Notizie

OCCUPARSI DEL FUTURO NEL PRESENTE

4 Gen , 2018  

a cura del Dott. Luciano Proietti e della Dott.ssa Sabina Bietolini

Le informazioni scientifiche sul tema preconcepimento non sono certo assenti ed incessantemente emergono nuovi dati  che individuano fattori di rischio prima ignorati.

Concepire un bambino è una grande responsabilità che viene spesso sottovalutata.

La formazione corretta di un organismo dipende infatti non soltanto dallo stile di vita della donna in gravidanza, ma anche dalle condizioni di salute dei due genitori nel periodo preconcepimento.

Quindi, seppure è vero che i famosi mille giorni iniziano dal giorno del concepimento, è altrettanto vero che desiderare un bimbo in buona salute non basta: occorre che i due genitori siano in buona salute, vale a dire che al momento del concepimento essi (il loro organismo: corpo, psiche, mente) siano in equilibrio. Da questo deriva che per ridurre i rischi di malformazione di un bambino occorre intervenire molto prima del concepimento, “disintossicando” e rinforzando l’organismo dei genitori.

Non è infatti solo la genetica, come abbiamo sempre sentito dire, che definisce il nostro rischio di avere un tumore, la sindrome depressiva, il diabete, l’Alzheimer, l’obesità, l’autismo, l’allergia, l’asma, l’ipertensione, l’infarto, ecc., ecc., ma i fattori ambientali esterni ai geni, alla cellula, agli organi, tra i quali spiccano per importanza:

  • inquinanti ambientali (diossina, metalli pesanti, diserbanti) assunti direttamente o attraverso il cibo, e poi fumo e droghe
  • alimenti acidificanti e raffinati (proteine, zucchero, amidi, grassi), alcool
  • disbiosi intestinale
  • ritmi circadiani, pensieri ed emozioni.

È chiaro, a questo punto, non solo quanto sia importante prepararsi al concepimento per entrambi i genitori, ma anche quanto sia determinante cercare l’aiuto di un professionista, per ripristinare gli equilibri interni, sia di tipo fisico che psico-emozionale, attraverso strategie mirate.

Inquinanti ambientali

Per quanto concerne gli inquinanti ambientali, è bene specificare la presenza nell’ambiente, nonché in cibi di agricoltura tradizionale e altamente più concentrati nei prodotti di origine animale, degli interferenti endocrini, molecole che interferiscono con la funzionalità ormonale endogena, legandosi ai recettori di membrana specifici, spiazzando gli ormoni naturali. Tra gli interferenti endocrini che competono con gli steroidi sessuali si annoverano: contaminanti alogenati persistenti (DDT e suoi metaboliti, diossine, policlorobifenili), diversi antiparassitari, pesticidi (clororganici, stannorganici, imidazoli, triazoli, triazine), e sostanze di uso industriale (diversi composti fenolici e ftalati). Un elenco che direziona necessariamente la spesa quotidiana verso cibi da agricoltura biologica o biodinamica oppure di provenienza certa, per evitare la indesiderata e pericolosa presenza degli interferenti endocrini, concentrando gli acquisti nel mondo vegetale, per motivi analoghi. Vi sono poi da menzionare anche i metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio). Molte persone scelgono una dieta a base vegetale ma l’unica eccezione a tale scelta è rappresentata dal pesce. Tralasciando i validissimi motivi etici ed ecologici per i quali non sia affatto opportuno consumare il pesce, i prodotti ittici brillano per contenuti di diossine e metalli pesanti, che, seppure in quantitativi differenti, sono inevitabilmente presenti. Sarebbe perciò opportuno valutare le eventuali (ed inevitabili) eccezioni, tenendo bene a mente l’obiettivo finale: avere un corpo “pulito per la procreazione”.

Alimenti acidificanti

In relazione agli alimenti acidificanti, si apre un discorso tanto complesso quanto affascinante: l’equilibrio acido-base determina la funzionalità di tutti i sistemi biologici, facilitandone oppure ostacolandone le reazioni biochimiche.

La stabilità dell’equilibrio acido-base è condizione fondamentale e parte integrante degli scambi biochimici dell’organismo, i quali avvengono soltanto in range limitati di pH.

Nel campo della nutrizione e della salute, la conservazione dell’equilibrio acido-base è oggi uno dei problemi più importanti. Nelle attuali condizioni di vita (ambiente, cibo, stress emotivi), il nostro sistema metabolico tende costantemente all’acidosi per cui l’organismo, i cui processi vitali hanno luogo se il pH è leggermente alcalino, deve costantemente contrastare questa tendenza acidificante.

Nel caso in cui i meccanismi di compenso non siano funzionanti oppure siano esauriti si attiva la cascata di reazioni che porta alla malattia.

Dal punto di vista nutrizionale la classificazione degli alimenti in acidificanti o alcalinizzanti viene fatta in base agli effetti che questi esercitano sul corpo e non in base alla propria acidità o alcalinità.

Così molti alimenti che hanno un gusto “acido” (per esempio il limone) sono da considerarsi alcalinizzanti perché, dopo essere stati metabolizzati, rilasciano un residuo alcalino: gli acidi organici che influenzano le papille gustative vengono sciolti e trasformati in anidride carbonica e acqua, mentre i minerali contenuti in essi servono a neutralizzare gli acidi stessi.

Questo vale per la maggior parte della frutta e della verdura nonché delle alghe che contengono tutti un’elevata percentuale di minerali–tampone, alcalinizzanti (sodio, potassio, calcio, magnesio, ferro).

Per contro, lo zucchero e gli altri dolcificanti concentrati, gli amidi, i cereali, la farina, i grassi e tutte le proteine di origine animali sono acidificanti dopo essere stati metabolizzati.

Osservando il pH urinario possiamo capire se il nostro organismo è in acidosi metabolica: il pH urinario considerato “normale” va da 5,5 a 7. In realtà se è costantemente acido vuol dire che il nostro stile di vita è acidificante a cominciare dal cibo.

Per valutare se un cibo è acidificante, viene calcolato il cosiddetto carico acido renale potenziale (PRAL, Potential Renal Acid Load). Gli alimenti a PRAL positivo sono quelli in cui prevale la componente acidificante, mentre quelli a PRAL negativo hanno un carattere alcalinizzante. Vale la pena sottolineare che gli alimenti a PRAL maggiore (con un notevole stacco rispetto ai precedenti della lista) sono una triade molto consumata in Italia: parmigiano, mozzarella e pecorino.

Disbiosi intestinale

Interessante notare che sono in numero crescente i lavori pubblicati su riviste scientifiche internazionali sulla relazione tra cibo ed intestino. Il primo effetto della dieta sul nostro organismo avviene infatti a livello intestinale sulla flora batterica, attualmente definita microbiota, che varia in rapporto al cibo assunto sia in termini qualitativi che quantitativi.

Si può verificare uno squilibrio del microbiota intestinale e si parla quindi di disbiosi, favorita da trattamenti farmacologici (antibiotici, cortisone, gastroprotettori, ecc.), infezioni virali e batteriche, stress emotivi e squilibri alimentari.

Il microbiota intestinale è costituito da una complessa biodiversità di microrganismi (circa 500 specie), tra cui sono prevalenti lattobacilli e bifidobatteri, con una molteplicità di funzioni, utili al nostro organismo.

Lo squilibrio del microbiota, incluso quello indotto dal consumo di prodotti di origine animale, può concorrere a quella che può definirsi “congestione pelvica” ovvero uno stato di alterata funzionalità intestinale che si ripercuote sugli organi circostanti, nello specifico, le gonadi, organi deputati alla produzione di spermatozoi ed ovuli.

Ritmi circadiani

Non va infine dimenticato il ritmo circadiano orto-parasimpatico comandato dalla luce del sole. Essa condiziona il ciclo ormonale diurno-notturno a partire dalla melatonina prodotta principalmente dalla ghiandola epifisi, considerata il direttore d’orchestra di tutti gli altri ormoni, da quelli ipofisari, ai tiroidei, surrenalici, sessuali.

L’alterazione del ritmo circadiano luce-buio, ormai di prassi nella nostra vita di lavoro e svago, è da considerarsi una delle principali cause degli squilibri neuro-ormonali più frequenti e diffusi nelle popolazioni europee e nordamericane: ipotiroidismo, pubertà precoce, ipercortisolismo, disfunzioni sessuali, riduzione della fertilità. Senza dubbio tale alterazione può essere causa anche di disturbi dell’umore, interferendo quindi con la serenità, i pensieri positivi e l’equilibrio interiore.

Alimentazione

L’obiettivo dell’alimentazione è quello di produrre nell’organismo dei due genitori un equilibrio metabolico che permetta una condizione di eubiosi intestinale e genitale adatta a favorire il concepimento.

Gli alimenti funzionali a questo obiettivo sono quelli che riducono lo stress ossidativo e l’acidosi metabolica e compensano eventuali squilibri subclinici di vitamine e minerali. Nella tabella qui riportata sono elencati i cibi da preferire per favorire l’eubiosi dell’organismo nella fase di preconcepimento.

 

Indicazioni generali di alimentazione funzionale alla salute dei futuri genitori, in ordine di importanza nutrizionale qualitativa
germogli: alfalfa(erba medica), crescione, ravanello, senape, girasole, mung, lenticchie, piselli, fieno greco, grano, ecc.
verdura cruda, scottata, a vapore, fermentata di stagione e di coltivazione locale e da agricoltura biologica (per quanto è possibile)
alghe:nori, dulse, kombu, wakame, kelp, agar agar
semi oleosi, frutta a guscio: canapa, mandorle, nocciole, noci, pistacchi, noci del brasile lino, sesamo, zucca, girasole, cacao
erbe aromatiche: timo, rosmarino, salvia, basilico, origano, alloro, prezzemolo, menta, peperoncino
spezie: curcuma, zenzero, cardamomo
legumi: lenticchie, ceci, fagioli, piselli, azuki, soia, lupini
cereali: riso, miglio, grano saraceno, mais, quinoa (senza glutine); orzo, segale, farro, grano, khorasan (con glutine)
frutta fresca di stagione, di coltivazione locale e da agricoltura biologica, alla quale si aggiungono capperi e olive
frutta disidratata (senza solfiti/anidride solforosa, né zucchero aggiunto): uvetta, albicocche, prugne, fichi, datteri, mirtilli
olio di oliva extravergine, olio di semi di canapa e semi di lino
sale marino integrale miscelato a erbe aromatiche
bevande: estratti vegetali, acqua oligominerale, birra artigianale, vino senza solfiti da agricoltura biologica o biodinamica, tisane, orzo, thè (bancha, verde).

 

Per concludere, molti casi di infertilità, sia dell’uomo che della donna, possono essere ricondotti anche ad una condizione di acidosi metabolica cronica, squilibri nutrizionali, ormonali e metabolici, celiachia, ritmi circadiani alterati, stress ossidativo, compromissione della risposta immunitaria. Prima di intraprendere una gravidanza, è opportuno valutare la presenza di carenze nutrizionali o scompensi metabolici in entrambi i genitori, per evitare i sempre più frequenti casi di infertilità o aborti spontanei.

L’obiettivo di un futuro genitore dovrebbe essere quello di ottenere una condizione metabolica ottimale per formare un nuovo essere riducendo, per quanto è possibile, i rischi di insuccesso, di perdita o di patologie legate a fattori ambientali dannosi per il feto e il futuro bambino.

 


Kim et al. 2017. Dairy Food Intake Is Associated with Reproductive Hormones and Sporadic Anovulation among Healthy Premenopausal Women. J Nutr.

Massey, 2003. Dietary animal and plant protein and human bone health: a whole foods approach, J Nutr,

133(3):862S-865S.

Ministero Ambiente 2012. Conosci, Riduci, Previeni gli interferenti endocrini.

Proietti & Bietolini. 2016. I primi 1000 giorni. Macro Ed.

Remer & Manz 1995. Potential renal acid load of foods and its influence on urine pH, Am J Diet Assoc, 95(7):791-7.

Simpson & Campbell, 2015. Review article: dietary fibre–microbiota interactions. Alim Pharm Ther,42.

Thorburn et al, 2014. Diet, Metabolites, and ‘‘Western-Lifestyle’’ Inflammatory Diseases. Immunity,40.

Zareba et al. 2013. Semen quality in relation to antioxidant intake in a healthy male population. Fertil Steril.

Welch et al, 2008. Urine pH is an indicator of dietary acid-base load, fruit and vegetables and meat intakes: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition  (EPIC)-Norfolk population study, Br J Nutr, 99(6):1335-43.

, , , ,


Torna su