Proponiamo una serie di acute riflessioni, sotto forma di lettere, della dottoressa Francesca Coccorese.
Luoghi comuni. Assiomi che passano di bocca in bocca, facili da ripetere e da condividere, verità scontate che dimentichiamo di passare al vaglio dell’autocritica e della coscienza.
 
In questa crisi sanitaria e psicologica collettiva, i luoghi comuni sono esplosi perché creano un senso di protezione, sicurezza e appartenenza. Ma a volte i luoghi comuni diventano inconsapevolmente dogmatici e violenti, imprigionando il dinamico fluire del pensiero e del confronto.
 
Per questo, mi ripropongo di affrontarne qualcuno: perché magari la realtà può essere osservata anche da un’altra angolazione. Non voglio convincere nessuno, né imporre il mio pensiero: voglio solo considerare un’altra prospettiva, e condividerla con chi ha voglia di ascoltarmi. Tutto qui. Ma ho il più profondo rispetto per opinioni diverse, e le accolgo: non mi interessa davvero la battaglia concettuale, né la vittoria dialettica. Mi interessa offrire la mia visione e comprendere le altre. Lo dico prima di iniziare il discorso, come premessa imprescindibile.
 
Siamo tutti parte della Verità, e nessuno La possiede. Quello che ciascuno di noi può sviluppare è un punto di vista autentico, frutto di riflessione e non di semplice imitazione. Ma anche nella più profonda delle riflessioni, non è Verità: è solo un punto. Anzi un puntino. Insignificante. Irrilevante. Uniamo i puntini: otteniamo il Disegno.

 


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1. #primalasalute

2. #l’economiaèmenoimportantedellasalute

3. #laguerradeivirus