Un detto popolare indica con la definizione “essere come il prezzemolo” qualcosa o qualcuno che è in ogni luogo. La cultura e l’alimentazione sono cambiate nei secoli: se il detto fosse stato scritto al giorno d’oggi il prezzemolo verrebbe sicuramente sostituito con lo zucchero. Sì, perché ormai è ovunque anche quando non si vede, lo troviamo in cibi, bevande… è purtroppo “l’alimento” più diffuso di uso quotidiano a tutte le fasce di età. Ma quali sono i rischi a cui andiamo incontro assumendolo?

 

C’è anche quando non si vede: lo zucchero ha invaso le nostre tavole da anni. Sappiamo che i nostri antenati ne facevano un uso decisamente minore rispetto ad oggi. Sappiamo anche che questo aumento ha delle conseguenza sulla nostra salute, ma che in un modo o nell’altro tendono ad essere minimizzate. L’American Heart Association ha elaborato un corposo studio1 sui rischi che corriamo assumendo un eccessivo quantitativo di zuccheri. Ne ha concluso che gli zuccheri aggiunti rappresentano una grave minaccia per la salute di noi tutti, in particolare per i bambini e gli adolescenti, soggetti ad un aumento sempre maggiore del rischio di malattie cardiovascolari e obesità infantile. Ma non è un problema solo di età, bensì anche di reddito: l’incidenza di un’alimentazione non sana sulla salute, infatti, aumenta in modo sproporzionato soprattutto per i bambini di famiglie di fasce di reddito più basso. Questo perché gli alimenti ricchi di zuccheri sono solitamente più facilmente reperibili e con prezzi commisurati alle loro capacità nutritive. Sono dunque necessarie strategie chiare da parte della sanità pubblica per ridurre il consumo di alimenti e bevande contenenti zuccheri aggiunti nelle diete di bambini e adolescenti e di conseguenza di tutte le famiglie.

 

Quanto zucchero consumiamo?
Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale per la Sanità) la dose massima giornaliera di zucchero per adulti che per i bambini è di 25 g al giorno, ovvero 5 cucchiaini2.
Nella quantità consigliata rientrano tutti gli zuccheri assunti durante la giornata, quindi sia il comune zucchero da tavola, ma ovviamente anche quello aggiunto ai cibi (snack, bevande, conserve, sciroppi, succhi di frutta, marmellate, sughi) e i dolcificanti naturali, ad esempio il miele.
È difficile riuscire a conteggiare con precisione quanto zucchero assumiamo visto che, appunto, lo troviamo ormai ovunque, soprattutto nei cibi elaborati riposti sugli scaffali di qualsiasi supermercato. L’unico modo per avere consapevolezza di quanto zucchero ingeriamo al giorno è imparare a leggere le etichette e sommare le voci che contengono diciture come saccarosio, zucchero di canna, zucchero invertito, sciroppo di glucosio, di fruttosio, maltosio, di amido, destrine, “carboidrati cui zuccheri”.
Per darvi un ordine di grandezza della quantità di zucchero contenuta negli alimenti di uso comune, rispetto ai 25 gr consigliati, vi riportiamo qualche esempio3:

  • una bevanda in lattina di 330 cc contiene in media 34 gr di zucchero;
  • un succo di frutta confezionato di 200 ml 29 gr in media;
  • un energy drink in lattina da 250 ml 27,5 gr in media;
  • uno yogurt liquido da 200 g ne contiene 24,8 gr in media.

 

Qual è la situazione sull’obesità infantile in Italia?
In Italia, secondo i dati Crea-Inran4 il consumo di zucchero al giorno ammonta a 82,5 g per gli adulti e 96,8 per i bambini. Nel 2016 il Ministero della salute ha segnalato, inoltre, che 3 bambini su 10 in Italia hanno problemi legati al peso corporeo: dai dati raccolti risulta che i bambini italiani sovrappeso sono il 21% e i bambini obesi il 9%5.

cucchiaino zucchero

C’era una volta uno zucchero chiamato prezzemolo | AsSIS

L’appello alla politica
Il documento pubblicato dall’American Academy of Pediatrics (AAP)1 lancia un appello alle amministrazioni pubbliche locali e statali: per riuscire a ridurre il consumo di zuccheri aggiunti propone, infatti, politiche che aumentino il prezzo di vendita finale di cibi e bevande zuccherate, incidendo ad esempio sulle imposte. La proposta però non si limita all’aumento economico dei prodotti: l’AAP propone che tali strategie siano accompagnate da una campagna educativa sui rischi che si corrono assumendo zuccheri aggiunti. In questo modo si condividerebbero con i cittadini i possibili benefici sul piano della salute che si trarrebbero dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Tali entrate fiscali aggiuntive potrebbero essere destinate ad azioni in grado di ridurre le disparità sanitarie e socio economiche attualmente esistenti.

 

Il ruolo della pubblicità
Viviamo in un’epoca in cui i nostri mezzi d’informazione sono invasi di notizie, immagini, slogan sull’alimentazione: i programmi televisivi sulla cucina sono in aumento, i nostri quotidiani e le riviste sono cosparsi di pubblicità che propongono prodotti di ogni genere e forma a base di zucchero, come energy drink in grado di farci volare, bambini felici all’interno di fast food, barrette energetiche che promettono di risollevare le sorti della nostra giornata. Non si tiene conto però che l’obesità e i problemi legati ad un’alimentazione non corretta stanno diventando un grande problema dal punto di vista sanitario. L’AAP a tal proposito chiede che vi sia un sostegno, attraverso politiche mirate, per ridurre e regolamentare le azioni di marketing da parte dei produttori di alimenti e bevande ad alto contenuto di zucchero.
La Francia da questo punto di vista è un esempio da seguire: l’Assemblea nazionale ha approvato da poco una legge che prevede che, a partire dal 1° gennaio 2019, tutte le pubblicità di prodotti alimentari – trasmesse via internet, radio e tv – dovranno riportare l’etichetta a semaforo Nutri-Score6; tale novità dovrebbe aiutare i consumatori a comprendere meglio il valore nutrizionale dei prodotti e a ridurre così l’acquisto di cibi “spazzatura”.

 

La sugar Tax
Visto l’enorme utilizzo da parte dei produttori di alimenti, l’Oms ha quindi lanciato un invito ad applicare una tassa sulle bibite e sui prodotti troppo zuccherati: trenta paesi al mondo, tra cui la Danimarca, la Francia e l’Inghilterra, hanno aderito e hanno adottato provvedimenti legislativi (ne avevamo parlato in questo articolo). Ma non tutti hanno colto questo appello. Neppure l’Italia, purtroppo, dove le proposte ipotizzate per ridurre il problema di obesità infantile sono ancora in fase di elaborazione.

 

Il ruolo dei pediatri

lattine

Lo zucchero diventato prezzemolo | AsSIS

Secondo l’American Academy of Pediatrics (AAP) il ruolo svolto dai pediatri nell’identificazione, nella prevenzione e nel trattamento dell’obesità precoce è centrale: essi possono sostenere, infatti, il cambiamento delle politiche alimentari in ambito sia scolastico che sanitario.
Un maggior coinvolgimento da parte dei pediatri in ambito scolastico, infatti, potrebbe garantire un sostegno maggiore di alimenti più salutari all’interno delle scuole (sia per quanto concerne la scelta dei fornitori nelle mense, ma anche nella valutazione dei distributori automatici di alimenti e bevande sempre più diffusi nei corridoi delle scuole) e di attività di sensibilizzazione al tema dell’alimentazione rivolte ai ragazzi e alle famiglie, mirate a ridurre i rischi di obesità infantile.

 

Conosci la dipendenza da zucchero?
Tra gli effetti negativi degli zuccheri troviamo, come visto prima, l’aumento delle probabilità di obesità, ma anche di scompensi cardiaci, peggioramento delle capacità cerebrali, problemi al tratto gastrointestinale, aumento di instabilità emotiva, depressione.
Ma dunque perché dovremmo continuare ad alimentarci di così tanti zuccheri? Una delle spiegazioni è la dipendenza che crea nel nostro organismo: il consumo di zuccheri, infatti, provoca picchi di insulina e glicemia che nel giro di poco tempo precipitano e ci portano ad aver subito voglia di assumere altri zuccheri.
Conosciamo tutti molto bene la sensazione di appagamento che si prova dopo aver mangiato qualcosa di dolce e a scatenarla è la produzione di alcuni oppioidi endogeni nel nostro sistema nervoso. Quando assumiamo qualcosa in grado di produrre dopamina – che è un neurotrasmettitore endogeno conosciuto impropriamente come l’ormone del piacere – il nostro cervello ne trae piacere e ce ne richiede ancora e sempre in quantità maggiore.
Possiamo dunque bloccare questa dipendenza, essendo consapevoli di cosa mangiamo noi e di come nutriamo i nostri figli. Possiamo scegliere una dieta bilanciata, abbinandola ad una buona idratazione dell’organismo, una giusta dose di sonno e un buon livello di vitamina D, generalmente prodotta dall’attività all’aria aperta, che riducono gli effetti degli zuccheri.

 

Come possiamo ridurre i nostri consumi di zucchero?7
• Imparare a leggere le etichette dei cibi che, per legge, devono indicare i componenti.
• Mangiare cereali integrali (senza zuccheri aggiunti), eventualmente insieme alla frutta.
• Preferire snack sani (frutta, verdure, gallette integrali, yogurt e formaggi freschi come la ricotta di mucca).
• Limitare formaggi stagionati e fermentati.
• Evitare alimenti che contengono burro, strutto, margarine, grassi e oli idrogenati.
• Evitare bevande con molte calorie.

 

 

Note:
1 https://pediatrics.aappublications.org/content/143/4/e20190282
2 https://www.who.int/mediacentre/news/notes/2014/consultation-sugar-guideline/en/
3 https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/zucchero-dose-giornaliera-non-superare-tumore-cancro-dieta-sovrappeso-alimentazione/60d3338e-70b9-11e8-8f08-e72858c58491-va.shtml
4 https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0939475310000761
5 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2935_listaFile_itemName_24_file.pdf
6 https://www.santepubliquefrance.fr/Sante-publique-France/Nutri-Score
7 Tratto dal libro “Leonardo e la dieta mediterranea” (collana Ben-essere, ed. Amrita) di Marco Biffani e Alfredo Ianello.

Fonti:

  • https://pediatrics.aappublications.org/content/143/4/e20190282
  • http://www.ilcibodellasalute.com/dolcificanti-naturali-e-alternative-allo-zucchero-indice-glicemico-raffinazione-effetti/
  • https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/franco-berrino-vi-spiego-perche-il-miele-e-piu-sano-dello-zucchero
  • https://ilfattoalimentare.it/zucchero-linee-guida-oms-sugar-tax.html
  • http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2935_listaFile_itemName_24_file.pdf
  • https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/zucchero-dose-giornaliera-non-superare-tumore-cancro-dieta-sovrappeso-alimentazione/60d3338e-70b9-11e8-8f08-e72858c58491-va.shtml