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Obbligo vaccinale negli asili: c’è chi dice no

4 Ago , 2016  

a cura di Luca Cirimbilla – Giornalista

In diverse regioni italiane si sono costituiti i Comitati per il NO all’obbligo vaccinale per l’ammissione ai nidi d’infanzia.
“Gentili consiglieri e amministratori – è il testo della lettera dei comitati dei genitori rivolta ai rappresentanti delle istituzioni regionali – siamo qui oggi per sottoporvi il nostro parere ed i nostri timori, più che giustificati, in merito ad una questione che ci tange personalmente. Parliamo delle vaccinazioni, in questo particolare caso, di quelle pediatriche e dell’iniziativa di legge “Servizi educativi per la prima infanzia. Abrogazione della L. R. n. 1 del 10 gennaio 2000”, oggetto numero 2880 della X Legislatura”.

In questa proposta di legge, sottolineano i Comitati, è presente l’art. 6 comma 2, che recita: “Al fine di preservare lo stato di salute sia del minore sia della collettività con cui il medesimo viene a contatto, costituisce requisito di accesso ai servizi educativi e ricreativi pubblici e privati; l’avere assolto da parte del minore gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente. Al fine dell’accesso, la vaccinazione deve essere omessa o differita solo in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche. Entro un mese dall’entrata in vigore della presente legge, con apposito provvedimento la Giunta regionale specifica le forme concrete di attuazione del presente comma”.

Secondo i Comitati si è di fronte a un atto medico, a un farmaco, che comporta sia dei benefici ma anche dei rischi. Si tratterebbe, dunque, di un atto medico preventivo, a cui non possono essere sottoposti tutti indifferentemente; di un farmaco, che come tale ha controindicazioni, effetti collaterali, anche gravi. Solo nel 2015 – come riportano i Comitati – sono stati riportati 7892 casi di  reazioni avverse, secondo i dati contenuti nel rapporto OsMed pubblicato a giugno 2016 e che riguarda le segnalazioni del 2015
(leggi qui:http://www.agenziafarmaco.gov.it/…/Rapporto_OsMed_2015_AIFA-acc.pdf).
Considerando che annualmente nascono meno di 500.000 bambini, le reazioni avverse segnalate – evidenziano i Comitati – oltre ad essere considerate sottostimate dalla stessa AIFA, hanno incidenze ben più alte di quelle solitamente riferite.
“Molti di questi danni – si legge ancora nella lettera rivolta alle amministrazioni regionali – si sarebbero forse potuti evitare se fossero state fornite informazioni non tendenziose e corrette alle famiglie, quello che purtroppo ancora troppi addetti ai lavori rifiutano di ammettere poiché hanno paura delle possibili conseguenze sulla loro carriera. Spesso però in caso di danno o reazione avversa ci si ritrova davanti ad un muro omertoso. E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 23 giugno 2015 il decreto Ministeriale del 30 aprile 2015 che recepisce le direttive europee sulla farmacovigilanza (Direttive 2010/84/EU e 2012/26/UE). Il decreto introduce importanti modifiche sul sistema nazionale di farmacovigilanza per la raccolta e valutazione degli eventi avversi, e introduce inoltre una tempistica ben precisa per la segnalazione delle sospette reazioni avverse: il segnalatore è adesso tenuto a trasmettere la scheda entro 2 giorni, ridotti a 36 ore nel caso di farmaci di origine biologica (vaccini inclusi), al responsabile della farmacovigilanza della struttura sanitaria di competenza (ASL, Azienda Ospedaliera, IRCCS), il quale, entro 7 giorni dal ricevimento della scheda, deve inserirla nella RNF previa verifica della completezza e della congruità dei dati. Questa disposizione favorirebbe quindi l’individuazione precoce dei segnali di sicurezza assicurando una segnalazione tempestiva delle reazioni avverse. Sappiamo però per certo che troppo spesso il medico o il pediatra di base si rifiutano di segnalare le reazioni avverse oppure raccolgono la segnalazione senza inviarla, diminuendo sempre più la fiducia dei cittadini nei confronti delle Autorità Sanitarie”.

Per aderire:

Anche Comilva ha lanciato l’iniziativa di protesta No Vaccino, No Scuola? invitando i genitori contrari all’obbligo a far sentire le proprie ragioni, scrivendo alle giunte regionali e alle testate giornalistiche e fornendo una traccia in cui si afferma: “Da mesi è in atto una campagna diffamatoria che tende a minare il diritto fondamentale all’accoglienza dei bambini nei servizi educativi della prima infanzia: alcune regioni si sono mosse in questo senso con disegni di legge che, senza alcun motivo reale, vorrebbero escludere i bambini non vaccinati dagli asili nido. Questo è solo il primo passo verso l’esclusione sociale di coloro che intendono fare in questo campo una scelta informata e consapevole, piuttosto che aderire inconsapevolmente a programmi vaccinali sempre più intensi e quindi rischiosi per la salute dei nostri figli.
I vaccini sono farmaci che comportano rischi per reazioni avverse con esiti di vario genere, fino alla morte. 
Ci sono fattori di rischio di tipo genetico, biologico ed ambientale elevati, rischi che rendono alcune persone più suscettibili di altre, in particolare bambini e neonati verso i quali non esiste alcuna reale prevenzione del rischio vaccinale.
Come la libertà di parola e di stampa, il diritto legale di esercitare la libertà di coscienza nella scelta delle terapie mediche è insito nella tutela dei diritti umani fondamentali che appartengono a tutte le persone in ogni nazione civile. I genitori hanno quindi il diritto umano di esercitare la libertà di coscienza e il consenso informato alla assunzione del rischio medico per conto dei loro figli minori. Allo stesso modo i bambini (tutti) hanno il diritto inalienabile ad una vita sociale e a ricevere una formazione scolastica (CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA, CRC) senza alcuna discriminazione.
Ogni violazione in tal senso rappresenta un atto di barbarie, una violazione dei diritti umani, costituzionali e di leggi dello Stato.
Chiediamo che questi diritti non siano calpestati, secondo i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

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