In Europa circa 100 milioni di persone si curano con l’omeopatia, tutti “creduloni” e ignoranti secondo la trasmissione condotta da Iacona.

 Le decine di migliaia di medici, regolarmente iscritti all’Albo, che praticano quotidianamente l’omeopatia anche in Ospedali e ambulatori del sistema Sanitario Nazionale sono stati dipinti come cialtroni, truffatori o “praticanti” al pari degli “astrologi”. L’inchiesta sull’omeopatia (è stata questa la presentazione) è diventata così una inchiesta contro l’omeopatia per chiudere ogni spazio a questa pratica medica in base a un “principio di autorità” degno del peggior periodo dell’inquisizione. Senza contraddittorio si è alimentato il “pre-giudizio”, il più anti-scientifico degli atteggiamenti.

Ricordando che la libertà di stampa in tutte le sue forme ed ampiezze riconosce in via speculare l’aspettativa dei singoli alla corretta informazione, come ha posto in luce la Corte costituzionale (sent. n. 105 del 1972): nell’ordinamento democratico il ruolo della stampa e dell’informazione è inteso al soddisfacimento di un interesse generale, individuabile nella formazione di una opinione pubblica avvertita e consapevole” e viene quindi considerata come un ‘diritto-dovere’ (legge n. 69/1963, istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, art. 2, rubricato in modo appropriato “Diritti e doveri”), AsSIS pubblica il Comunicato delle Associazioni di Omeopatia nella speranza che si realizzi un’informazione il più possibile obiettiva, imparziale e completa capace di riferire la verità sostanziale dei fatti, di rettificare le notizie inesatte e riparare agli errori:

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