Il 90% degli infermieri e il 70% dei medici non si vaccina contro l’influenza stagionale secondo un’indagine che ha riguardato l’area genovese ma indicativa del dato nazionale. Eppure sono categorie professionali che con le malattie hanno a che fare tutti i giorni, sono in prima fila durante la “stagione influenzale” che è alle porte. Sara perché conoscono bene le prove di efficacia della vaccinazione, riassunte da Gioia Locati nel post http://blog.ilgiornale.it/locati/2015/10/24/influenza-quanto-serve-vaccinarsi/ ?

In questi giorni stiamo elaborando i questionari che abbiamo distribuito tramite le farmacie per una valutazione dell’efficacia della vaccinazione nel nostro Paese durante lo scorso anno. Presto le renderemo pubbliche, nel frattempo ribadiamo che il vaccino antinfluenzale non può essere trattato come un qualsiasi farmaco da banco, che non basta avere compiuto una certa età per essere sottoposto alla inoculazione. Occorre eseguire PRIMA un’anamnesi accurata, un controllo clinico approfondito, escludendo per esempio chi ha assunto farmaci immunosoppressori nei 45 giorni antecedenti la vaccinazione, chi è stato sottoposto a trattamenti cortisonici protratti, chi è affetto da malattie infettive virali intercorrenti, chi presenta patologie autoimmuni, etc, insomma occorre una valutazione seria per stabilire se il paziente corre pochi rischi nell’eseguire la pratica vaccinale. Questo è il compito del medico di famiglia, che deve essere libero di esprimere il suo parere in scienza e coscienza, senza condizionamenti e imposizioni o minacce. Se tali valutazioni fossero state eseguite prima di qualsiasi vaccinazione, forse non avremmo i più di 700 pazienti danneggiati e riconosciuti ufficialmente dal Ministero della salute. Questi sono solo la punta dell’iceberg, cui si aggiungono i “fuori termine” (quanti hanno ottenuto il riconoscimento ma non usufruiscono dell’indennizzo perché hanno presentato la domanda oltre i limiti temporali imposti dalla Legge) e quanti hanno deciso di non intraprendere il percorso ad ostacoli per ottenere il giusto riconoscimento. La legge 29 ottobre 2005, n.229, “Disposizioni in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie” non sarebbe stata varata se non ci fossero stati errori: ce lo ricorda il Prof. Aldo Ferrara http://www.glistatigenerali.com/qualita-della-vita_sanita/vaccinazione-antinfluenzale-purche-consapevole-ed-informata/. Non è un problema solo italiano. Negli Stati Uniti è stato creato un programma federale di compensazione dei danni da vaccino (VICP) creato dal Congresso all’interno del National Childhood Vaccine Injury Act. La US Court of Federal Claims di Washington DC gestisce i casi sospetti di danno e decesso da vaccino.

La giornalista Sharyl Lattkisson  si chiede: la vaccinazione antinfluenzale è così innocua?

Da gennaio 2014 il numero di casi (di danni) da vaccino antinfluenzale riconosciuti dal governo è più che il doppio della somma di tutti i casi dei precedenti 8 anni. La Tabella delle sentenze riflette solo metà dell’attuale numero totale. Riconoscimenti ottenuti da vittime del vaccine antinfluenzale dal 2006. La tabella mostra (fino tutto il 2013):42. Numero reale (fino a tutto aprile):88. E’ in aumento anche il numero dei danni da vaccino riconosciuti dal governo: aumentati del 55% in poco più di un anno. Il risultato dei recenti cambiamenti apportati al sito web è che nessuno di questi trend è riportato nell’attuale tabella “sentenze”.

Redazione AsSIS