale ricerca, sono che le proteine di origine animale contenute nella carne, nei latticini e in generale in tutti i cibi di origine animale, sarebbero un potente fertilizzante per il cancro.
A tale conclusione era arrivato però anche lo studio condotto agli inizi degli anni ottanta EPIC in Europa, che aveva esplorato il legame tra salute e alimentazione vegana o vegetariana (Oxford Vegetarian Study o Study of Cancer in Vegetarians).
Diversi oncologi, tra cui il prof. Berrino6, in questi ultimi anni stanno portando avanti la teoria che il consumo eccessivo di latte vaccino possa indurre un aumento della massa tumorale. In particolare si parla di rischio per il tumore alla mammella, al colon, all’ovaio, alla prostata e alla vescica7,8
La raccomandazione dunque, soprattutto per chi è malato di tumore, è quella di evitare o ridurre al minimo l’assunzione di latte vaccino e dei suoi derivati.

 

Note:

1 Studio sull’intolleranza al lattosio, condotto dal gruppo diretto da Marco Centanni presso l’Uoc di Endocrinologia dell’Università Sapienza, ospedale Santa Maria Gorettti di Latina, pubblicato sul ‘Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism’. 

2 Y. Itan, B.L. Jones, C.J. Ingram, D.M. Swallow, M.G. Thomas; A worldwide correlation of lactase persistence phenotype and genotypes, BMC Evolutionary Biology, 10 (1) (2010), pp.10-36

3 https://www.bmj.com/content/349/bmj.g6015

4 Dal libro “Breaking the food seduction” del dott. Neal Barnard, fondatore e presidente del Comitato dei Medici per una Medicina Responsabile (PCRM)
5 The China Study: The Most Comprehensive Study of Nutrition Ever Conducted and the Startling Implications for Diet, Weight Loss, and Long-Term Health di Campbell, T. Colin, Ph.D. e Campbell, Thomas M.

6 http://www.epiprev.it/rubrica/bevete-pi%C3%B9-latte%E2%80%A6

7 https://www.hsph.harvard.edu/nutritionsource/what-should-you-eat/calcium-and-milk/calcium-full-story/

8 https://www.wcrf.org/dietandcancer

 

Fonti:

www.youtube.com/watch?v=cpgSXqhRUTQ

https://www.youtube.com/watch?v=cpgSXqhRUTQ
http://www.libertadiparola.com/alimentazione-latte-salute/?user=AnaHera&fbclid=IwAR1AI3DPI2agXKe4FcUyHP0hU8NyWPURSdf93h1gLL_vWeLBnuJafsK2OOA

http://www.assolatte.it/it/home/salute_benessere_detail/1433415720317/1434116407227

www.humanitas.it/news/17017-intolleranza-al-lattosio-riconoscerla-cosa-mangiare

www.agnesemoretti.it/blog/2015/06/17/latte-e-latticini-decima-tappa-inducono-alla-dipendenza-anche-affettiva/

I primi 1000 giorni di Luciano Proietti e Sabina Bietolini (Macro Edizioni) https://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-primi-1000-giorni-sabina-bietolini-libro.php