È stata presentata pochi giorni fa nel corso del Seminario “Il futuro del SSN” una nuova associazione che vede tra i sostenitori Giovanni Bissoni, consulente del Ministero della salute, Ignazio Ganga, segretario confederale della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori, Pier Luigi Bartoletti, vicepresidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Angelo Barbato, portavoce di Rete Dico 32, Salvatore Geraci, responsabile dell’Area sanitaria della Caritas di Roma, Mauro Valiani, portavoce del Forum Diritto alla Salute, Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti ed ex ministra della sanità, Nerina Dirindin, ex assessore alla sanità della Regione Sardegna e docente di Economia Pubblica e di Scienza delle Finanze presso l’Università di Torino e Rosi Bindi, ex senatrice e deputata del PD.

L’associazione ha come obiettivo creare un nuovo confronto e dibattito per tutelare il diritto alla Salute sancito dall’art. 32 della Costituzione italiana. Per farlo ha iniziato con il pubblicare un documento per “ripensare le politiche per la salute nel nostro Paese, per promuovere un’ampia e non occasionale mobilitazione, per riaffermare il ruolo del Servizio sanitario nazionale e più in generale del Welfare quali fattori di benessere, occupazione e crescita”.

Ambizioni non piccole, dunque, quelle della nuova nata nel campo della salute. Avevamo già parlato qualche mese fa di manifestazioni (come quella di “DICO32! Salute per tutte e tutti!”) contro la commercializzazione della salute e la privatizzazione della sanità.

“Quarant’anni fa abbiamo contribuito come cittadini, operatori o amministratori alla costruzione del Servizio Sanitario Nazionale: una nave a cui può accedere chi ne ha necessità con un personale professionale e affidabile. Ha avuto i suoi adeguamenti, ma negli ultimi anni non ha fatto il pieno di carburante e il cui equipaggio è sceso e non è stato adeguatamente sostituito.” Così ha raccontato il dott. Marco Geddes Da Filicaia il motivo per cui è stata costituita la nuova associazione, e per cui molti dei fondatori in prima fila sono critici verso la direzione che sta prendendo, a seguito di scelte politiche, il SSN.

Tra le voci che sono intervenute a presentare la neonata c’è stata Nerina Dirindin che ha dichiarato “Il futuro si basa su articoli importanti della nostra Costituzione e da lì dobbiamo ripartire. Tra questi vi è l’art. 32, che abbiamo anche ripreso nel titolo della nostra associazione. L’articolo parla di salute e non di sanità: come i padri costituenti hanno detto, siamo consapevoli che la seconda sia lo strumento per poter garantire la prima. La salute è l’unico diritto qualificato fondamentale per tutte le persone. Speriamo che questa giornata sia l’inizio di un percorso da fare insieme a molti altri compagni e amici perché nutriamo molta preoccupazione.
Abbiamo organizzato questa presentazione in economia, senza finanziamenti di nessuno, senza contributi incondizionati ed è lo spirito con cui vorremmo continuare a lavorare. Chiediamo a tutti coloro che condividono i nostri obiettivi di darci una mano, ognuno per quello che può.”

Leggiamo all’inizio del documento appena pubblicato: “Il nostro Servizio sanitario nazionale ha prodotto risultati importanti, riconosciuti a livello internazionale, ma da molti anni stiamo assistendo a un suo progressivo indebolimento. Siamo ancora in tempo a intervenire, ma dobbiamo farlo al più presto perché troppi fattori stanno spingendoci lungo percorsi irreversibili.” L’associazione vuole dunque contribuire al dibattito politico sul tema della salute specificando che alcune ipotesi all’ordine del giorno del Governo contribuiscono ad aggravare lo scenario. Si tratta della flat tax e dell’autonomia regionale differenziata, due riforme che potrebbero provocare una contrazione del welfare e un aumento delle diseguaglianze nell’accesso all’assistenza sanitaria. Un vero e proprio azzardo per un Paese con livelli di esclusione sociale e rischio di povertà superiori del 28% alla media europea.”

Tra gli argomenti alla base del dibattito acceso dalle diverse voci dell’associazione ci sono l’impoverimento della sanità pubblica, il ruolo delle comunità locali, le condizioni di lavoro demotivanti in cui lavora il personale del servizio sanitario, la recente proposta di autonomia regionale differenziata e le sue possibili conseguenze, la mancanza di visione progettuale sistemica e finanziaria del SSN.

Appare singolare che chi possiede cariche istituzionali in materia di sanità debba sentire il bisogno di fondare un’associazione per promuovere e proporre pratiche sul diritto alla salute, invece di lavorare direttamente al raggiungimento degli scopi prefissati.
Come AsSIS riteniamo sia fondamentale difendere e proteggere il diritto alla salute, non minando al Servizio Sanitario Nazionale esistente, bensì investendo maggiori risorse nella ricerca e nell’innovazione, lottando agli sprechi ad oggi esistenti, rendendo le cure accessibili a tutti ed eliminando il tema del profitto sulla salute.
Per far sì che ciò si realizzi servono risorse che abbiano come fine far evolvere ciò che già abbiamo a disposizione, non destrutturando l’esistente, bensì ristrutturandolo!

Per visualizzare il video di presentazione vi invitiamo a cliccare qui, mentre per leggere l’intero testo del documento qui.