È dal 1997 che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto l’obesità come un’epidemia globale, rilanciando questo allarme nel 2002, con specifico riferimento all’Europa.
melamcL’OMS definisce sovrappeso e obesità come condizioni di accumulo eccessivo di grasso corporeo con possibili ripercussioni dannose sulla salute.
Sovrappeso e obesità rappresentano nel nostro Paese un problema di salute pubblica con importanti costi sanitari; la prevenzione deve iniziare alla nascita e coinvolgere , a vari livelli, ognuno di noi, come genitore, sorella/fratello, insegnante , nonno e più in generale, la società nel suo insieme, che attualmente considera il bambino come un meraviglioso consumatore a cui, per contro, si propongono modelli di prestazioni fisiche e bellezza irraggiungibili. In Italia si stimano oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre. Dati e stime sono il frutto del progetto Okkio alla SALUTE, un’indagine condotta nelle scuole italiane dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali , e coordinata dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell’Istituto nazionale di ricerca e nutrizione.
L’obesità infantile, in particolare nei Paesi occidentali, rappresenta un problema in crescita e di notevole rilevanza sanitaria e sociale, sia per i danni che provoca alla salute del bambino, sia per quelli che provocherà nell’adulto: la letteratura scientifica fornisce prove di una consolidata relazione tra situazione di sovrappeso/obesità nell’infanzia e sovrappeso/obesità in età adulta: un bambino obeso ha una probabilità del 75% di diventare un adulto obeso .
L’obesità infantile è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo; in pratica si introducono per molto tempo più calorie di quante se ne consumano. Si può parlare di obesità quando il peso di un bambino supera del 20% il peso ideale (in base al sesso e all’altezza), di sovrappeso se lo supera del 10-20%. In certi casi si parla di super-obesi: sono quei bambini il cui peso supera del 40% i valori normali. L’origine e le cause sono molteplici e complesse: la predisposizione genetica può rappresentare un elemento di maggiore sensibilità e predisposizione a situazioni di sbilanciamento energetico ma è lo stile di vita del bambino e della famiglia che provoca l’insorgere e il persistere di questa condizione clinica. L’aspetto principale riguarda l’alimentazione: generalmente i genitori si preoccupano quando il bambino o l’adolescente mangia poco, raramente quando mangia troppo.
Oltre che alla quantità di calorie, bisogna fare attenzione alla qualità dell’alimentazione: è importante evitare cibi troppo ricchi in grassi e zuccheri semplici, merendine, snacks, patatine, che hanno un’elevata densità calorica, saziano poco e sono molto palatabili, per cui molto ricercati dai bambini Inoltre, soprattutto durante le vacanze scolastiche,l’alimentazione non è regolare durante la giornata: spesso il bambino si sveglia più tardi e salta la colazione, aumenta il consumo di gelati e bibite gassate e zuccherate (soft drink) che sono legate in maniera significativa ad una maggiore incidenza di obesità negli adolescenti. L’incremento del consumo di bevande gassate e zuccherate è accompagnato da quello dei cibi consumati fuori casa (in ristoranti, pub, fast food), spesso serviti in porzioni che presentano percentuali di nutrienti superiori a un pasto normale.
L’altra componente del bilancio calorico è la spesa energetica: è ovvio e dimostrato che uno stile di vita fisicamente attivo evita l’insorgere di soprappeso e obesità. In passato, l’esercizio fisico era un’attività che non bisognava necessariamente pianificare durante la giornata o la settimana, in quanto era parte integrante della vita quotidiana e lavorativa.
I cambiamenti dei luoghi e degli spazi urbanistici in cui i bambini crescono producono effetti sul loro livello di attività motoria.
I genitori tendono ad accompagnare in auto i propri figli a scuola o nei luoghi di divertimento (anche perché generalmente stanno andando o tornando dal lavoro, che difficilmente svolgono nei pressi della scuola o dei giardinetti….), ma la perdita di opportunità di praticare attività motoria di questo tipo (andando a scuola o giocando con gli amici) ha ,sul bambino, l’effetto di diminuire la propensione all’esercizio fisico anche in altri contesti e rappresenta un altro fattore di minore propensione all’adozione di uno stile di vita attivo da adulto.
L’esercizio fisico è di fondamentale importanza per il bambino che cresce, in quanto, oltre a fargli consumare calorie determina la “costruzione” di una composizione corporea con le giuste proporzioni tra massa magra (tessuto muscolare) e massa grassa (tessuto adiposo).

I principali effetti sulla salute di sovrappeso e obesità riguardano il sistema metabolico (diabete. insulino-resistenza, intolleranza al glucosio, dislipidemie), l’apparato osteoarticolare (valgismo degli arti inferiori, dolori articolari, mobilità ridotta, piedi piatti), la cute (strie rubrae, acanthosis nigricans), il fegato (steatosi), l’apparato respiratorio (desaturazioni e apnea notturna) e cardiocircolatorio (ipertensione arteriosa, coronaropatie).
Come se non bastasse , i bambini obesi o in sovrappeso presentano importanti conseguenze emozionali, sociali e psicologiche; nelle maggior parte dei casi questi bambini sono oggetto di scherno e di discriminazione da parte dei coetanei che spesso li considerano pigri, sfaticati e amici poco desiderabili: ne consegue una bassa stima di se stessi, che può avere manifestazioni più marcate di depressione, solitudine, ansia, isolamento ed emarginazione dai compagni di giochi e a scuola.
Come avviene per l’eccesso di peso, la depressione nei bambini e negli adolescenti ha un elevato livello di permanenza in età adulta, con conseguenze sull’aspettativa di vita, sullo status socio-economico e sulla difficoltà di relazione. Inoltre, a causa del basso livello di autostima e per la maggiore esposizione a depressione, ansia e isolamento, gli adolescenti obesi sono più propensi ad assumere comportamenti negativi per la propria salute, come per esempio il consumo di alcol e il fumo di sigarette.
Le preferenze alimentari e l’abitudine a un regolare esercizio fisico si consolidano nei primi anni di vita. Per questo è molto importante insegnare ai più piccoli ad alimentarsi correttamente e invitarli a praticare sport nella giusta quantità. Come sottolineato dal Comitato Nazionale di Bioetica nel documento “Stili di vita e tutela della salute” del marzo 2014, la prevenzione primaria coinvolge a vari livelli il singolo individuo, lo Stato e la collettività nel suo insieme.

L’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) ci da ulteriori utili consigli pratici sull’alimentazione dei bambini:

  1. Consumare tre pasti principali e due spuntini giornalieri, con la giusta ripartizione calorica.
  2. Introdurre quando possibile il piatto unico ben equilibrato
  3.  Consumare almeno una volta al giorno alimenti ricchi di amido come pasta, riso o pane, preferendo quelli integrali
  4.  Evitare o comunque ridurre il consumo di cibi e bevande zuccherate
  5. Aumentare il consumo di frutta, verdura e legumi
  6. Limitare il consumo di carni grasse e insaccati, eliminando il grasso
  7. Consumare pesce almeno due volte la settimana
  8. Limitare il consumo di burro a favore dell’olio extravergine d’oliva a crudo. Eliminare lardo e strutto
  9. Evitare un consumo eccessivo di formaggi grassi
  10. Variare la scelta dei cibi evitando la ripetitività

Insegnare ai propri figli a mangiare bene è parte dell’educazione che fornite loro. E poiché l’educazione parte dall’esempio, dovete fare innanzitutto un bilancio delle vostre abitudini alimentari per modificarle se non sono salubri: ne guadagnerà in salute l’intera famiglia. La frutta e la verdura sono la base di una sana alimentazione. Ogni giorno sia i bambini sia gli adulti dovrebbero consumarne cinque porzioni (tre di verdura e due di frutta).
Come per gli adulti, ogni bambino è uguale e diverso da tutti gli altri, per cui nel caso in cui presenti problemi di peso o di alimentazione in generale, è assolutamente da evitare di proporgli diete alla moda o “fai da te”: rivolgersi sempre a pediatra e dietista, che sapranno indicare i tipi di intervento più opportuni.

Dott.ssa Troiani Daniela